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Un piano integrato per la prevenzione degli incendi nel Salento, con interventi programmati dal 2026 al 2028 e una serie di misure che puntano ad anticipare l’emergenza attraverso controlli, manutenzione del territorio e monitoraggio delle aree considerate maggiormente a rischio.
È la proposta elaborata dall’associazione “Amanti della Natura”, che ha trasmesso il documento tramite Posta elettronica certificata alla Prefettura di Lecce, ai sindaci dei Comuni salentini, alla Provincia, al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e alla Regione Puglia, coinvolgendo anche la V Commissione consiliare permanente competente in materia di Ambiente, Assetto del territorio e Paesaggio. Per gli aspetti operativi e logistici è previsto il supporto della Protezione Civile Salento O.D.V.
L’iniziativa arriva dopo una serie di incendi che nelle ultime settimane hanno interessato diverse zone della provincia di Lecce, tra cui Ugento, Ruffano, Frigole e il Capo di Leuca. Nel Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento, in particolare, il rogo ha interessato oltre 20 ettari di pineta e reso necessaria l’evacuazione di centinaia di turisti e bagnanti.
Il nodo della manutenzione dei terreni
Alla base del piano c’è la necessità, evidenziata dall’associazione, di rafforzare l’attività preventiva. Tra le criticità individuate figurano l’abbandono di numerosi terreni dopo l’emergenza Xylella, la presenza di vegetazione secca e non trinciata lungo le strade e le difficoltà dei Comuni nel garantire controlli capillari e interventi tempestivi.
La proposta individua quindi un cronoprogramma che parte già nei mesi precedenti alla stagione estiva.
Entro aprile dovrebbero essere pubblicate le ordinanze comunali antincendio, affiancate da un listino con tariffe calmierate per i lavori agricoli da concordare in Prefettura. Il progetto prevede anche la creazione di un albo comunale dei manutentori e l’introduzione di voucher destinati alle fasce più fragili della popolazione.
Nello stesso periodo viene proposto uno screening preventivo attraverso i dati satellitari Sentinel-2, utilizzando l’indice NDVI per individuare le aree caratterizzate da vegetazione secca e contribuire alla mappatura delle discariche abusive.
Droni prima dell’inizio della stagione critica
Per i proprietari dei terreni il piano fissa al 15 maggio il termine per gli interventi di pulizia. Successivamente, tra il 15 maggio e il 15 giugno, entrerebbe in funzione un sistema di monitoraggio aereo effettuato attraverso i droni delle organizzazioni di volontariato accreditate.
I sorvoli dovrebbero concentrarsi sulle zone individuate come maggiormente a rischio, con l’obiettivo di verificare eventuali inadempienze prima dell’inizio del periodo più critico per gli incendi.
In caso di mancata manutenzione, la proposta contempla anche interventi sostitutivi da parte degli enti locali. Attraverso un “Fondo di Rotazione Comunale” e ordinanze d’urgenza, sarebbe possibile procedere alla pulizia coattiva dei fondi, con un preavviso ridotto a cinque giorni e l’addebito delle spese al proprietario inadempiente.
Presidi nelle aree protette e segnalazioni dei cittadini
Il documento prevede inoltre l’attivazione dei Centri operativi comunali durante la stagione estiva e presidi continuativi dei volontari antincendio boschivo nelle aree protette.
Per le zone colpite dalle fiamme viene indicato un approccio orientato alla rinaturalizzazione spontanea della macchia mediterranea, evitando, nei contesti indicati dal piano, il ricorso sistematico a nuove piantumazioni artificiali.
Un ulteriore tassello riguarda il coinvolgimento dei cittadini. La proposta contempla infatti la creazione della piattaforma web “Salento Terra Sicura”, attraverso la quale effettuare segnalazioni geolocalizzate e anonime, oltre all’avvio di campagne informative nelle scuole.
«I recenti eventi di Ugento e le indagini per incendio colposo scaturite da abbruciamenti scorretti dimostrano che non c’è più tempo da perdere», dichiarano i rappresentanti dell’Associazione “Amanti della Natura”. «Abbiamo notificato una proposta completa via PEC affinché i Comuni e la Regione abbiano subito in mano un modello giuridico ed economico applicabile. Con la collaborazione tecnica della Protezione Civile Salento O.D.V. offriamo alle Istituzioni una via d’uscita concreta prima che il nostro patrimonio ambientale e turistico vada completamente distrutto».
L’associazione punta ora alla convocazione di un tavolo tecnico presso la Prefettura di Lecce per discutere un possibile protocollo d’intesa e chiede l’avvio delle audizioni presso la Commissione Ambiente della Regione Puglia.




