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Elezioni Regionali, Giuseppe Negro: “Io ci sono”

«Possiamo invertire la tendenza in maniera tale che tutto ciò che si decide da Bari in su tenga effettivamente conto della vita reale delle nostre comunità»…

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di Giuseppe Cerfeda


«Ho deciso di candidarmi come consigliere regionale perché credo che ci siano momenti nella vita in cui ci è chiesto un impegno maggiore a favore del bene di tutti. Momenti nei quali non basta più “stare alla finestra”, chiedendo alle istituzioni di introdurre o di cambiare leggi e regolamenti con cui migliorare il nostro vivere civile. Occorre provare a farlo direttamente, mettendoci la faccia e spendendosi in prima persona per la propria comunità».


Si presenta così Giuseppe Negro , 56 anni, imprenditore di Tiggiano, sposato con Anna Rita e papà di Benedetta e Clemente. Sarà uno dei candidati al consiglio regionale tra le fila del centrodestra.


Quali sono le esperienze e competenze che la qualificano per questo ruolo?


«Da più di 25 anni opero, attraverso l’ente formativo ASCLA, nel settore dell’educazione, della formazione e dell’inserimento nel mondo del lavoro. Questo mi ha portato a incontrare migliaia di persone – giovani, ma non solo – in cerca di occupazione, nonché numerosissimi imprenditori desiderosi di crescere e di migliorarsi. L’esperienza maturata svolgendo la mia attività è sempre andata di pari passo con una necessaria propensione all’ascolto, alla conciliazione dei bisogni tra chi cerca un lavoro e chi lo offre, alla mitigazione dei conflitti che spesso caratterizzano le diverse parti sociali a favore di soluzioni concrete che soddisfino gli interessi di tutti. In altre parole, mi sono sempre occupato indirettamente di politica secondo la definizione di Pio XI – di recente ricordata da Papa Leone XIV – che afferma la politica essere “la forma più alta di carità”. Adesso è giunto il momento di farlo direttamente».


LE PRIORITA’


Quali sono le priorità che intende affrontare pensando al territorio (spesso bistrattato e dimenticato) che rappresenta?


«Ritengo che il legame con il territorio rappresenti un plus. Il nostro territorio è sempre più ai margini, si sta lentamente “desertificando” e isolando.

La politica, anche regionale, ha in questo momento la grande responsabilità di fare bene e responsabilmente la sua parte per favorire e sostenere il rilancio di un territorio dalle enormi potenzialità. Anche con lungimiranza e “visione”.

Sento addosso la responsabilità di impegnarmi in politica per veicolare gli interessi del nostro territorio, ma con uno sguardo che non si limiti alla recriminazione spicciola.

Bisogna pensare in grande.

Per fare un esempio, Leuca e il Sud Salento da sempre sono un crocevia di incontri per il Mediterraneo. Di questa posizione strategica oggi noi sfruttiamo solo alcuni aspetti, legati soprattutto ai flussi turistici, mentre siamo chiamati a un nuovo protagonismo che ci ponga al centro dello scacchiere mediorientale».


Che cosa significa questo concretamente?


«Significa che possiamo fare sentire la nostra voce su temi che oggi ci vengono “calati dall’alto”.

Possiamo invertire questa tendenza in maniera tale che quello che si decide da Bari in su tenga conto effettivamente della vita reale delle nostre comunità.

In questo modo si può arginare quel fenomeno distorsivo che tuttora penalizza i cittadini del Sud Salento, chiamati ad applicare sulla propria pelle leggi talvolta avulse da una reale esperienza o dall’interesse specifico di un luogo».


ECONOMIA E LAVORO


Proviamo a scendere nei dettagli. Sviluppo economico e lavoro: come promuovere lo sviluppo economico e l’occupazione?

«Anzitutto va detto che la politica, a tutti i livelli, non può e non deve sfornare ricette, quasi fosse il toccasana di tutti i mali. Può però favorire dei meccanismi virtuosi, innescare dei processi che possono fare da volano allo sviluppo economico. Servono infrastrutture e competenze.

Le prime aiutano a semplificare la logistica delle aziende (e non solo), le seconde mettono in mano quel bagaglio di conoscenze necessarie nel mercato del lavoro».


Quali settori economici ritiene più importanti per la nostra regione e dove spingerebbe sull’acceleratore?


«Sull’impulso da dare al turismo di qualità, siamo tutti d’accordo.

Si deve dare anche sostegno forte alla manifattura, al commercio, ai servizi. Bisogna passare dalle parole ai fatti, dai buoni propositi ad azioni concrete. Con coraggio, realismo e lungimiranza».


CULTURA E TURISMO


Cultura e turismo restano snodi vitali per la Puglia: quest’anno, soprattutto a luglio, si è registrato un calo delle presenze nel Salento e qualcuno già recita il de profundis. Lei che idea si è fatta e, soprattutto, cosa propone?


«Se non si destagionalizza, è normale che le persone cerchino luoghi di vacanza più economici per soggiorni mordi e fuggi. D’altra parte, l’enfasi sul turismo come attività primaria può essere miope, perché turismo e cultura da soli non bastano. C’è un tessuto produttivo diffuso dalle nostre parti, fatto di artigiani ma anche di aziende molto note che esportano i loro prodotti all’estero. Questo tessuto ha bisogno di essere sostenuto, ad esempio semplificando tutta l’impalcatura autorizzativa da una parte e attingendo all’innovazione digitale dall’altra.  Pena il rischio di non essere più in grado di competere sul mercato.


Un pensiero va anche all’agricoltura, che in questi anni ha visto il ritorno di molti giovani ad attività che rischiavano di scomparire.


La stessa innovazione che la Regione può mettere a disposizione di artigiani e aziende deve innestarsi in chi dalle nostre parti intende dedicarsi ad una nuova agricoltura.

Anche questo, fra l’altro, può collegarsi a un modo diverso di abitare i luoghi e di ospitare chi viene da fuori. Se non vogliamo un turismo mordi e fuggi, dobbiamo essere i primi a far fiorire spazi in cui è bello sostare in qualsiasi stagione, non soltanto in estate».


SANITA’ E SALUTE


Qual è la sua posizione sulla sanità pubblica pugliese?


«Sulla sanità pugliese c’è ancora molta strada da fare, anche in un dialogo sempre più stretto tra pubblico e privato. Abbiamo tanti esempi di eccellenza, anche di aziende sanitarie non statali che svolgono un enorme servizio pubblico. Compito della vera politica è quello di sostenere e valorizzare tutti, e alla pari, purché svolgano un reale ed eccellente servizio a favore di tutti i cittadini. La Regione ha in questo un ruolo decisivo e fondamentale».


GIOVANI E FUTURO


La nostra è una terra che va svuotandosi, soprattutto della popolazione più giovane. Cosa si può fare per bloccare l’emorragia?


«Bisogna partire dal lavoro (e prima ancora dalla formazione). Senza formazione, non ci può essere lavoro dignitoso, qualificato, remunerativo. La nostra terra, come gran parte del Sud, si sta svuotando perché ai nostri giovani non riusciamo ad offrire vere e adeguate “occasioni”. Non sarà facile, ma è il momento della responsabilità condivisa. Su certi temi legati alla sopravvivenza reale di un territorio non è più possibile improvvisare. Bisogna smetterla di parlare “genericamente” di questi temi, ma è urgente passare a fatti e azioni concrete, ridando alla politica il suo ruolo. Senza un vero impegno sui temi del lavoro e senza amore verso i giovani non si può parlare di futuro».


Approfondimenti

Aeroporto: il cantiere che riapre la partita del collegamento con il basso Salento

L’avvio dei lavori rappresenta un intervento chiave per migliorare la mobilità tra il nodo aeroportuale brindisino e il sistema territoriale salentino. Le parole dell’onorevole Andrea Caroppo durante il sopralluogo

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di Sefora Cucci

Con l’avvio ufficiale del cantiere per il collegamento ferroviario tra la stazione di Brindisi Centrale e l’Aeroporto del Salento, avvenuto lunedì 4 maggio, prende forma una delle opere infrastrutturali più rilevanti per la mobilità del Sud della Puglia. Un intervento strategico che punta a rafforzare l’integrazione tra trasporto ferroviario e aereo e a migliorare l’accessibilità del principale hub aeroportuale del Salento.

Il progetto nel dettaglio

Il progetto consiste nella realizzazione di un nuovo collegamento diretto, lungo circa sei chilometri, tra la stazione di Brindisi Centrale e l’Aeroporto del Salento, e di due raccordi a singolo binario, lunghi circa due chilometri, che si innestano sulle linee ferroviarie Lecce–Bari e Brindisi–Taranto.

È prevista inoltre la costruzione della nuova stazione “Brindisi Aeroporto”, dotata di due binari di stazionamento serviti da due marciapiedi esterni, pensata per garantire un accesso diretto ai flussi passeggeri.

Il valore complessivo dell’opera è pari a 161 milioni di euro, di cui 71 milioni finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La conclusione dei lavori è prevista per il 2028.

Un’infrastruttura strategica per turismo e mobilità

L’intervento ha una forte valenza turistica: l’aeroporto di Brindisi rappresenta una delle principali porte d’ingresso al Salento e al Sud della Puglia, soprattutto nei mesi estivi. Il collegamento ferroviario punta a rendere più semplice e rapido l’arrivo dei visitatori.

Il messaggio politico rilanciato all’inaugurazione

Erano presenti all’inaugurazione del cantiere: il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, gli onorevoli Mauro D’Attis e Andrea Caroppo, le consigliere regionali Isabella Lettori e Loredana Capone e la responsabile della Struttura “Progetti Adriatica” della Direzione Investimenti di Rfi, Elisabetta Cucumazzo.

Spicca l’ intervento diffuso sui canali social dal parlamentare di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Caroppo, che ha rilanciato un messaggio dal forte valore simbolico e territoriale per tutta la provincia di Lecce:

La Puglia non finisce a Lecce

Una frase che si inserisce nel dibattito più ampio sulla centralità del Salento nelle politiche infrastrutturali regionali e sulla necessità di considerare l’intero territorio fino a Santa Maria di Leuca come parte integrante delle strategie di sviluppo e connessione.

Il riferimento non è solo geografico, ma politico e infrastrutturale: sottolinea la percezione di una Puglia meridionale che, pur essendo centrale sul piano turistico ed economico, spesso vive una condizione di marginalità nei collegamenti interni.

Resta dunque aperta la questione del basso Salento, dove la rete dei trasporti pubblici è ancora meno capillare e dove la distanza dai grandi assi ferroviari si traduce in tempi di percorrenza spesso elevati.

Una sfida di sistema per la Puglia

Il nuovo collegamento ferroviario non è solo un’opera infrastrutturale, ma un banco di prova per la capacità della Puglia di costruire un sistema di mobilità realmente integrato.

Con un investimento complessivo di 161 milioni di euro e una scadenza dei lavori fissata al 2028, il collegamento Brindisi–Aeroporto del Salento rappresenta un passaggio chiave nella modernizzazione della rete infrastrutturale pugliese.

La vera partita però, si gioca oltre il cantiere: nella capacità di trasformare un’opera strategica in un fattore reale di coesione territoriale, capace di collegare Brindisi, Lecce e il basso Salento in un’unica rete finalmente continua e funzionale.

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Il BLU che avanza e quello che pesa: cronaca semiseria di una classifica annunciata

Sale l’aspettativa in vista del prossimo 14 maggio a Roma in cui FEE presenterà ufficialmente l’edizione 2026 delle Bandiere Blu

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di Sefora Cucci

C’è un’Italia che misura il proprio futuro in metri di costa e in sfumature di blu. Non è una metafora letteraria, ma una classifica: quella delle Bandiere Blu, vessilli che certificano non solo la qualità delle acque, ma anche l’ordine civile di un territorio – depurazione, gestione dei rifiuti, servizi, educazione ambientale. Un termometro insomma, più sociale che balneare.

Nel 2025 la fotografia è già nitida: la Liguria guida con 33 località mentre la Puglia insegue con 27, consolidando un primato meridionale che non è più episodico ma strutturale.

E se le classifiche servono a poco, servono però a molto le traiettorie: perché è lì, nella direzione di marcia, che si legge il Paese.

Nel frattempo, l’attenzione è già proiettata al prossimo aggiornamento: il 14 maggio a Roma, presso la Sala Convegni del CNR, la FEE presenterà ufficialmente l’edizione 2026 delle Bandiere Blu.

Il laboratorio pugliese

La Puglia non cresce per caso. Cresce perché ha imparato a trasformare la costa in sistema. Nel 2025 sono entrati nuovi comuni – tra cui Pulsano e Castrignano del Capo – segno che il modello si espande quasi per gemmazione.

Ma il dato più interessante è geografico prima ancora che numerico: la provincia di Lecce, cioè il Salento, concentra il maggior numero di riconoscimenti regionali.

Non è una curiosità statistica, è un indizio politico.

Nel Salento, infatti, la Bandiera Blu non arriva come un premio finale: è diventata un obiettivo intermedio, quasi amministrativo: si pianifica per ottenerla; si investe per mantenerla; soprattutto, si compete per non perderla.

Il Salento delle candidature (e delle attese)

Guardando alla futura classifica il punto è: quante nuove località salentine entreranno.

Qui il racconto si fa meno celebrativo e più concreto: ogni candidatura è un dossier tecnico, una verifica continua, una promessa fatta ai turisti ma anche ai residenti.

Non basta il mare “bello”: servono servizi, mobilità, gestione dei flussi, equilibrio tra economia e ambiente. Ecco perché, nel Salento, la corsa alla Bandiera Blu somiglia sempre più a una politica industriale in miniatura.

Il blu come moltiplicatore economico

La Bandiera Blu non è un simbolo neutro. È un moltiplicatore.

Nel sistema “Turismo”: aumenta la riconoscibilità internazionale e orienta le scelte dei visitatori, soprattutto stranieri.
Nel sistema “Immobili”: i territori certificati vedono crescere la domanda (e i prezzi).
Nel sistema “Lavoro”: incrementa l’occupazione stagionale. Si allunga la stagione e si diversificano i servizi.
Nel sistema “Comunità”: si rafforza l’identità locale perché il risultato è percepito come collettivo.

Non è un caso che il riconoscimento venga assegnato a 246 comuni italiani e 84 approdi nel 2025, in crescita rispetto all’anno precedente.

La Bandiera Blu è diventata una moneta reputazionale.

Il rovescio della medaglia

Ogni medaglia – anche blu – ha il suo lato opaco.

Nel Salento, l’espansione del marchio rischia di generare una nuova forma di pressione: più turismo significa più consumo di suolo, più acqua, più infrastrutture. Il paradosso è evidente: si ottiene il riconoscimento per la sostenibilità e si rischia di comprometterla per mantenerlo.

È qui che si giocherà la prossima classifica, quella non ufficiale.

Una classifica che racconta altro

Alla fine, la futura graduatoria delle Bandiere Blu dirà poco sul mare – che resta quello che è – e molto sulle comunità che lo abitano.

La Puglia con i suoi 27 vessilli, ha già dimostrato che il Sud può essere competitivo. Il Salento, con la sua costellazione di candidature, sta tentando qualcosa di più ambizioso: trasformare un riconoscimento ambientale in una strategia territoriale.

Se ci riuscirà, la prossima classifica non sarà solo una lista. Sarà un racconto. E forse, per una volta, anche una politica riuscita.

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Alezio

Al via l’XI Trofeo Caroli Hotels Under 11

Dal 22 al 26 aprile nel Salento scendono in campo 36 squadre e oltre 1000 presenze tra giovani calciatori e famiglie, unendo sport giovanile e promozione del territorio

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Trentasei squadre, oltre 1000 presenze tra calciatori, staff, genitori e addetti ai lavori: si svolgerà dal 22 al 26 aprile l’XI Trofeo Caroli Hotels Under 11, torneo di Calcio Giovanile riservato alla Categoria Pulcini 3° anno in programma nel Salento. Si giocherà sui seguenti campi: Stadio “Antonio Bianco” Gallipoli, Heffort Sport Village Parabita e Champions Park Nardò, Campi Comunali di Melissano, Andrano, Aradeo e Alezio.

L’evento rientra nel network dei Trofei Caroli Hotels organizzato dall’Asd Capo di Leuca presieduta da Mario Caputo e dal noto gruppo alberghiero capeggiato dal direttore generale Attilio Caroli Caputo.

Queste le 36 squadre partecipanti suddivise in 6 gironi:

GIRONE A – Juventus, Emanuele Troise, Romulea, Cedas Avio, Taurisano, Squinzano

GIRONE B – Como, Genoa, Grifone Calcio, Monospolis,  Soccer Dream, Virtus Racale

GIRONE C – Bologna, Virtus Francavilla, Alessandro Rosina, Diavoli Rossi, Gioventù Muro, Capo di Leuca

GIRONE D – Lecce, Bristol Rovers, Etra Barletta, Acr Football Club, Polisportiva San Martino, Alixias

GIRONE E –  Torino, Casarano, Levante Azzurro, Marino Academy, Eur Dabliu, Football Taviano

GIRONE F – Sassuolo, Pescara, Club Olimpico, Di Cagno Abbrescia, Atletico Melpignano, Virtus Erchie

Al termine della fase a girone, le prime tre di ciascun girone si qualificheranno ai triangolari GOLD di quarto di finale. Sabato mattina sono previsti triangolari di semifinale di finale e nel pomeriggio, a partire dalle 15, allo stadio “Antonio Bianco” di Gallipoli, si disputeranno i trangolari di finale Gold e Silver, cui seguirà la cerimonia di premiazione.

La cerimonia di inaugurazione si terrà mercoledì 22 aprile alle ore 18:00 circa presso Ecoresort Le Sirene Caroli Hotels di Gallipoli.

Importante la ricaduta sul territorio in termini di promozione turistica in considerazione della folta presenza di genitori e osservatori. Tutte le informazioni sono a portata di click sul sito www.trofeocarolihotels.it e sui social. I risultati saranno visibili sul sito e sull’app Copa Facil.

Albo d’oro: 2013 – Sant’Aniello Gragnano / 2015 – Bari / 2016 – Inter / 2017 – Bari / 2018 – Real Casarea – 2019 Taras Taranto – 2022 Virtus Francavilla – 2023 Lecce – 2024 Lecce –  2025 Lecce

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