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di Giuseppe Cerfeda
Abbiamo sempre misurato le distanze in chilometri, ci stiamo abituando a misurarle in occasioni perdute.
Sui binari diretti al Sud, oggi, viaggiano entrambe.
Il primo Frecciarossa diretto tra Lecce e Napoli è partito il 1° luglio alle 18,10 dalla stazione del capoluogo salentino.
L’arrivo a Napoli Centrale è previsto alle 23,05, dopo 4 ore e 55 minuti. Nella direzione opposta il treno lascia Napoli alle 6,45 e raggiunge Lecce alle 11,48, impiegando poco più di cinque ore.
Le fermate intermedie sono Brindisi, Bari Centrale, Barletta, Foggia, Benevento e Napoli Afragola.
Un collegamento diretto tra Salento e Campania rappresenta certamente un passo avanti. Elimina il cambio, alleggerisce le difficoltà dei viaggiatori, rende più semplice raggiungere Napoli per lavoro, studio, turismo o necessità familiari. Per molti salentini significa evitare coincidenze incerte, attese nelle stazioni e il rischio di vedere sfumare il viaggio per pochi minuti di ritardo.
La soddisfazione, tuttavia, convive con una domanda difficile da ignorare: può essere considerato veloce un treno che impiega quasi cinque ore per percorrere circa 335 chilometri?
IL VANTAGGIO DEL COLLEGAMENTO DIRETTO
La vera novità risiede nell’assenza di cambi. Fino a oggi raggiungere Napoli dal Salento in treno significava spesso affrontare coincidenze, tempi più lunghi e soluzioni poco agevoli. Il nuovo servizio mette finalmente in relazione diretta due territori vicini per storia, cultura, vocazione turistica e rapporti economici.
La prima corsa è stata resa possibile anche dall’attivazione della nuova tratta Napoli-Cancello, segmento della futura linea ad Alta Velocità e Alta Capacità Napoli-Bari. Il collegamento oggi consente di raggiungere Napoli da Bari in circa tre ore e mezza e da Lecce in circa cinque ore. Trenitalia stessa lo descrive come una prima fase del progetto, destinata a essere migliorata con il completamento dei lavori.
Il passo compiuto merita dunque di essere riconosciuto. Sarebbe però un errore trasformare un servizio utile nell’immagine di un divario ormai superato. Il treno diretto risolve una parte del problema, mentre la lentezza della rete continua a condizionare l’intero viaggio.
CINQUE ORE CHE PESANO SULLA VITA DELLE PERSONE
Il tempo trascorso su un treno raramente rappresenta un dato neutro. Dentro quelle cinque ore ci sono giornate di lavoro, lezioni universitarie, visite mediche, appuntamenti, incontri familiari. Ci sono studenti che tornano a casa, professionisti costretti a rinunciare alla trasferta in giornata, turisti che devono sottrarre ore alla propria permanenza.
La mobilità incide sulla qualità della vita e sulla capacità di un territorio di attrarre investimenti. Un’impresa valuta anche la facilità con cui può raggiungere clienti e fornitori. Un giovane considera i collegamenti quando sceglie dove studiare o cercare occupazione. Un visitatore guarda alla durata e alla semplicità del viaggio prima di decidere una destinazione.
La lentezza ferroviaria produce effetti che vanno molto oltre il tabellone degli arrivi e delle partenze. Riduce la competitività, restringe le possibilità, alimenta la sensazione di vivere ai margini. Ogni ora perduta lungo un tragitto diventa un piccolo tributo imposto dalla geografia e dall’assenza di infrastrutture adeguate.
IL CONFRONTO CON L’ITALIA CHE VIAGGIA VELOCE
Il paragone con la tratta Roma-Milano restituisce tutta la profondità dello squilibrio. Tra la Capitale e il capoluogo lombardo, distanti circa 570 chilometri, i Frecciarossa più rapidi impiegano 2 ore e 50 minuti. Tra Lecce e Napoli, per una distanza sensibilmente inferiore, occorrono quasi cinque ore.
Il confronto riguarda anche la frequenza. Sulla Roma-Milano Trenitalia offre cento collegamenti al giorno, con partenze ogni quindici minuti nelle fasce di punta. Lecce e Napoli inaugurano ora il loro primo collegamento diretto, con una coppia di corse e orari che difficilmente consentono un viaggio di andata e ritorno nella stessa giornata.
Le tariffe promozionali per il nuovo servizio sono partite da 23,90 euro, mentre con le soluzioni ordinarie il prezzo può superare i 70 euro. Il viaggiatore acquista un biglietto Frecciarossa, sale su un convoglio confortevole, usufruisce dei servizi dell’Alta Velocità e continua a muoversi lungo una rete che, per lunghi tratti, impedisce al treno di esprimere le proprie potenzialità.
La livrea rossa racconta la modernità. I tempi di percorrenza raccontano una storia diversa, fatta di ritardi accumulati negli investimenti e di territori rimasti troppo a lungo fuori dalle grandi direttrici nazionali.
UN’OPERA ANCORA DA COMPLETARE
La prospettiva futura offre elementi di speranza. La nuova linea Napoli-Bari prevede 145 chilometri di ferrovia, quindici gallerie, venticinque viadotti e venti tra stazioni e fermate. Al completamento dell’intera opera, il viaggio tra Bari e Napoli dovrebbe durare due ore, mentre Lecce e Taranto potrebbero essere collegate a Roma in circa quattro ore.
Sono obiettivi capaci di cambiare davvero la geografia del Mezzogiorno. La riduzione dei tempi avvicinerebbe il versante adriatico alla Campania e alla rete nazionale dell’Alta Velocità, creando nuove opportunità per il turismo, il commercio, l’università e il lavoro.
Occorre però vigilare sulle scadenze, sulla continuità dei finanziamenti e sulla realizzazione concreta delle opere. Il Sud possiede una lunga memoria di annunci solenni, inaugurazioni parziali e traguardi spostati in avanti. Ogni nuovo collegamento acquista valore quando diventa parte di una strategia duratura e riconoscibile.
IL DIRITTO DI PARTIRE SENZA SENTIRSI LONTANI
Il nuovo Frecciarossa Lecce-Napoli va accolto come un servizio utile e atteso. Migliora il viaggio, unisce direttamente due grandi città meridionali e apre una strada che potrà diventare più rapida con il completamento della Napoli-Bari.
La sua partenza deve rappresentare l’inizio di un percorso, evitando il rischio che venga celebrata come un traguardo definitivo.
Il Salento non chiede corsie preferenziali. Chiede binari adeguati al presente, tempi compatibili con la vita delle persone, tariffe proporzionate al servizio ricevuto.
Chiede che la parola “velocità” abbia lo stesso significato a Lecce, Napoli, Roma e Milano.
Un Paese si tiene insieme anche attraverso il tempo necessario per attraversarlo. Quando nascere o vivere nel Mezzogiorno significa impiegare il doppio delle ore per percorrere la metà della strada, la distanza diventa sociale, economica e perfino emotiva.
Il Frecciarossa è finalmente partito. Adesso tocca alle infrastrutture raggiungerlo.




