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Dieci anni di convenzione e una domanda che ora approda in Consiglio comunale: quanto del patrimonio recuperato anche grazie a risorse pubbliche è realmente a disposizione della collettività?
È il nodo sollevato dai cinque consiglieri comunali di minoranza Fabiola Musarò, Laura De Nuzzo, Giulio Lisi, Tiziano Esposito ed Ezio Garzia, firmatari di un’interrogazione indirizzata al presidente del Consiglio comunale, al sindaco, alla Giunta e agli uffici competenti. Al centro del documento c’è il Castello di Ugento, con particolare attenzione a due ambienti situati al primo piano e prospicienti la cosiddetta Corte Grande che, secondo le informazioni ricevute dagli interroganti, sarebbero attualmente chiusi e non accessibili al pubblico.
Il nodo della convenzione
La minoranza chiede innanzitutto di stabilire se quei due locali rientrino effettivamente negli spazi disciplinati dalla convenzione stipulata tra il Comune e il soggetto proprietario e, in caso affermativo, quali obblighi siano previsti in materia di apertura, accessibilità e fruizione pubblica.
L’interrogazione allarga però il campo. Gli esponenti dell’opposizione riferiscono che, già alcuni anni fa, un ufficio comunale – presumibilmente il settore Lavori Pubblici – avrebbe richiesto chiarimenti al proprietario sulla situazione degli immobili o degli spazi interessati. Secondo quanto riportato nel documento, non risulterebbero però un chiarimento pubblico definitivo della vicenda né un provvedimento conclusivo. Da qui la richiesta di ricostruire l’intero iter amministrativo, recuperando richieste, risposte ed eventuali atti successivi.
Dopo dieci anni si chiedono verifiche
Un passaggio centrale riguarda il tempo trascorso dall’avvio della convenzione, indicato nell’interrogazione in circa dieci anni. Per i consiglieri sarebbe quindi necessario effettuare una verifica complessiva sul rispetto delle condizioni previste dagli accordi, con particolare riferimento alla fruibilità, all’accessibilità e alla valorizzazione degli ambienti.
Gli interroganti vogliono sapere anche se, nel corso degli anni, il Comune abbia effettuato sopralluoghi, controlli o verifiche, se siano stati redatti verbali o relazioni e se siano mai state contestate al proprietario eventuali inadempienze o difformità rispetto agli obblighi convenzionali.
Sul tavolo c’è soprattutto il rapporto tra gli investimenti pubblici effettuati per il recupero e la valorizzazione del complesso e la concreta possibilità per cittadini e visitatori di usufruirne. Nel documento si sottolinea infatti la necessità di verificare che le risorse impiegate abbiano prodotto e continuino a produrre il massimo beneficio possibile per la collettività.
La risposta attesa in Consiglio
Sono dieci, complessivamente, i quesiti rivolti all’Amministrazione. Tra questi anche la richiesta di chiarire da quanto tempo gli eventuali spazi oggi non accessibili si trovino in tale condizione, se il Comune ne fosse a conoscenza e quali iniziative siano state adottate o siano previste per ripristinarne la piena fruibilità.
La minoranza chiede infine che l’interrogazione venga inserita all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale utile e che sindaco, Giunta e assessore competente forniscano una risposta «puntuale, completa e documentata», mettendo a disposizione anche atti, relazioni, verbali di sopralluogo, comunicazioni ed eventuali provvedimenti amministrativi.
Una richiesta che porta la questione fuori dalle mura del maniero: ora sarà l’Amministrazione a dover chiarire se quanto previsto sulla carta abbia trovato, nel corso degli anni, piena corrispondenza nella realtà.




