Dal Salento a Finale Emilia, il green marketing incontra l’arte del giardino giapponese

Si è svolto a Finale Emilia, in provincia di Modena, “Adachi Style“, l’evento a porte chiuse dedicato alla realizzazione di un giardino giapponese ispirato al celebre giardino del Museo Adachi, considerato il più bello del Giappone.

A documentarlo è stata Alessandra Cauzo, social media strategist salentina specializzata in green marketing, che da tempo sognava di portare il suo lavoro dentro il mondo del verde.

È partita dal Salento su invito di Luca Benassi, titolare del vivaio e presidente del Gruppo Giardinieri di Modena e Reggio Emilia di Lapam. A guidare i lavori il maestro Hiromi Hoshi, arrivato direttamente dal Giappone, insieme a venti professionisti giunti da Stati Uniti, Svizzera, Giappone e Italia. Un progetto che si completerà in sette anni. Il suo è stato un contributo spontaneo, nato dalla passione per questo mondo.

Per una settimana il gruppo ha vissuto insieme, a porte chiuse. Accanto al vivaio, Luca Benassi ha costruito una seconda dimora immersa nel verde, con una piscina e i salici a fare da riparo. Lì hanno mangiato, dormito, pranzato e cenato, fianco a fianco. Si rallentava quando si poteva e si accelerava quando serviva, seguendo il ritmo del lavoro e non quello dell’orologio.

Presa a girare video e fotografare, Alessandra ha capito presto che il suo compito non era solo documentare, ma capire. Ogni pietra veniva scelta una ad una. E ad ogni pietra a cui veniva data una forma per accoglierne un’altra c’era sempre un filo di sacralità, di silenzio e concentrazione.

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In quei giorni, le due culture si sono unite al punto da capire al volo il maestro Hiromi, che comunicava a gesti, senza una parola superflua in più. I partecipanti coglievano ogni suo segno con naturalezza, nonostante provenienze e lingue diverse. Ne è nata una sinergia rara, fatta di collaborazione e di momenti di convivialità. Sotto lo stesso cielo, per una settimana, sono stati una famiglia.

A raccontare il senso di quell’esperienza è la stessa Alessandra Cauzo:

«Oggi con i social abbiamo capito quanto conti lo storytelling. Così mi sono chiesta: perché non portarlo in un settore che soffre la pena di non essere raccontato come merita? Un giardino, come in questo caso, è ciò che cambia tutto: cambia la percezione di chi lo guarda da fuori. E comunicarlo è molto più semplice di quanto si pensi. Basta restituire la cura, il rispetto e il tempo che quel lavoro racchiude, e la bellezza arriva da sola. È questo il senso del green marketing per come lo intendo io: dare voce a chi lavora la terra, con la stessa profondità con cui loro la lavorano.»

Al termine dei lavori, il maestro Hoshi le ha scritto parole che lei custodisce: «Alessandra, grazie di cuore per tutte queste splendide foto e questi bellissimi video. Attraverso le tue foto ho potuto sentire quanto i nostri cuori e le nostre emozioni siano diventati una cosa sola.»

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