Do You speak English? Destinazione Londra

di Eleonora Marsella

Italiani smarriti dalla crisi, in fuga all’estero, precari nel lavoro e poco fiduciosi nel futuro. Per sfuggire a un tasso di disoccupazione giovanile che si avvicina al 37%, i giovani italiani optano per l’estero.  La disoccupazione giovanile in Italia è arrivata a sfiorare il 40%, e il fenomeno non da segnali che possa diminuire a breve.
Il profilo dei nuovi migranti è segnato anche da un notevole ringiovanimento, fra le partenze, il 44,8% ha la media dei trent’anni. I giovani laureati non trovano opportunità di lavoro in Italia e, dopo anni di ricerche in un mercato del lavoro ormai vuoto, mirano a essere apprezzati e l’Italia non consente loro di esprimere le capacità e le conoscenze maturate. In tutti i paesi, da sempre, i giovani scelgono di andare all’estero, una sorta di scambio di esperienze e mentalità, soprattutto nel settore della ricerca, ma, a differenza di altri Paesi europei, l’Italia non fornisce mai alcuna garanzia per il loro ritorno. In questo modo non contribuiamo alla crescita culturale e intellettuale nel nostro paese, bensì forniamo “cervelli” a quei paesi che, tra l’altro, ospitano i nostri giovani più brillanti offrendo loro ampie disponibilità e garanzie per un futuro roseo.
Tra le destinazioni preferite: Germania, Svizzera ed anche USA, Canada e Cina. Ma il vero e proprio picco di gradimento dembra goderlo l’Inghilterra in particolare con Londra: la City con la sua complessità, centro delle tendenze e delle culture, sembra attecchire molto tra i nostri giovani. Così i biglietti aerei con direzione Londra, sono sempre più numerosi, soprattutto da parte di giovani salentini che, nonostante l’amore per la propria terra, non hanno potuto resistere e alla fine sono partiti per cercare un futuro migliore di quello che gli si prospettava.
Nazareno Specchia, 21 anni di Aradeo, dopo vari viaggi nella terra inglese per piacere, ha deciso, il 9 gennaio scorso, di trasferirsi per cercare un lavoro ma, la sua pare non sia stata, alemno finora, un’esperienza fortunata. Sostiene che siano “tanti gli italiani che tornano nella terra natia con la coda tra le gambe ed un sogno infranto”.  Nazareno ci ha riferito che “il lavoro più richiesto è quello in campo tecnologico, in un mondo in continua evoluzione. Ci sono delle agenzie chiamate “Job centre” (una sorta di centro del lavoro) che cercano di darti una mano, secondo le tue necessità e capacità, nel cercare in modo più veloce una sistemazione lavorativa. Ma”, denuncia Nazareno, “pare ci siano molti italiani che, truffano i giovani con questa tipologia di operazione, addirittura chiedendo una tassa di iscrizione che oscilla tra 80 e 150 sterline, al contrario dei veri job centre inglesi che, ovviamente, non richiedono nessuna tassa”. Il risvolto positivo almeno per il momento è che, vivendo a Londra, ha imparato facilmente la lingua.

Esperienza totalmente differente per Sandy Uglia, 24 anni, di Maglie che, invece, ha un’ottima opinione degli Job centre e afferma di “non essere mai stato a conoscenza di agenzie gestite da italiani” ed è “convinto che gli inglesi non lo permetterebbero mai, visto quanto sono precisi e pignoli”.  Lui, giovane artista salentino, ama decorare la pelle delle persone con l’inchiostro e si trova a Londra proprio per raffinare le sue capacità e fortunatamente ha già trovato l’impiego lavorativo nel suo campo.

La terza esperienza che raccontiamo ha come protagonista Francesco Vizzi, 21 anni, originario di Corigliano d’Otranto, residente a Londra da ormai diversi mesi. Alla domanda “Perché Londra?”, lui risponde così: “Per lingua, lavoro e vita di città; per confrontarmi con altre persone, scoprire mondi diversi. Tutto insieme per ora si sta rivelando un‘esperienza fantastica. Sono qui da cinque mesi e la situazione lavorativa guardandola dagli occhi di un italiano che è “scappato” dal suo Paese perché non vedeva nessun futuro o miglioramento è alquanto favorevole. Molte sono le opportunità di occupazione in tutti i settori. Conta molto l’esperienza, senza quella non si potrà mai crescere professionalmente e Londra è una città che offre questa opportunità. Ciò che amo di questa città”, conclude, “sono la sua grandezza e la sua complessità, soffro per l’assenza del sole”.
Zaino in spalla, biglietti in tasca e….tanta voglia di scoprire, confrontarsi e viaggiare! Perché, forse, lontano dall’Italia c’è ancora un’opportunità.