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Una richiesta urgente di monitoraggio, sorveglianza e presidio del sito di Burgesi è stata inviata dall’Associazione Comitato “No Burgesi” al Prefetto Natalino Domenico Manno, alla luce della sequenza di incendi che negli ultimi giorni ha interessato diversi impianti di stoccaggio e gestione dei rifiuti della provincia di Lecce.
Nel documento, l’associazione richiama i roghi che hanno colpito gli impianti di Lequile e Nardò e, da ultimo, l’ecocentro di Ruffano, evidenziando come la «natura simultanea, ravvicinata e sistematica di questi eventi» susciti «il fondato e fortissimo sospetto di una matrice dolosa».
Secondo il Comitato, gli episodi potrebbero essere riconducibili a «interessi criminali volti a destabilizzare il sistema di gestione dei rifiuti» e a ostacolare il passaggio verso un modello di «rifiuto zero».
Particolare preoccupazione viene espressa per la discarica di Burgesi, nel territorio di Ugento. L’associazione sottolinea l’ampia estensione dell’area e la presenza di rifiuti e sostanze considerate altamente pericolose, tra cui metalli pesanti e PCB.
Il Comitato evidenzia inoltre che un eventuale incendio potrebbe coinvolgere anche l’impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) presente nel sito, con possibili conseguenze strutturali e ambientali. «La combustione di tali sostanze libererebbe diossine e fumi tossici», si legge nel comunicato, con un impatto indicato come immediato sull’ambiente e sulla catena agroalimentare.
Le richieste al Prefetto
Per affrontare la situazione, l’Associazione Comitato “No Burgesi” ha formulato due richieste.
La prima riguarda la disposizione di «un piano straordinario di sorveglianza e presidio permanente dell’intera area di Burgesi tramite le Forze dell’Ordine», valutando anche l’eventuale ausilio dell’Esercito nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure” e l’utilizzo di tecnologie avanzate per il monitoraggio remoto.
La seconda richiesta è quella di convocare con urgenza il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con l’obiettivo di analizzare la possibile matrice criminale degli incendi degli ultimi giorni e definire strategie preventive per la tutela dei siti ritenuti critici sul territorio provinciale.
L’associazione conclude ribadendo l’intenzione di continuare la propria attività di vigilanza e il proprio impegno civico «mantenendo costante l’attenzione sul territorio e promuovendo la prevenzione contro ogni forma di inquinamento ambientale».




