Il Tar Lecce ha accolto i ricorsi del Comune di Lecce e di alcuni cittadini contro l’autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Lecce alla società Ecologia Levante per la costruzione e gestione di un impianto di recupero rifiuti ai fini della produzione di energia elettrica in una zona in località Masseria Il Pino (nei pressi del rione Castromediano). La Provincia, in questo caso, ha rilasciato il provvedimento autorizzativo (da valere anche come variante urbanistica) senza coinvolgere i Comuni limitrofi e senza attendere il necessario pronunciamento del Consiglio comunale di Lecce. Il Giudice amministrativo garantisce così al Comune di Lecce la competenza sulla pianificazione del territorio e su ogni decisione che riguardi varianti urbanistiche, e nello stesso tempo assicura all’amministrazione comunale il rispetto delle vocazioni del territorio e, nello specifico, il fatto che impianti di gestione dei rifiuti siano realizzati in zone che abbiano caratteristiche adeguate ad accoglierli.
Più precisamente, nel 2007 la Ecologia Levante s.r.l. ha chiesto l’approvazione di un progetto per realizzare e gestire un impianto di recupero rifiuti (mediante processi di digestione anaerobica e compostaggio) a fini di produzione di energia elettrica chiedendo il rilascio di un’autorizzazione avente anche il valore di variante urbanistica, che è stata rilasciata dalla Provincia di Lecce nel gennaio 2009. L’atto è stato impugnato dal Comune di Lecce (con gli avvocati Maria Luisa De Salvo e Laura Astuto) e da diversi residenti nella zona interessata dall’intervento presso il Tar Lecce, che ha accolto i ricorsi ritenendo illegittimo l’operato della Provincia sotto due profili: sia in quanto nel corso della procedura non sono stati coinvolti i Comuni limitrofi all’area interessata (Cavallino e Lizzanello), sia in quanto il provvedimento è stato emesso senza che si fosse correttamente conclusa la procedura di variante allo strumento urbanistico (e quindi senza pronunciamento del Consiglio comunale di Lecce).



