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La soluzione annunciata nelle scorse settimane ora è messa nero su bianco. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha firmato il decreto con le disposizioni integrative per la pesca dei gamberi di profondità nelle GSA 16 e 19, un provvedimento che, per la marineria di Gallipoli, consente di superare il rischio di due mesi consecutivi di sostanziale inattività.
La questione era stata seguita sin dall’inizio da il Gallo. Il 28 luglio il sindaco Flavio Fasano aveva chiesto al ministro Francesco Lollobrigida e al Dipartimento della Pesca Marittima una revisione del calendario: per le imbarcazioni gallipoline dedite alla pesca del gambero, infatti, al fermo obbligatorio dal 1° al 30 settembre avrebbe fatto seguito il periodo di interruzione previsto per la pesca a strascico. Una successione di stop che aveva suscitato forte preoccupazione per le conseguenze sulle imprese e sugli equipaggi.
Nei giorni scorsi era poi arrivata la risposta del Ministero: impossibile, alla luce del quadro normativo europeo e delle raccomandazioni della Commissione Generale della Pesca nel Mediterraneo, spostare per il 2026 il fermo del gambero oltre settembre, ma con l’impegno della Direzione generale della Pesca a predisporre un provvedimento in grado di evitare il blocco delle imbarcazioni per due mesi consecutivi.
COSA PREVEDE IL DECRETO
Il nuovo dispositivo concretizza quella soluzione.
Per le unità che praticano la cattura bersaglio del gambero rosso mediterraneo e del gambero viola mediterraneo, iscritte o aventi base logistico-operativa nei porti dei compartimenti marittimi delle GSA 16 e 19, una volta assolto il periodo obbligatorio di fermo di trenta giorni sarà possibile riprendere la campagna di pesca dal giorno successivo alla sua conclusione.
Per la GSA 19, nella quale ricade Gallipoli, l’interruzione resta dunque fissata dal 1° al 30 settembre 2026. Dal 1° ottobre, per le unità interessate e nel rispetto delle altre disposizioni vigenti, potrà riprendere la pesca del gambero di profondità nelle GSA autorizzate.
C’è però una condizione importante: durante il periodo nel quale nei compartimenti interessati è in vigore il fermo della pesca a strascico, l’attività dovrà essere esercitata oltre le 12 miglia dalla costa.
SBARCO CONSENTITO A GALLIPOLI
Il decreto interviene anche su un altro aspetto essenziale per rendere concretamente praticabile la ripresa dell’attività.
In deroga alla disciplina generale, le imbarcazioni interessate potranno infatti sbarcare il pescato nei porti di iscrizione o in quelli utilizzati come base logistico-operativa, anche quando tali porti ricadano in compartimenti nei quali sia ancora in vigore l’interruzione temporanea della pesca a strascico.
Nel tratto di mare entro le 12 miglia queste unità dovranno tuttavia mantenere rotte dirette e una velocità non inferiore a sei nodi.
È proprio questo meccanismo a scongiurare, per le barche gallipoline che rientrano nei requisiti stabiliti dal provvedimento, la prospettiva paventata nelle scorse settimane: settembre fermo per il gambero e, subito dopo, un altro mese senza possibilità di operare a causa dello stop allo strascico.
Nel decreto viene espressamente richiamata anche l’istanza della Città di Gallipoli, presentata per individuare una soluzione che permettesse la ripresa della pesca al termine del fermo di settembre, contemperando tutela delle risorse ittiche, sostenibilità economica delle imprese e sicurezza della navigazione.
Si chiude così, almeno sul piano delle regole fissate per il 2026, una partita aperta alla fine di luglio e arrivata rapidamente sul tavolo del Ministero. Resta immutato il fermo di settembre, ma viene meno l’effetto più temuto dalla marineria gallipolina: quello di vedere le barche costrette in porto anche nel mese successivo.
Il decreto dovrà essere sottoposto alla registrazione degli organi competenti e prevede espressamente che entri in vigore alla data della pubblicazione sul sito del Ministero, oltre alla successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e alla diffusione attraverso le Capitanerie di porto.




