I fatti risalgono al 31 gennaio del 2009 con quel crollo improvviso che stravolse completamente la piazza principale di una delle più belle e frequentate marine salentine. Per quegli avvenimenti di Piazza Dante a Castro sono 12 le richieste di condanna. L’accusa cita “imprudenza, imperizia, negligenza e inosservanza di regole di sicurezza nell’esecuzione di lavori edili”.
In particolare, com’e noto, sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sono finiti i lavori che furono eseguiti in alcuni esercizi commerciali di Piazza Dante (“Speranbar”, “Sport pesca mare”, la pasticceria “Le delizie”). Dalle indagini risulterebbe che quei lavori avrebbero gravemente compromesso la stabilità dell’edificio contiguo all’area del crollo. Tali lavori sarebbero stati realizzati in parziale difformità rispetto al progetto originario.
Il pubblico ministero Giuseppe Capoccia ha chiesto:
due anni per Antonio Schifano, responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune;
1 anno e 4 mesi per progettisti e titolari delle imprese che hanno eseguito i lavori (Angelo Rizzo, Antonio, Luigi e Domenico Fersini e Francesco Rizzo); un anno per proprietari e gestori degli immobili coinvolti (Martino Ciriolo, Giovanna Lazzari, Gabriele Fersini, Marcello Baccaro, Speranzina Antonazzo e Maria Fedele).
Rinaldo Coluccia e Gaetano Ciccarese, componenti della commissione edilizia che approvò l’esecuzione dei lavori all’interno di quegli edifici invece vanno verso l’assoluzione.




