Fenicotteri rosa nel Salento, lo spettacolo tra San Cataldo e Le Cesine. Ma la palude soffre

Sono tornati a disegnare di rosa e nero i cieli del Salento. Anche questa estate i fenicotteri hanno fatto la loro comparsa lungo la costa leccese, regalando uno degli spettacoli naturalistici più suggestivi della stagione.

Nelle ultime settimane numerosi esemplari sono stati osservati soprattutto nell’area compresa tra San Cataldo e la Riserva Naturale Oasi WWF Le Cesine. Al tramonto non è raro vederli attraversare il cielo in formazione, provenienti proprio dalla vicina zona umida, dove trovano condizioni favorevoli per sostare e alimentarsi.

La presenza dei fenicotteri alle Cesine è ormai un appuntamento ricorrente nei mesi estivi. Generalmente gli uccelli frequentano la palude costiera da luglio a settembre e, in alcune annate, rimangono anche durante il mese di ottobre.

Il fenicottero rosa predilige lagune, saline e specchi d’acqua salmastra. Il caratteristico colore del piumaggio è legato all’alimentazione, ricca di piccoli organismi e crostacei contenenti pigmenti naturali. La specie è diffusa tra Asia meridionale, Africa ed Europa mediterranea e in Italia nidifica regolarmente in diverse regioni, tra cui Sardegna, Sicilia, Emilia-Romagna e Puglia.

Dietro lo spettacolo, la preoccupazione per la palude

La grande presenza di fenicotteri e di altri uccelli limicoli alle Cesine è però legata anche alle condizioni della zona umida. Durante l’estate il livello delle acque tende naturalmente a diminuire, facendo emergere ampie superfici fangose nelle quali queste specie riescono più facilmente a procurarsi il cibo.

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Quest’anno, tuttavia, secondo quanto segnalato dal responsabile della Riserva Giuseppe De Matteis, il livello dell’acqua sarebbe particolarmente basso. Una situazione determinata dalle temperature elevate, dalla scarsità delle precipitazioni e anche dalla tracimazione avvenuta in primavera, quando una consistente quantità di acqua presente nella zona umida è defluita verso il mare.

Condizioni che, se da una parte favoriscono la presenza e l’osservazione dei fenicotteri, dall’altra possono creare difficoltà alle specie che hanno bisogno di una maggiore profondità dell’acqua.

Lo spettacolo offerto dagli stormi che attraversano il cielo salentino nasconde quindi una questione ambientale da tenere sotto osservazione. Per il Pantano Grande, uno degli habitat più preziosi dell’area protetta delle Cesine, il ritorno delle piogge sarà fondamentale per ripristinare livelli più equilibrati e garantire condizioni adatte alle diverse specie che popolano la riserva.