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Dalle ceneri può nascere una nuova agricoltura

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Il Salento prova a guardare oltre la devastazione provocata dalla Xylella.

La nascita del nuovo corso di laurea in Scienze Agrarie e Vitivinicole dell’Università del Salento rappresenta un segnale di ripartenza.

Per gli agronomi leccesi la sfida è formare professionisti capaci di guidare la ricostruzione agricola e paesaggistica del territorio.

IL SALENTO DOPO LA TEMPESTA

Il paesaggio salentino, negli ultimi anni, è cambiato radicalmente.

Dove un tempo dominavano distese di ulivi secolari oggi restano spesso tronchi secchi e campi in trasformazione.

La Xylella fastidiosa ha colpito al cuore uno dei simboli più profondi dell’identità del territorio.

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Eppure, proprio da questa crisi potrebbe nascere una nuova stagione per l’agricoltura locale.

L’avvio del corso di laurea in Scienze Agrarie e Vitivinicole dell’Università del Salento, previsto per l’anno accademico 2026-2027, rappresenta un primo passo concreto verso il rilancio del settore agricolo e del paesaggio rurale.

«UNA DELLE CRISI PIÙ PROFONDE»

A sottolineare il valore dell’iniziativa è Rosario Centonze, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Lecce.

«Il Salento ha vissuto una delle crisi agro-ambientali più profonde della sua storia», afferma, «milioni di ulivi sono stati distrutti e con essi una parte importante del nostro paesaggio, della nostra economia e della nostra identità».

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Ma il presidente degli agronomi guarda oltre l’emergenza.

«Anche dalle ferite più profonde può nascere una nuova stagione di sviluppo», spiega, «un po’ come l’araba fenice che risorge dalle proprie ceneri, il nostro territorio può trasformare la crisi in un’opportunità di rinnovamento».

«FORMAZIONE DECISIVA»

Secondo Centonze la ricostruzione del paesaggio agricolo salentino passa soprattutto dalle competenze.

«La transizione ecologica e la rigenerazione del paesaggio rurale richiedono professionisti sempre più preparati», sottolinea, «gli agronomi lavorano sulla gestione del suolo, sulla biodiversità, sulla resilienza ai cambiamenti climatici e sulla progettazione dei sistemi agricoli del futuro».

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Proprio per questo motivo la nascita del nuovo corso universitario rappresenta, per il mondo delle professioni agricole, un passaggio strategico.

«La formazione», ribadisce il presidente provinciale dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali, «è la chiave per accompagnare il territorio verso nuove prospettive di sviluppo».

UNIVERSITÀ E TERRITORIO INSIEME

Il nuovo percorso di studi punta a formare figure professionali capaci di unire competenze agronomiche, gestionali e ambientali.

Un profilo sempre più richiesto in un’agricoltura che deve confrontarsi con sfide globali come il cambiamento climatico e la tutela della biodiversità.

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«L’Ordine degli Agronomi», spiega Centonze, «vuole promuovere con determinazione la cultura della formazione e dell’aggiornamento professionale».

Poi riconosce il merito a chi ha lavorato per la nascita del corso: «Va dato atto alla tenacia del professor Pier Paolo Miglietta e alla lungimiranza della rettrice Maria Antonietta Iello che hanno fortemente voluto questo percorso accademico».

«GRANDE OPPORTUNITÀ PER IL FUTURO»

Per gli agronomi leccesi il nuovo corso non è soltanto un’iniziativa universitaria.

«Rappresenta una grande opportunità per formare professionisti capaci di accompagnare la trasformazione del sistema agricolo e contribuire alla rinascita del territorio», conclude Centonze.

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La sfida, ora, è trasformare una crisi devastante in un laboratorio di innovazione agricola.

Il futuro del Salento, ancora una volta, passa dalla sua terra.