Segui ilGallo Live News su WhatsApp clicca qui
Ci sono patrimoni che il tempo rende silenziosi e altri che, all’improvviso, tornano a reclamare il posto che meritano.
È quanto sta accadendo a Girolamo Comi e alla sua casa di Lucugnano, finiti al centro di un ampio approfondimento pubblicato da ANSA e firmato dalla giornalista Elisabetta Stefanelli, che durante l’estate ha visitato il Palazzo e attraversato le stanze nelle quali il poeta visse, lavorò e costruì una delle esperienze culturali più singolari del Salento novecentesco.
Una casa diventata crocevia culturale
Palazzo Comi conserva ancora oggi le tracce di una stagione in cui un piccolo centro del Capo di Leuca riuscì a dialogare con la cultura italiana ed europea. Intorno a Comi si raccolsero scrittori, artisti e intellettuali, dando vita all’esperienza dell’Accademia Salentina e trasformando quelle stanze in un luogo di confronto e produzione intellettuale. Oggi l’edificio ospita la Biblioteca Provinciale “Girolamo Comi” e il Museo dedicato al poeta, custodendo il suo patrimonio librario e documentario.
Al centro del racconto dell’ANSA c’è soprattutto la dimensione culturale di un uomo complesso e difficilmente riconducibile a una sola definizione. Nato a Casamassella nel 1890 e morto a Lucugnano nel 1968, Comi fu poeta, animatore culturale, bibliofilo e infaticabile tessitore di rapporti con alcune delle figure più significative del Novecento.
Tremila libri e 3.500 lettere
A raccontarne la statura sono anche i numeri. La biblioteca custodisce oltre tremila volumi, comprese edizioni di particolare rarità. A questo patrimonio si aggiunge un epistolario di circa 3.500 lettere, recentemente reso disponibile sul portale Internet Culturale: una rete fittissima di corrispondenze nella quale compaiono, tra gli altri, Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Vittorio Bodini, Maria Corti, Oreste Macrì, Rina Durante, Carlo Bo, Donato Valli e Tommaso Fiore.
Nel Palazzo sono tornati inoltre quattro quaderni personali del poeta e un quinto dedicato alle riflessioni politiche e all’impegno civile, materiali che arricchiscono ulteriormente la possibilità di conoscere l’uomo dietro l’opera. Centrale fu anche l’esperienza della rivista “L’Albero”, fondata da Comi nel 1949 e strettamente legata a quel laboratorio di idee sviluppatosi a Lucugnano.
Lucugnano sulle pagine nazionali
L’attenzione riservata da una delle principali agenzie di stampa italiane consegna così nuova visibilità a una storia che il territorio custodisce da decenni. Una responsabilità portata avanti anche dalle realtà locali e dal volontariato, con l’Associazione Tina Lambrini, impegnata nella cura e nella valorizzazione della Casa Museo in collaborazione con le istituzioni.
Per Lucugnano è una vetrina nazionale, per il Salento un’occasione per tornare a interrogarsi sulla propria eredità culturale. Perché dentro quelle stanze, tra scaffali, carte, fotografie e corrispondenze, sopravvive una vicenda capace di raccontare molto più di un poeta: racconta un Sud che, dalla periferia geografica, seppe parlare al cuore della cultura italiana.
Approfondimento ANSA: Girolamo Comi e il palazzo del poeta dimenticato – ANSA




