Cedimento solaio: la galleria commerciale di Tricase dopo il crollo

Alle 9,15 la mattina era già cominciata da un pezzo. La galleria commerciale di Tricase, in via Vittorio Emanuele, si preparava alle consuete ore di maggiore movimento, con persone che arrivavano per fare acquisti e attività pronte ad accogliere i clienti. Una scena ordinaria, spezzata nel giro di pochi istanti da un rumore insolito.

Prima uno scricchiolio. Poi un boato forte, improvviso, capace di gelare chi in quel momento si trovava all’interno e nelle immediate vicinanze della struttura che ospita, tra le altre attività, il punto vendita Terranova.

Una parte dell’edificio aveva ceduto.

La circostanza che, a distanza di ore, assume più valore di ogni altra è una: nessuno è rimasto ferito. Un bilancio fortunatamente limitato ai danni materiali, soprattutto considerando l’orario e la presenza di persone in una struttura commerciale già frequentata nelle prime ore della giornata.

Il cedimento e la voragine

La dinamica resta nel pomeriggio al vaglio dei tecnici. Secondo una prima ricostruzione, il cedimento avrebbe interessato inizialmente il lastricato del terrazzo dell’edificio, precipitato sul piano di calpestio sottostante, in corrispondenza degli ex locali del Movida.

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La massa di materiali riversatasi sul solaio avrebbe provocato un secondo cedimento: il peso delle macerie avrebbe sfondato la struttura sottostante, trascinandone una parte fino al piano inferiore e raggiungendo i locali del negozio Terranova.

Le immagini scattate nelle ore successive restituiscono con chiarezza la dimensione dell’accaduto.

Sul terrazzo si è aperta una voragine molto ampia, di alcune decine di metri quadrati, con porzioni di muratura, solai e materiali precipitati verso il basso.

Sul tetto era installato anche un esteso impianto fotovoltaico: numerosi pannelli appaiono piegati, inclinati o trascinati all’interno dell’area interessata dal cedimento, adagiati sulle macerie e sulle parti della struttura collassata.

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Una scena che lascia intuire danni ingenti, la cui reale entità potrebbe essere definita soltanto al termine degli accertamenti.

Le verifiche dei Vigili del fuoco

Sul posto, questa mattina, sono intervenuti i Vigili del fuoco, impegnati nelle verifiche sulla stabilità dell’edificio e nelle operazioni necessarie a mettere in sicurezza l’intera zona.

La cautela era rimasta massima anche dopo il primo crollo. Dalla struttura, infatti, sarebbero continuati a provenire alcuni rumori, circostanza che aveva imposto di considerare il rischio di ulteriori cedimenti. Per questa ragione era stato disposto l’allontanamento delle persone presenti, mantenendo sgombra l’area interessata mentre proseguivano i controlli.

Nel pomeriggio, diverse ore dopo quel boato che aveva interrotto bruscamente la mattinata, restano ancora da stabilire le cause che hanno dato origine alla sequenza dei cedimenti.

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A parlare, intanto, sono le immagini: un grande squarcio nel solaio, le macerie accumulate ai piani inferiori, i pannelli fotovoltaici trascinati verso il vuoto. E soprattutto la consapevolezza che, in una mattina in cui sarebbe bastato trovarsi nel posto sbagliato pochi istanti prima, da quella voragine non è arrivata la notizia che tutti avremmo temuto: non ci sono stati feriti.