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Si è svolto questa mattina, presso la Procura della Repubblica di Lecce, l’incontro tra il sindaco di Gallipoli Flavio Fasano e il procuratore Giuseppe Capoccia, finalizzato ad ottenere il dissequestro delle aree sulle quali insiste il mercato ittico al dettaglio.
“Intendo ringraziare il dr. Capoccia – ha dichiarato il primo cittadino – sia per aver accolto tempestivamente la mia richiesta di un incontro, sia soprattutto per aver aderito alla richiesta che gli ho sottoposto durante la mia visita a Lecce, dimostrando grande attenzione a questo territorio ed alle istanze di questa Amministrazione Comunale”.
Durante il confronto, il sindaco ha formalizzato la richiesta di dissequestro delle aree del mercato ittico al minuto, evidenziando la necessità di evitare il progressivo deterioramento della struttura, particolarmente esposta agli agenti atmosferici per la sua ubicazione a ridosso del mare.
L’amministrazione comunale punta infatti a restituire piena funzionalità al compendio immobiliare e a garantire la riapertura del mercato ittico al dettaglio, considerato un punto nevralgico dell’economia cittadina anche alla luce della carenza di adeguati punti di sbarco per la vendita del pescato.
“Il primo, importante passo verso il recupero e la fruizione della struttura è stato compiuto – ha aggiunto Fasano –. Quello successivo sarà concordare con la Capitaneria di Porto, il cui comandante ha già espresso apprezzamento per l’esito dell’odierno incontro, le soluzioni migliori per far ritornare il mercato ittico al dettaglio ai suoi antichi fasti”.
La richiesta avanzata dal Comune si inserisce però in una vicenda articolata che, nel luglio 2024, aveva portato al sequestro di otto box del mercato ittico di Gallipoli, ubicati sul pubblico demanio marittimo e destinati al deposito e alla commercializzazione di prodotti ittici.
Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari, era scaturito da un’inchiesta della Procura di Lecce che aveva fatto emergere diverse presunte irregolarità: dall’esercizio abusivo di attività di ristorazione all’occupazione non autorizzata di spazi pubblici.
Nel corso dei controlli, i NAS avevano inoltre riscontrato condizioni igienico-sanitarie ritenute precarie, elevando sanzioni amministrative per circa 14mila euro.
Alcuni dei destinatari dei provvedimenti, assistiti dai propri legali, avevano già annunciato ricorso.
Secondo gli inquirenti le condotte contestate si sarebbero protratte nel tempo, risultando già oggetto di segnalazioni all’autorità giudiziaria sin dal 2017.
Sul fronte amministrativo, la vicenda si intreccia anche con il contenzioso relativo alla gestione dell’area mercatale. Nel 2004 il Comune di Gallipoli era stato autorizzato dalla Capitaneria di Porto a ristrutturare e gestire il mercato ittico; successivamente, nel 2018, il Comune aveva approvato un regolamento finalizzato a ricondurre le concessioni alle rispettive scadenze originarie, con l’intento di procedere a nuove assegnazioni attraverso un bando pubblico.
Nel settembre 2022 erano quindi partite le diffide per il rilascio dei locali, seguite da ordinanze di sgombero che la maggior parte dei concessionari aveva deciso di impugnare davanti al Tar.
Una vicenda complessa, dunque, che oggi registra un nuovo passaggio istituzionale con il tentativo dell’amministrazione comunale di riportare in funzione uno dei simboli storici dell’economia marinara gallipolina.



