Dopo oltre un secolo, Parabita ritira la cittadinanza onoraria a Mussolini

Dopo 102 anni, Benito Mussolini non è più cittadino onorario di Parabita. Il Consiglio comunale ha approvato la mozione presentata dal sindaco Stefano Prete per revocare il riconoscimento conferito il 21 maggio 1924.

La decisione non ha ottenuto l’unanimità. Il gruppo di minoranza Persone e Progresso ha votato contro, contestando soprattutto l’opportunità dell’iniziativa e ritenendo che l’amministrazione avrebbe dovuto concentrare l’attenzione sulle esigenze più attuali della città.

Una delibera rimasta negli archivi per oltre un secolo

La vicenda è tornata alla luce grazie alle ricerche dello storico Daniele Greco nell’archivio comunale. Tra i documenti è stata infatti individuata la delibera con cui, nel 1924, il Comune attribuì la cittadinanza onoraria a Mussolini.

L’atto risale agli anni immediatamente successivi alla Marcia su Roma e all’avvento del fascismo al governo e conteneva motivazioni celebrative nei confronti del capo del regime. Da qui la scelta dell’amministrazione comunale di procedere alla cancellazione formale di un riconoscimento ritenuto non più compatibile con i valori ai quali oggi si richiama la comunità.

Il sindaco Stefano Prete ha spiegato che l’iniziativa non intende alimentare contrapposizioni politiche contemporanee, ma eliminare un legame simbolico tra Parabita e una figura profondamente controversa della storia italiana. Provvedimenti analoghi, negli anni, sono stati adottati anche da altri Comuni.

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Il voto contrario della minoranza

Diversa la posizione di Persone e Progresso. La consigliera Giovanna Cataldi ha ribadito la piena adesione ai principi antifascisti della Costituzione, sottolineando però come il fascismo appartenga ormai alla storia del Paese e debba essere conosciuto e studiato proprio per evitare che quelle esperienze possano ripetersi.

Secondo la minoranza, dunque, la revoca avrebbe soprattutto un valore simbolico e non rappresenterebbe una priorità per Parabita. Per l’opposizione, i principi democratici dovrebbero trovare concreta applicazione soprattutto nell’azione amministrativa quotidiana.

Il ricordo di Renato Leopizzi

La decisione arriva a pochi giorni da un’altra iniziativa legata alla memoria storica del paese. L’amministrazione comunale ha infatti promosso la traslazione da Lecce a Parabita dei resti di Renato Leopizzi, antifascista parabitano nato nel 1905.

Giornalista e scrittore, Leopizzi pubblicò in Francia, con lo pseudonimo di “Elio Salentino”, articoli contrari al regime. Tornato in Italia, venne arrestato e nel 1928 condannato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Le sue spoglie riposano oggi nel paese natale.

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