(2 marzo) – Si sono svolti nel pomeriggio, concelebrati dall’Arcivescovo ordinario militare per l’Italia, mons. Vincenzo Pelvi, e dall’Arcivescovo di Otranto, mons. Donato Negro, i funerali di Piero Antonio Colazzo, l’agente dell’Aise ucciso da un attacco terroristico lo scorso 26 febbraio in Afghanistan. Stracolme la Chiesa Madre e Piazza San Pietro: in migliaia hanno voluto dare l’estremo saluto a Piero Antonio, l’eroe che prima di cadere sotto la barbarie dei kamikaze talebani a Kabul, è riuscito a salvare la vita di altri italiani.
Subito dietro la salma, avvolta dal tricolore e con appoggiata una foto di Pietro Antonio, seduta al primo banco la sorella Stefania con i figli e poi tutti gli altri familiari e gli amici. Presenti alla cerimonia funebre anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta; il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto; il Sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano; il direttore del Dipartimento delle Informazioni per la sicurezza, Giovanni De Gennaro; il direttore dell’Agenzia per le informazioni e la sicurezza, Gen. Adriano Santini. Tanti pure i Sindaci della provincia, con al seguito i rispettivi Gonfaloni. E poi autorità civili e militari, le scuole e le associazioni. Toccanti le parole, nel corso dell’Omelia, sia di mons. Pelvi che del Commissario straordinario del Comune di Galatina, Alberto Capuano.



