La memoria della Puglia diventa digitale: online ottanta giornali storici

Quasi tremila fascicoli e oltre ottanta testate tornano a raccontare la Puglia. L’Emeroteca Storica Salentina della Biblioteca Bernardini di Lecce approda sul web, rendendo accessibile un patrimonio editoriale che attraversa quasi due secoli di storia regionale.

Le pubblicazioni digitalizzate sono disponibili su Internet Culturale, il portale curato dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico del Ministero della Cultura. Tra le pagine conservate figurano giornali politici, riviste culturali, periodici economici e numeri rari, spesso difficili da reperire e consultare.

Un progetto nato quasi vent’anni fa

Il percorso di digitalizzazione era cominciato nel 2007, quando la Biblioteca Bernardini aveva individuato nella salvaguardia della propria raccolta uno degli obiettivi prioritari. Una prima selezione aveva interessato alcune delle principali testate conservate a Lecce, dalla Gazzetta delle Puglie al Propugnatore, dall’Ordine – Corriere Salentino alla Provincia di Lecce.

Nel 2020, grazie al progetto regionale Community Library, la Provincia di Lecce ha ampliato il lavoro includendo giornali meno conosciuti, pubblicazioni possedute unicamente dalla Bernardini e numeri difficilmente reperibili altrove.

La Puglia raccontata attraverso i giornali

L’arco temporale della raccolta parte dall’Ottocento e arriva, con alcune eccezioni, fino agli anni Duemila.

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Miggiano Expo – tra gli articoli

Le testate documentano elezioni, trasformazioni urbane, attività commerciali, tensioni sociali, spettacoli e dibattiti culturali. Una cronaca diffusa che permette di ricostruire la vita quotidiana delle comunità pugliesi attraverso fonti spesso assenti dalla stampa nazionale.

La digitalizzazione protegge inoltre gli originali, particolarmente fragili, e consente a studiosi, studenti e semplici lettori di consultarli senza doversi recare fisicamente in archivio.

Alla base di questo patrimonio c’è l’opera di Nicola Bernardini, avvocato, giornalista e collezionista che diresse la biblioteca dal 1902 al 1935. La sua raccolta, nata per custodire le voci del territorio, diventa oggi uno strumento aperto con cui conoscere e interrogare il passato.