Cantieri di cittadinanza? “A Tricase fumo negli occhi!”

La lettera di un lettore alla nostra Redazione

Salve, sono un cittadino tricasino e vorrei far luce su una recente questione riguardo ai nuovi progetti regionali destinati al lavoro minimo di cittadinanza a cui anche il mio Comune ha aderito. Mi sono recato presso l’ufficio informazioni “Cantieri di cittadinanza”, sito presso il Municipio di Tricase in cerca di informazioni riguardanti il tanto agognato lavoro minimo e di sussidio. Sono rimasto spiacevolmente sorpreso mentre la gentilissima signorina mi illustrava i requisiti per poter accedere alle due tipologie di lavoro minimo.

La prima, quella minimamente retribuita prevede che il richiedente abbia un Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente che tiene conto di reddito, patrimonio mobiliare e immobiliare e delle caratteristiche di un nucleo familiare, per numerosità e tipologia) di massimo € 3000 (!). La seconda prevede che l’aspirante stia percependo una forma di sussidio alla disoccupazione (Naspi, mobilità, ecc.), per avere l’opportunità di iniziare un tipo di rapporto lavorativo non retribuito: ancora non chiari i progetti.
Bene, la prima taglierebbe fuori il 99 per cento della cittadinanza poiché, numericamente parlando, sarebbe destinata solo a clochard, in quanto basterebbe aver percepito massimo tre stipendi minimi per essere escluso. Salvo false dichiarazioni.
Per la seconda, quella non retribuita, il requisito è lo stato di disoccupazione con indennità. Come fosse una specie di riscatto offerto al cittadino che perde il lavoro: percepisce liquidazione ed in cambio va a lavorare gratis!
Ancora non del tutto sfiduciato insisto a credere che, anche non venendo retribuiti, ci sia una piccola possibilità di carriera, esperienza, specializzazione, riconoscimento, finché,  la sempre di cui sopra signorina, mi fa un cenno pessimistico e rivelatorio, che svela mancanza di progetti di continuità. Con questa mia vorrei disilludere chiunque avesse grosse aspettative solcando la porta di palazzo Gallone. Senza sollevare polemiche politiche (non è questo l’aspetto che mi interessa) vorrei esprimere la mia indignazione nei confronti di chi ha pubblicizzato questa opportunità gettando altra polvere nei già lacrimanti occhi dei tricasini.

Leandro Cazzato