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Contributi di bonifica, altra stangata cancellata dal giudice

Un’altra cartella esattoriale annullata.

Un’altra pronuncia che riporta al centro del dibattito il tema dei contributi di bonifica richiesti ai proprietari di terreni nel Salento. La sentenza è la numero 1128/2026 della Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado di Lecce – Sezione 04 – comunicata oggi e firmata dal giudice monocratico Antonio Mela.

La vicenda riguarda una richiesta di pagamento da 1.734,88 euro relativa al contributo di bonifica per l’anno 2021. Il ricorso, presentato dall’avvocato Maurizio Villani per conto della società Agrisud Srl, è stato accolto integralmente con annullamento dell’atto impugnato e compensazione delle spese di giudizio.

I TERRENI INTERESSATI

Nel provvedimento si legge che il contributo riguardava immobili e terreni censiti nei comuni di Campi Salentina e Salice Salentino, nel territorio del Nord Salento, e nella zona di Scorrano, aree da anni al centro di polemiche legate all’effettiva utilità delle opere di bonifica e manutenzione idraulica.

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A rilanciare la vicenda è Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che sottolinea come il Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia non si sia neppure costituito in giudizio nonostante l’importo richiesto fosse tutt’altro che marginale.

Una circostanza che, secondo D’Agata, conferma il clima di forte contestazione attorno a un tributo percepito da molti cittadini come ingiusto e scollegato dai benefici reali sul territorio.

La Corte: manca la prova del beneficio concreto

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici ricordano come il contributo consortile possa essere richiesto soltanto in presenza di un beneficio diretto e specifico per i fondi interessati.

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Secondo la Corte, nel caso concreto non vi sarebbe stata prova dell’avvenuta notifica dell’atto presupposto alla cartella esattoriale. Inoltre, il Consorzio non avrebbe dimostrato l’effettiva esecuzione di interventi di manutenzione e bonifica tali da giustificare la pretesa tributaria.

Determinante anche la relazione tecnica prodotta dalla parte ricorrente, nella quale vengono evidenziate criticità territoriali, assenza di manutenzioni nei canali interessati e carenze nella pianificazione generale delle opere di bonifica.

«TANTI CITTADINI RINUNCIANO A DIFENDERSI»

Per Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti di Lecce, il nodo centrale resta quello dei contribuenti che scelgono di pagare senza ricorrere al giudice. Importi spesso modesti rispetto ai costi e ai tempi di una causa finiscono per scoraggiare molte persone, anche in presenza di contestazioni già accolte in numerose sentenze delle corti tributarie.

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Lo Sportello dei Diritti parla apertamente di un balzello che continua a generare contenziosi e richieste di chiarimento, soprattutto nei territori agricoli del Salento dove il tema della manutenzione dei canali e della sicurezza idraulica resta particolarmente sentito.

La nuova pronuncia della Corte Tributaria di Lecce aggiunge così un ulteriore tassello a una vicenda destinata a far discutere ancora a lungo.