Don Antonio Coluccia poliziotto ad honorem

Don Antonio Coluccia, il parroco originario di Specchia diventato simbolo della lotta alla criminalità romana, il prete eroe di San Basilio, è diventato poliziotto ad honorem.

A don Antonio, che ogni giorno scende in strada nella borgata romana per combattere la criminalità attraverso il Vangelo, è stato conferito il premio nel corso del concerto «#essercisempre» della Polizia di Stato tenutosi in uno dei luoghi più suggestivi d’Italia, il tempio di Venere, nella splendida cornice del Foro Romano.

Don Antonio Coluccia collabora costantemente con la polizia, in particolare in occasione dell’apertura di una palestra di pugilato in partnership con il gruppo sportivo delle Fiamme Oro, e del concerto della Fanfara del 27 giugno inserito nell’ambito del progetto «Spaccio Arte» volto a contrastare la criminalità organizzata nelle piazze di spaccio romane.

Con indosso la sua tonaca continua indomito nella sua battaglia per strappar via dalla strada e dalla criminalità organizzata quei giovani a cui sembra negato un futuro.

Lo fa in una delle periferie più difficili in assoluto, quella romana San Basilio, roccaforte di clan mafiosi, e piazza di spaccio. Per inseguire il suo scopo di salvare quanti più parrocchiani possibili ha sempre collaborato con la polizia di cui sognava tanto tempo fa di indossare la divisa. Sull’esempio di zio Vito, il sovrintendente deceduto nel 1994 nel pieno della sua battaglia alla sacra corona unita. Vittima del dovere, caduto per un incidente stradale mentre con la volante prendeva parte alla cattura di un latitante. Correva l’8 gennaio del 1996. Vito Coluccia, quel giorno, era capopattuglia. Avrebbe dovuto aiutare suoi colleghi. Il pericoloso soggetto era appena stato individuato all’interno di un locale pubblico. Ma, nel recarsi sul posto, a causa dell’asfalto viscido per la pioggia, la volante uscì fuori strada, scontrandosi contro il pilastro di un cavalcavia.

Insieme al prete salentino che mal digerisce ogni tipo di sopruso criminale e/o mafioso e non lo manda certo a dire ogni volta che ne ha l’occasione, sono stati premiati anche Valerio Catoia, per la prova di grande forza, coraggio e generosità, quando si era gettato in mare per salvare una bambina che stava annegando e Giulio Rapetti Mogol che si è distinto per il suo impegno e per la incondizionata disponibilità verso i progetti e le iniziative volte a conferire valore ai principi di legalità, e solidarietà sociale nel territorio di Terni.

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Il premio viene conferito, spiega la polizia di stato: «A personalità, non appartenenti ai ruoli della polizia di stato, che per le loro esperienze di vita hanno costituito un esempio per l’impegno civile, il senso di appartenenza alla comunità e lo spirito di umanità, divenendo così meritevoli di diventare ambasciatori dei valori della polizia di stato, impegnandosi a promuovere i principi ispirati alla cultura della legalità».

La banda della polizia si è esibita alla presenza del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese e del capo della polizia, Lamberto Giannini, in un concerto che ha visto la partecipazione straordinaria del maestro Andrea Bocelli.

«Attraverso questi momenti», si legge in una nota della polizia, «la banda musicale, con le note e il linguaggio universale della musica quale strumento di aggregazione capace di raggiungere il cuore di tutti, intende diffondere i valori della legalità, della solidarietà e dell’amicizia, valori che quotidianamente i poliziotti che ogni giorno operano sulle strade delle nostre città, traducono con gesti ed azioni concrete».

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