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Un piccolo seme salentino destinato a compiere il viaggio inverso della storia, tornando verso quell’Oriente da cui, secoli fa, arrivò la Quercia Vallonea. È il gesto scelto dal Lions Club Tricase – Capo di Leuca “Novecento Riders” per lasciare un segno concreto dopo l’undicesima edizione del meeting internazionale dei giovani del Mediterraneo, conclusasi ieri, 14 agosto, a Santa Maria di Leuca con la firma della Carta di Leuca 2026.
Sul piazzale del Santuario De Finibus Terrae hanno fatto da filo conduttore le parole di fede e speranza del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, in una manifestazione promossa dalla Caritas e dalla diocesi locale e dedicata al dialogo, alla fraternità e alla costruzione della pace nel Mediterraneo.
Il viaggio della Vallonea si capovolge
Proprio il richiamo all’amore per il prossimo lanciato dal cardinale ha ispirato l’iniziativa sostenuta dal presidente del Lions Club Roberto Cavallo e dal cerimoniere Mila Boso De Nitto: donare i semi della Quercia Vallonea di Tricase, una delle presenze botaniche più rappresentative del Capo di Leuca.
La scelta racchiude anche un forte valore simbolico. La Vallonea giunse nel territorio salentino secoli fa dall’Oriente, secondo la tradizione attraverso la presenza dei monaci basiliani. Oggi il suo percorso ideale si capovolge: i semi partono dal Salento con l’auspicio che possano mettere radici proprio nelle terre orientali ferite dalla guerra.
«Vogliamo che questi semi siano un ponte ideale tra Oriente e Occidente», spiegano i promotori dell’iniziativa. «Un simbolo di vita che cresce, che mette radici profonde e che resiste alle intemperie della storia, esattamente come deve fare la pace tra i popoli».
Un’immagine semplice e potente che accompagna il messaggio lasciato dalla Carta di Leuca: affidare alle nuove generazioni e ai territori del Mediterraneo il compito di continuare a costruire relazioni là dove le divisioni sembrano più profonde.
Questa volta, insieme alle parole, partiranno anche dei semi.




