Domenica 13 dicembre, alle 17,30, si aprirà a San Francesco della Scarpa a Lecce, una mostra antologica dedicata all’artista Fernando De Filippi, dal titolo “Fernando De Filippi: Opere 1962-2009”. Ad inaugurarla sarà il presidente il presidente Antonio Gabellone con l’assessore alla Cultura Simona Manca. L’esposizione è una tappa di “Super – Sentieri Neobarocchi tra arte e design”, che ha avuto inizio a maggio 2009, progetto sull’arte contemporanea curato da Antonio Cassiano e Franco Ungaro per il Museo provinciale di Lecce e i Cantieri Koreja. La mostra traccia un percorso a ritroso, che va da oggi a ieri, per capire meglio il filo, come spiega Antonio Cassiano, “oltre che della continuità anche della conseguenza”. Fernando De Filippi per oltre un ventennio è stato docente e direttore dell’Accademia di Brera a Milano. Una vita artistica complessa quella di De Filippi che, partendo da una figuratività postinformale, attraversa le più attuali esperienze degli anni Sessanta e Settanta meritando l’attenzione della critica attiva del momento da Caramel a Del Guercio, Crispolti, Di Genova, De Grada,Micacchi. Ed è proprio nella produzione di questo periodo, tra video, performance, scrittura, fotografia che l’artista condensa nello spazio artistico delle sue opere, una sorta di proiezione autobiografica e collettiva illuminante per comprendere un momento della storia politica italiana fortemente segnato da tensioni ideologiche e da oscuri avvenimenti. Nascono in questi anni le opere dedicate a Lenin, un mito così intensamente assimilato da essere vissuto non solo nella trasfigurazione pittorica, ma da condurre l’artista ad un vero e proprio transfert. La fine dell’ideologia porta con sè il recupero nel corso degli anni Ottanta e Novanta della pittura, ma anche il suo aspetto ludico in cui si affacciano i temi della natura e del paesaggio. Installazioni architettoniche di acrilici su tele sagomate popolate da nomi e memorie attinte al mito, questa volta della mediterraneità, fino all’oggi che in un’ottica riflessiva sulla sua stessa produzione rivelano l’attualità del suo linguaggio espressivo. Il catalogo, curato da Antonio Cassiano e Michele Afferri, contiene saggi e riflessioni di Marco Meneguzzo, Fernando De Filippi, Marina Pizzarelli, Adriano Altamira, Brizia Minerva. La mostra resterà aperta dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 18.



