Camillo Placì, ritorno olimpico

di Marco Mastroleo

Il percorso di avvicinamento verso le Olimpiadi di Los Angeles 2028 ha visto, nelle ultime settimane, uno step importante riguardo alle qualificazioni ai tornei di pallavolo.

Le varie competizioni continentali disputate tra agosto e settembre hanno infatti garantito a dieci squadre, cinque per il torneo femminile e altrettante per quello maschile, il pass per la California, aggiungendosi così alle nazionali statunitensi, qualificate di diritto in qualità di Paese ospitante.

Per il torneo femminile, i posti sono stati assegnati a Canada, Thailandia, Egitto, Turchia e Brasile. Nel torneo maschile, invece, a Giappone, Cuba, Brasile, Polonia e Tunisia.

Proprio nella storica qualificazione delle Aigles de Carthage ha svolto un ruolo importante un portabandiera del Salento nel panorama pallavolistico internazionale: il dirigente classe ’56 Camillo Placì, originario di Specchia e da un anno e mezzo alla guida della squadra africana.

RADICI SALENTINE

La sua passione per questo sport nacque nei corridoi del seminario di Ugento, sotto lo sguardo vigile e protettivo di don Tonino Bello, che lo accompagnò alla scoperta di questa disciplina, dalla quale fu attratto quasi subito.

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Dopo una breve carriera da giocatore, Placì si immerse nel ruolo di allenatore, iniziando da piccole realtà della provincia di Lecce, come Specchia, Ugento, Calimera, Ruffano e Taviano, ottenendo diverse promozioni nelle serie superiori. Da lì, il passaggio a squadre affermate del panorama italiano, tra cui Cuneo, con cui esordì in CEV Champions League, fino ad arrivare sulle panchine di nazionali e club prestigiosi in diverse parti del mondo: Turchia, Serbia, Qatar, Russia e Bulgaria, ritrovando valori simili a quelli del Salento, tra tradizioni vive e genuine, musica popolare, convivialità intorno alla tavola, ed una calda ospitalità.

IN TRIONFO A TUNISI

L’ultimo capitolo della sua lunga storia sportiva è stato scritto lo scorso 25 settembre, quando, con competenza e preparazione tattica, ha portato la Tunisia ad alzare il trofeo della Coppa d’Africa di pallavolo davanti al proprio pubblico, a Tunisi, in un torneo letteralmente dominato, con un solo set concesso, fino alla finale, poi vinta nettamente per 3-0 contro il Camerun.

«È stato un torneo lungo, impreziosito dalla possibilità, grazie alla Federazione Internazionale e a quella Africana, di poterlo giocare a Tunisi dopo il passo indietro del Congo a causa dell’emergenza del virus ebola» ha dichiarato Mister Placì «Abbiamo fatto una grande cavalcata, vincendo tutte le partite. La squadra ha giocato in un crescendo importante, soprattutto in finale, in un palazzetto pieno, davanti al Ministro dello Sport. Un contesto che ha infuso tanta adrenalina e tanta carica ai ragazzi, permettendoci di alzare il trofeo e riportarlo in Tunisia».

IL RICHIAMO DEI CINQUE CERCHI

Ora, per la nazionale biancorossa, si aprono nuove prospettive, quelle a cinque cerchi, da cui era assente dall’edizione di Tokyo, otto anni fa.

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Secondo il mister, per la Tunisia la partecipazione all’edizione 2028 rappresenterà non solo un momento importante per tutti i tunisini, ma anche un segno di riscatto, dopo aver ceduto il predominio africano all’Egitto nella scorsa edizione: «La partecipazione a un’Olimpiade è il sogno di tutti gli sportivi. La Tunisia l’ha sognata, sopratutto dopo che l’ultima volta ci era andato l’Egitto e, considerando l’unico slot a disposizione, i ragazzi hanno fatto qualcosa di clamoroso».

Per mister Placì, LA2028 sarà la terza partecipazione a un’Olimpiade, dopo l’edizione di Pechino 2008, nella quale, da assistente allenatore della nazionale russa, conquistò la medaglia di bronzo, e quella di Londra 2012, conclusa al quarto posto da viceallenatore della Bulgaria: «Sarà la mia terza Olimpiade con la terza squadra nazionale diversa. Non so se sia un record o meno. Io, ovviamente, anche se ho ormai una certa età, vivo ancora con grande entusiasmo la possibilità di potermi gustare un’altra rassegna olimpica».

E allora, con la Tunisia e con quel bagaglio di esperienza costruito in quasi mezzo secolo di pallavolo, Camillo Placì è pronto per un altro viaggio internazionale, con il Salento sempre nel cuore e un nuovo traguardo a cinque cerchi all’orizzonte.

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