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Attualità

Il Salento issa 4 Bandiere Blu

Premiate in mattinata a Roma le località rivierasche di Castro, Melendugno, Otranto e Salve

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Castro, Melendugno, Otranto e Salve. Sono questi i comuni della provincia di Lecce che hanno ottenuto il riconoscimento “Bandiera Blu” 2016 con le loro località Roca, San Foca, Torre Specchia, Torre Sant’ Andrea, Torre

dell’Orso, Alimini, Baia dei Turchi, Santo Stefano, Castellana, Porto Craulo, Idro, Porto Badisco, la Sorgente, Zinzulusa, Pescoluse,Posto Vecchio e Torre Pali.


Una conferma che fa seguito all’esito dello scorso anno e che piazza ora le 4 marine salentine tra i 293 lidi e spiagge d’eccellenza d’Italia. La regione al top è la Luguria, con 25 località, mentre la Puglia si ferma ad 11.


I riconoscimenti rivieraschi sono stati assegnati stamattina a Roma dalla FEE, la Fondazione Europea per l’Educazione Ambientale. Con i seguenti parametri: si va dall’eccellenza delle acque di balneazione alla depurazione delle acque reflue ed alla copertura fognaria, senza dimenticare la raccolta differenziata, le aree pedonali e le piste ciclabili, le caratteristiche delle spiagge (personale, accessibilità, servizi), l’educazione ambientale nelle scuole del posto. Un occhio di riguardo anche alla qualità delle strutture alberghiere e alle attività istituzionali ed a quelle delle strutture turistiche presenti sul territorio.






Attualità

Salento sospeso tra precarietà e giovani in fuga

Lecce, il lavoro cresce nei numeri e arretra nella qualità. Il nuovo “Quaderno Aforisma” dell’Osservatorio economico diretto dal data-analyst Davide Stasi fotografa un mercato del lavoro sempre più fragile nella provincia di Lecce

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La provincia di Lecce continua a muoversi dentro una contraddizione sempre più evidente: crescono gli occupati, diminuisce la solidità del lavoro.

Dietro le statistiche positive si nasconde infatti un mercato occupazionale che fatica a generare redditi adeguati, continuità contrattuale e prospettive per le nuove generazioni.

È quanto emerge dal nuovo numero del “Quaderno Aforisma”, periodico di analisi socioeconomica dell’omonimo Osservatorio economico coordinato dal data-analyst Davide Stasi, dedicato quest’anno al tema del lavoro in Puglia e nel Salento.

I dati del 2025 mostrano nella provincia salentina circa 295 mila occupati, in lieve aumento rispetto all’anno precedente.

Parallelamente, però, la disoccupazione resta elevata e stabile sopra il 10 per cento, oltre la media regionale.

Un equilibrio fragile che racconta molto più di una semplice oscillazione statistica.

IL BOOM DEI CONTRATTI PRECARI

Nel corso degli ultimi dieci anni il lavoro nel Salento ha subito una trasformazione profonda.

I contratti a tempo indeterminato hanno progressivamente perso peso, mentre sono cresciuti i rapporti a termine, quelli stagionali e il lavoro intermittente.

Nel 2025 le assunzioni a tempo indeterminato in provincia di Lecce si fermano a poco più di 8 mila unità, lontanissime dai livelli raggiunti nel 2015.

Al contrario, il lavoro stagionale continua a rappresentare una componente sempre più dominante dell’economia locale, soprattutto nei comparti legati al turismo e ai servizi.

La conseguenza diretta riguarda la qualità della vita di migliaia di lavoratori: stipendi bassi, discontinuità occupazionale, impossibilità di programmare il futuro e crescente difficoltà nell’accesso al credito, alla casa e alla costruzione di una famiglia.

REDDITI BASSI E LAVORO POVERO

Il problema centrale del territorio leccese resta la debolezza economica del lavoro.

Il reddito medio da lavoro dipendente nella provincia di Lecce si attesta intorno ai 18.700 euro annui, ben distante dalla media nazionale.

Quasi il 48 per cento dei contribuenti salentini dichiara meno di 15 mila euro all’anno.

Un dato che fotografa una larga fascia di popolazione esposta al rischio di impoverimento e precarietà sociale.

A rendere ancora più complesso il quadro è il confronto tra redditi da lavoro e pensioni: in Puglia i valori risultano ormai quasi equivalenti.

Un segnale che evidenzia la scarsa capacità del lavoro di generare reale crescita economica e mobilità sociale.

LA FUGA SILENZIOSA DEI GIOVANI

Il Salento continua, inoltre, a convivere con una lenta emorragia generazionale.

Sempre più giovani cercano altrove opportunità professionali, percorsi di carriera e salari più competitivi.

La crescita dei lavoratori over 55 e la diminuzione della presenza giovanile nel mercato occupazionale rappresentano uno dei principali fattori di squilibrio del territorio.

Un fenomeno che rischia di produrre effetti profondi sul tessuto sociale, produttivo e demografico della provincia.

LA SFIDA DECISIVA PER IL SALENTO

La provincia di Lecce conserva energie importanti: turismo, cultura, università, innovazione digitale e nuove competenze possono ancora rappresentare una leva strategica per il futuro. Serve però un cambio di passo capace di trasformare l’occupazione in lavoro stabile, qualificato e meglio retribuito.

Il “Quaderno Aforisma” individua alcuni nodi decisivi: formazione avanzata, investimenti nell’innovazione, riduzione del lavoro povero e maggiore capacità del territorio di trattenere competenze e professionalità.

La vera sfida non riguarda soltanto la creazione di nuovi posti di lavoro. Riguarda soprattutto la qualità del lavoro, la capacità di trattenere talenti e la costruzione di un modello economico che permetta ai giovani di scegliere il Salento non come terra da lasciare, ma come luogo nel quale costruire il proprio futuro.

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Attualità

Fermo pesca 2025: da oggi il via alle domande per le indennità

Scognamiglio (Unci AgroAlimentare): «Una boccata di ossigeno per un comparto provato da blocchi e difficoltà». Richieste aperte dal 21 maggio al 30 giugno 2026

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Si apre ufficialmente da oggi, 21 maggio alle ore 12, la finestra per la presentazione delle domande relative alle indennità previste per il fermo pesca 2025.

Gli operatori dovranno presentare le istanze esclusivamente attraverso il portale dedicato “Fermo Pesca”, con scadenza fissata alle ore 23:59 del 30 giugno 2026.

La misura rappresenta un sostegno economico destinato ai lavoratori del comparto in un momento che continua a essere caratterizzato da difficoltà strutturali e dalle conseguenze dei periodi di sospensione delle attività.

In base a quanto stabilito dal decreto interministeriale del 19 maggio 2026, n.1603, ai dipendenti delle imprese di pesca marittima sarà riconosciuta, per l’anno 2025, un’indennità giornaliera omnicomprensiva fino a un massimo di 30 euro in caso di sospensione dell’attività lavorativa derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio e non obbligatorio.

Per ciascuna unità di pesca presente in azienda sarà necessario presentare una singola domanda seguendo la procedura illustrata nelle linee guida predisposte dal Ministero.

Sulla misura è intervenuto il presidente nazionale di Unci AgroAlimentare, Gennaro Scognamiglio, che ha accolto positivamente l’avvio delle procedure per l’accesso ai contributi.

«Si tratta di una boccata di ossigeno per i pescatori e le loro famiglie, che ormai da anni vivono una situazione delicata e complessa, a seguito dei numerosi problemi strutturali e congiunturali del comparto e delle limitazioni imposte, anche a causa delle politiche di Bruxelles eccessivamente restrittive», ha dichiarato.

Ha inoltre ricordato come il settore abbia sempre mostrato disponibilità al confronto istituzionale e all’adozione di misure finalizzate alla sostenibilità ambientale, alla tutela delle risorse ittiche e della biodiversità marina.

«La categoria – ha sottolineato – ha dimostrato responsabilità nel recepire interventi orientati alla salvaguardia del patrimonio marino, riconoscendo il mare come una risorsa strategica per il presente e per il futuro. Tuttavia, è necessario garantire adeguati livelli di sostentamento agli operatori della pesca e alle comunità costiere che dipendono economicamente da questo comparto».

«Il metodo partecipativo adottato dal Governo si è rivelato efficace perché ha consentito di porre al centro dell’attenzione le istanze del settore. Il decreto interministeriale promosso dal sottosegretario La Pietra e dal ministro Lollobrigida, in accordo con gli altri ministeri coinvolti, rappresenta un ristoro concreto per i lavoratori».

L’apertura della finestra per le domande segna quindi un passaggio importante per un settore che continua a confrontarsi con sfide economiche, normative e ambientali, nella prospettiva di garantire continuità occupazionale e sostenibilità produttiva.

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Attualità

Aggredita da due cani la moglie del sindaco

La donna è stata ferita da un pitbull e un rottweiler: soccorsa e operata al “Vito Fazzi” di Lecce

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A Castrignano de’ Greci una donna è rimasta ferita dopo essere stata aggredita da due cani di grossa taglia, un pitbull e un rottweiler.

L’episodio è avvenuto martedì sera 19 maggio, nei pressi del campo sportivo, nella zona industriale del centro salentino, si è consumato ai danni di Caterina Gallo, 44enne e moglie del sindaco di Castrignano de’ Greci, Roberto Casaluci.

La donna si trovava con il proprio cane mentre aspettava il figlio impegnato in un allenamento di calcio. A un certo punto, i due animali, allontanatisi dal controllo da un’abitazione vicina, si sarebbero diretti verso di lei. Nel tentativo di mettersi in salvo, la donna è caduta ed è stata morsa. Provvidenziale l’intervento di un allenatore e di un dirigente della scuola calcio che, richiamati dalle urla, sono riusciti con difficoltà ad allontanare i cani.

La donna è stata prima soccorsa e trasportata all’ospedale di Scorrano, per poi essere trasferita al “Vito Fazzi” di Lecce, dove è stata sottoposta a un intervento di chirurgia plastica a causa delle profonde lesioni riportate all’avambraccio e al polso. Il quadro clinico è in miglioramento, anche se resta sotto costante osservazione medica. Ferito, ma non in pericolo di vita, anche il suo cagnolino.

Sono stati avviati accertamenti da parte della Polizia Locale e del servizio veterinario dell’Asl per chiarire la dinamica dei fatti e verificare eventuali responsabilità del proprietario dei due animali.

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