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Il giorno dopo restano una pineta annerita, strutture danneggiate e una ferita profonda lungo il litorale nord di Gallipoli. Nel pomeriggio di ieri, venerdì 24 luglio, un vasto incendio è divampato nell’area compresa tra Padula Bianca e Rivabella.
Alimentato dal forte vento, il fronte delle fiamme si è spinto verso abitazioni, residence e stabilimenti balneari, rendendo necessaria l’evacuazione precauzionale di alcune strutture e di numerose persone. Sul posto hanno operato squadre a terra, elicotteri antincendio e un Canadair giunto da Lamezia Terme, mentre il fumo ha provocato pesanti ripercussioni anche sulla viabilità.
Il bilancio provvisorio parla di oltre sei ettari di macchia mediterranea distrutti. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sono proseguite per più di cinque ore, impegnando una trentina di Vigili del Fuoco con dieci mezzi, insieme a Protezione Civile, Croce Rossa, Forze dell’Ordine, Capitaneria di Porto e Polizia Locale. La possibile origine dolosa del rogo resta al centro degli accertamenti.
«Uno spettacolo terrificante»
Il sindaco di Gallipoli, Flavio Fasano, ha seguito le operazioni sul posto dalle 15 insieme al vicesindaco, descrivendo quanto accaduto come «una tragedia creata da squallidi soggetti».
«Rientro ora dalla località Padula Bianca, dove sono stato dalle 15 insieme al vicesindaco: uno spettacolo terrificante», ha dichiarato il primo cittadino al termine di una lunga giornata trascorsa accanto alle squadre impegnate contro il fuoco.
Parole durissime, pronunciate davanti a uno scenario nel quale le fiamme sono riuscite ad avanzare sino alle spiagge, provocando danni anche ad almeno uno stabilimento balneare. La prudenza resta tuttavia necessaria in attesa che gli accertamenti stabiliscano con precisione le cause e le eventuali responsabilità.
Aerei a bassa quota e telecamere termiche
La prima risposta annunciata dall’amministrazione riguarda il rafforzamento della sorveglianza. Sarà infatti avviato un servizio di avvistamento degli incendi esteso al territorio comunale di Gallipoli, sul modello di quello già sperimentato nell’Unione dei Comuni Terra di Leuca.
L’attività sarà svolta con i velivoli dell’Aero Club di Lecce Vega ULM ASD, chiamati a sorvolare il territorio a bassa quota per individuare rapidamente eventuali focolai e segnalarli alle strutture operative. Tra le misure indicate figurano anche l’impiego di telecamere termiche e il ricorso a droni a supporto delle attività del Corpo Forestale.
«L’obiettivo è monitorare il territorio del Comune di Gallipoli e salvaguardare l’ambiente», ha spiegato Fasano. Un sistema di osservazione preventiva che dovrà rendere più tempestiva l’individuazione dei principi d’incendio, soprattutto nelle aree costiere maggiormente esposte.
La richiesta di una riforestazione immediata
Accanto alla prevenzione si apre ora il tema della ricostruzione ambientale. Il sindaco chiede di intervenire senza attendere: «Dobbiamo pensare subito a una immediata riforestazione, contestualmente alla predisposizione di adeguati presidi di sicurezza».
La riforestazione dovrà essere accompagnata, dunque, da un sistema stabile di controllo e tutela, per evitare che quanto sarà ricostruito possa essere nuovamente cancellato dalle fiamme. Tempi, modalità e risorse necessarie dovranno essere definiti attraverso il confronto tra Comune, Regione e organismi competenti.
Durante l’emergenza Fasano è rimasto in contatto con il prefetto di Lecce Natalino Manno e con il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, che ha manifestato la propria vicinanza attraverso diverse telefonate.
«Un doveroso ringraziamento al prefetto e al presidente della Regione per la loro vicinanza», ha sottolineato il sindaco, rivolgendo poi il proprio grazie «ai Vigili del Fuoco, a tutte le Forze dell’Ordine, alla Polizia Locale, alla Croce Rossa e ai volontari della Protezione Civile».
Il giorno dopo il disastro, Gallipoli comincia così a fare i conti con le conseguenze dell’incendio.
Alla devastazione lasciata dalle fiamme dovranno seguire controlli più serrati, interventi di recupero ambientale e risposte capaci di proteggere uno dei tratti più fragili e frequentati della costa salentina.




