Il CEDAD compie 25 anni: da laboratorio di ricerca a infrastruttura internazionale

Venticinque anni di ricerca, innovazione e servizi, partiti da un solo laboratorio e arrivati fino alle grandi infrastrutture europee. Il CEDAD, Centro di Fisica applicata, Datazione e Diagnostica dell’Università del Salento, celebra il suo primo quarto di secolo con la giornata “Da laboratorio di ricerca a infrastruttura internazionale”, in programma sabato 3 ottobre, alle 10, nell’Edificio S del Campus Ecotekne.

Il Centro nacque attorno al laboratorio dell’acceleratore Tandetron da 3 MV nella Cittadella della Ricerca di Brindisi e fu il primo in Italia dedicato alla ricerca e ai servizi di datazione al radiocarbonio attraverso la tecnica della Spettrometria di Massa con Acceleratore, AMS.

Oggi il CEDAD riunisce laboratori di fisica nucleare, chimica, microscopia ottica ed elettronica distribuiti tra Brindisi e Lecce. Ne fa parte anche il nuovo acceleratore ultracompatto BAMS, destinato alle applicazioni biomediche.

Il Centro è associato alle infrastrutture europee di ricerca CERIC-ERIC e ACTRIS. Il laboratorio Aerosol & Clima, congiunto con l’Istituto ISAC-CNR, fornisce dati alle reti AERONET e NASA. Ogni anno vengono preparati oltre mille campioni destinati alla datazione.

Dall’archeologia alle scienze della vita

Le tecniche sviluppate nei laboratori trovano applicazione in settori molto diversi. In archeologia e nei beni culturali vengono utilizzate per datare reperti, effettuare diagnostica finalizzata al restauro e svolgere test di autenticità.

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Nelle scienze ambientali permettono di studiare il particolato atmosferico e distinguere la componente fossile da quella biogenica. In ambito forense, attraverso il metodo del “bomb peak”, contribuiscono alla stima dell’età di persone scomparse. Nelle scienze della vita il radiocarbonio viene invece impiegato per marcare nuovi farmaci.

Il CEDAD svolge inoltre servizi conto terzi per soprintendenze, musei, enti pubblici e imprese. Attraverso progetti quali SIDART, BLUARCHEOSYS, IT@CHA, BOL, INGENIO, PRP@CERIC e MICHAEL ha attratto oltre 20 milioni di finanziamenti. La Regione Puglia lo considera un’infrastruttura strategica.

Accanto alla ricerca c’è la formazione. Il Centro collabora con i corsi di laurea, il dottorato, l’ISUFI e la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici e ogni anno accoglie gli studenti delle scuole superiori attraverso i CEDAD Open Days.

Una giornata per ripercorrere 25 anni

Ad aprire l’appuntamento sarà il fondatore e direttore del CEDAD, Lucio Calcagnile, ordinario di Fisica applicata, con l’intervento “Dall’IN24 del Progetto CT-LE al CEDAD”, dedicato alle origini del Centro all’interno del Piano coordinato Catania-Lecce.

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Seguiranno i saluti istituzionali della rettrice Maria Antonietta Aiello e del direttore generale Donato De Benedetto.

Interverranno Mauro Biliotti, responsabile del Piano coordinato Catania-Lecce; Mario Lombardo, responsabile dell’Iniziativa 24; l’accademico dei Lincei Francesco D’Andria; il professore emerito di Sistemi per l’Energia e l’Ambiente ed ex rettore Domenico Laforgia; il direttore del Dipartimento di Matematica e Fisica Michele Campiti; il soprintendente ABAP di Brindisi, Lecce e Taranto Antonio Zunno; i vicesindaci di Lecce e Brindisi Roberto Giordano Anguilla e Fabio Di Bello e il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino.

Il programma proseguirà con quattro sessioni tematiche.

Per la formazione parteciperanno Gianluca Tagliamonte, direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici “Dinu Adamesteanu”; la direttrice ISUFI Rosaria Rinaldi e Anna Paola Caricato, presidente del Consiglio didattico di Scienze e tecnologie fisiche.

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Alla sessione dedicata alla ricerca interverranno Wolfango Plastino dell’Università Roma Tre, Raffaele Sardella della Sapienza, Gianluca Piovesan dell’Università della Tuscia, Lucio Colizzi dell’Università di Bari, Alessandro Distante dell’ISBEM, Arnold Muller del Politecnico federale di Zurigo e Marco Nicola di Adamantio S.r.l.

Per la terza missione e la comunicazione sono previsti gli interventi del prorettore Luca Mainetti e del delegato alla Comunicazione Luca Bandirali.

La sessione “Imprese e territorio” vedrà invece la partecipazione di Gianluca Bozzetti, Roberto Marti e Nicola Delle Donne per il sistema confindustriale, insieme agli assessori regionali Eugenio Di Sciascio, Silvia Miglietta e Sebastiano Leo.

A moderare i lavori sarà Marcello Favale. Il momento musicale sarà affidato al pianista Francesco Marra.

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«Un patrimonio dell’intero Ateneo e della Puglia»

La rettrice Maria Antonietta Aiello sottolinea il percorso compiuto dal Centro:

«Il CEDAD dimostra che dal Sud si può fare ricerca di frontiera riconosciuta a livello internazionale. Lo fa senza perdere il legame con il territorio: con le soprintendenze, le imprese, le scuole. In 25 anni il Centro ha attratto risorse, competenze e giovani talenti, ed è entrato nelle grandi infrastrutture europee. È un patrimonio dell’intero Ateneo e della Puglia, e intendiamo continuare a sostenerlo».

A ripercorrere il significato di questi venticinque anni è anche il fondatore e direttore Lucio Calcagnile:

«Venticinque anni fa avevamo un acceleratore, un gruppo di ricercatori giovani e un’idea: portare nel Salento tecniche che in Italia non esistevano ancora. Oggi il CEDAD è un’infrastruttura aperta a ricercatori di tutto il mondo, che lavora con archeologi, restauratori, climatologi, medici e investigatori. Questo anniversario è soprattutto un grazie a chi ha costruito questo percorso: le persone, le istituzioni che ci hanno sostenuto, i territori di Lecce e Brindisi. È anche un impegno verso i prossimi traguardi».

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