Il rischio di rovinare indelebilmente la gioia delle festività natalizie con l’uso sconsiderato di giochi pirotecnici illegali è, purtroppo, sempre dietro l’angolo. Le vittime principali dei “botti” sono spesso gli adolescenti, i quali sono inconsapevoli dei gravi danni che può provocare l’utilizzo di giochi pirici illegali oppure adoperano i fuochi regolarmente in commercio con modalità inopportune, mettendo a rischio l’incolumità fisica propria e degli altri.
Con l’intento di informare la popolazione sul corretto uso dei giochi pirici e sulle gravi insidie dei “botti” illegali, l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Corsano, retto da Francesco Caracciolo, in collaborazione con gli Artificieri del Comando Provinciale dei Carabinieri, rappresentati dal Maresciallo Capo Giuseppe Giglio, organizzerà “Usa la testa, non rovinarti la festa”.
Domenica 20 dicembre, dalle 11, in Piazza San Biagio, a Corsano, gli esperti di esplosivi dell’Arma allestiranno un punto di informazione dove esporranno i fuochi pirotecnici illegali più pericolosi. Alle 12 verrà realizzata una dimostrazione pubblica. All’evento prenderà parte anche Salvatore Bisanti, presidente dell’Associazione di Protezione Civile “La Torre” di Corsano. “Le stime ufficiali”, ha dichiarato l’assessore Francesco Caracciolo, “riportano i casi di centinaia di persone ferite a causa dell’uso negligente dei fuochi d’artificio, per non parlare del fatto che in 6 casi su 10 le vittime sono bambini.
Per questo l’Amministrazione Comunale di Corsano, in collaborazione con gli artificieri del Comando Provinciale dei Carabinieri, ha voluto organizzare un momento informativo per richiamare l’attenzione dei giovani e dei genitori sui danni fisici indelebili che possono essere arrecati dall’uso inconsapevole dei botti di fabbricazione illegale. Conoscere la pericolosità dei fuochi pirici ed applicare una serie di regole anche nell’utilizzo dei giochi articificiali regolarmente in commercio, potrà garantire un Natale più sicuro e tranquillo sia per la popolazione che per le forze dell’ordine”.



