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A un mese dall’incendio che il 29 agosto ha interessato Ecotecnica a Lequile, tornano al centro dell’attenzione i dati sulle concentrazioni dei microinquinanti rilevate nell’aria nei pressi dell’impianto e nell’abitato.
Nella nota diffusa dal Comitato Prevenzione Incendi Salento si legge che la documentazione sarebbe stata trasmessa da Arpa il 28 settembre, in seguito a una specifica richiesta. Secondo quanto riportato, nel primo giorno sarebbero state rilevate quantità di diossine e PCB pari a quasi 50 volte il valore soglia nell’aria in prossimità dell’incendio e a quasi 20 volte nell’abitato. Gli stessi valori, precisa il documento, sarebbero rientrati nella norma soltanto dal quarto giorno, in seguito all’estinzione dell’incendio.
La nota giudica questi dati meritevoli di particolare attenzione e richiama anche l’aggiornamento da parte di EFSA dei valori di DST, la Dose Settimanale Tollerabile per peso corporeo, indicata nel documento in 0,6 picogrammi per chilogrammo di peso corporeo a settimana per l’esposizione congiunta a diossine e PCB diossina-simili.
Secondo quanto sostenuto nel comunicato, quanto rilevato a Lequile avrebbe dovuto essere accompagnato da una puntuale comunicazione pubblica, così da spiegare alla popolazione le ragioni dei provvedimenti precauzionali contenuti nei bollettini cautelativi dell’Asl.
L’attenzione si sposta sui terreni
Il documento pone quindi l’accento sulle possibili ricadute al suolo delle sostanze emesse durante il rogo. Nella nota si osserva che, dopo la fase di emergenza, Arpa avrebbe concentrato le analisi sull’aria e si chiede perché non siano stati effettuati anche campionamenti del terreno e delle piante raggiunte dai fumi, con particolare riferimento a quelle resinose e alle zone individuate sulla base della direzione dei venti dei giorni interessati.
Secondo quanto riportato, lo studio sulle ricadute dell’incendio non risulterebbe ancora completato e non sarebbero stati effettuati i rilievi sui terreni ritenuti necessari per verificare la presenza di diossina nelle aree investite dai fumi.
Nel comunicato viene inoltre richiamata una risposta inviata da Arpa tramite Pec. I rilievi, si legge, saranno effettuati «a partire solo dai prossimi giorni». Nella stessa comunicazione viene aggiunto: «infine, sono in corso di programmazione le attività di campionamento sui suoli alla ricerca di sostanze direttamente correlate all’incendio».
I rilievi sui terreni vengono definiti un passaggio essenziale sotto il profilo ambientale, sanitario ed economico. La richiesta è che i controlli vengano estesi a tutti i Comuni potenzialmente interessati, seguendo procedure differenziate per gli strati del terreno e richiamando nel documento i criteri Apat 2006 e le linee guida di Arpa Emilia-Romagna.
In chiusura, la nota ribadisce la necessità di proseguire le indagini e sollecita le autorità competenti a garantire controlli tempestivi ed efficaci, insieme a un’adeguata informazione ai cittadini sugli sviluppi della vicenda.




