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Si è conclusa una settimana animata da un’articolata serie di servizi straordinari di controllo del territorio e ad “alto impatto”, condotti dalla Polizia di Stato e dalle altre Forze di Polizia, interessando la provincia di Lecce, con particolare attenzione al capoluogo e ai comuni di Copertino, Gallipoli e Nardò.
L’attività volta a incrementare la sicurezza percepita e a contrastare i fenomeni di illegalità diffusa ha visto l’impiego coordinato degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, UPG e SP, Polizia Stradale, Polizia Ferroviaria, Squadra Mobile e Polizia Amministrativa, integrati da personale dei Commissariati di Pubblica Sicurezza e dalle Polizie Locali per garantire un controllo più capillare ed efficace. Nei controlli “Alto impatto” i servizi sono stati svolti sinergicamente con l’intervento di personale dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
Nel corso dei servizi sono stati effettuati posti di controllo, lungo le principali arterie stradali e nei punti sensibili dei vari centri cittadini sottoposti ai controlli.
All’esito della Polizia di Stato sono risultati:
- 3926 persone controllate, mentre i controlli su strada hanno portato alla verifica di 1779 veicoli con l’elevazione di 80 sanzioni al CdS.
Per quanto riguarda i controlli amministrativi sono state effettuate 4 verifiche mirate presso esercizi pubblici di Copertino e Nardò, mentre a Gallipoli per un esercizio commerciale in cui al momento dell’ispezione amministrativa è stata riscontrata la mancanza della documentazione prevista, il titolare è stato invitato a presentare i documenti mancati presso gli uffici preposti della Polizia di Stato per la valutazione di eventuali sanzioni.
Nardò
A Nardò i controlli hanno portato all’arresto di un uomo di 38 anni del posto, per la violazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa.
L’arresto è stato eseguito in flagranza differita, sulla base delle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza, installato presso l’abitazione della vittima, una donna anch’essa di Nardò, che documentano la condotta persecutoria posta in essere nel pomeriggio dello stesso giorno.
La vicenda, conclusasi la settimana scorsa, trae origine dal settembre 2024, quando l’uomo aveva frequentato per un breve periodo un corso di formazione gestito dalla donna.
A partire dal 5 giugno 2025, aveva iniziato a inviarle messaggi manifestando interesse nei suoi confronti, intensificando progressivamente tali comportamenti: faceva pervenire tramite terzi apprezzamenti personali, inviava messaggi per ottenere un incontro e chiedeva informazioni sulla sua residenza.
Nonostante il chiaro disinteresse espresso dalla donna, l’uomo aveva continuato a inviare richieste di amicizia e messaggi sui social network, oltre a effettuare telefonate anonime in orari notturni.
In un altro episodio, mentre la vittima pranzava in un ristorante con la madre, veniva nuovamente molestata dall’uomo. Inoltre, si era presentato presso la sede lavorativa della donna e aveva inviato e-mail dal contenuto denigratorio, dichiarando di conoscere ogni suo spostamento e fornendo dettagli a conferma delle sue affermazioni.
A fronte dell’escalation, la donna aveva deciso di ricorrere all’ammonimento del Questore per porre fine agli atti persecutori. Ma, nonostante nei suoi confronti fosse già stato emesso un provvedimento di ammonimento da parte del questore di Lecce, l’uomo aveva continuato a porre in essere comportamenti persecutori, presentandosi nuovamente sul luogo di lavoro della vittima e minacciandola di ritorsioni qualora non avesse ritirato la denuncia.
Il 5 maggio la donna ha sporto querela, a seguito della quale il GIP ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima e ai suoi familiari, nonché il divieto di accedere ai luoghi da lei abitualmente frequentati entro un raggio minimo di 500 metri, con contestuale applicazione del braccialetto elettronico.
Dopo la notifica della misura l’8 maggio, il trentottenne si è presentato presso l’abitazione della donna: inizialmente ha tentato di nascondersi dietro il muretto d’ingresso e, dopo aver individuato la vittima in giardino, si è avvicinato al cancello chiedendo di poter entrare per parlare con lei.
La donna, accortasi della sua presenza, si è rifugiata in casa e ha chiamato il numero unico di emergenza 112. L’intera scena è stata ripresa dal sistema di videosorveglianza.
All’arrivo della Volante del Commissariato, l’uomo si è dato alla fuga. Gli agenti del Commissariato di P.S. di Nardò hanno avviato immediatamente le ricerche, rintracciandolo poco dopo e conducendolo in ufficio per gli atti di rito. Resosi conto delle conseguenze, ha tentato di divincolarsi e fuggire, rendendo necessario il suo contenimento. Considerata la gravità dei fatti, si procedeva all’arresto, disponendo in seguito la traduzione dell’uomo presso la casa circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Il contrasto allo spaccio e al consumo di stupefacenti
Durante il servizio straordinario condotto tra i comuni di Nardò e Copertino, sono state segnalate in totale 5 persone alla Prefettura (tra i 16 e i 46 anni), per uso di sostanze stupefacenti.
A Lecce, nel corso di un servizio mirato alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, nella serata del 6 maggio gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Lecce hanno proceduto al controllo di un 34enne leccese.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, era stato notato mentre poneva in essere un comportamento riconducibile alla cessione di droga nei confronti di una donna. Quest’ultima, fermata dagli operatori, ha consegnato una dose di cocaina del peso di 1,17 grammi, dichiarando di averla acquistata dal soggetto per 50 euro.
La perquisizione personale e veicolare ha permesso di rinvenire 535 euro in contanti. Successivamente, la perquisizione domiciliare ha portato al sequestro di 10,15 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi.
Il 34enne è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari. Si precisa che il predetto al termine dell’udienza di convalida è stato rimesso in libertà.
Aggravamento della misura: dalla detenzione domiciliare al carcere
La Squadra Mobile della Questura di Lecce, inoltre, ha eseguito un provvedimento di sostituzione della detenzione domiciliare con quella carceraria, emesso dal magistrato di sorveglianza di Lecce nei confronti di un 44enne residente in città.
L’uomo, gravato da precedenti per atti persecutori, lesioni personali, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, evasione, porto di armi od oggetti atti a offendere, danneggiamento e inosservanza di provvedimenti dell’A.G., era destinatario di un nuovo titolo esecutivo che, a seguito dell’unificazione delle pene concorrenti, ha rideterminato la pena residua da espiare in due anni e otto mesi, al netto del pre-sofferto e della liberazione anticipata.
Considerato il superamento dei limiti di ammissibilità per qualsiasi misura alternativa, l’Autorità Giudiziaria ha disposto la cessazione della detenzione domiciliare e l’immediato accompagnamento del condannato presso la casa circondariale di Lecce, dove il provvedimento è stato eseguito.
La violazione del DASPO
Infine, presso lo stadio Ettore Giardiniero di Lecce, sabato sera, prima dell’incontro di calcio Lecce – Juventus, un uomo di 51 anni del posto veniva identificato dagli agenti della Digos e dal personale della Polizia di stato in servizio di ordine pubblico, a seguito di un diverbio con un addetto alla sicurezza della struttura sportiva.
L’uomo risultava già sottoposto al provvedimento amministrativo del DASPO e, pertanto, veniva deferito per violazione della misura e per violenza nei confronti degli addetti al controllo negli stadi.



