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La Municipal, il Salento che non fa cartolina

Carmine Tundo da Noha (Galatina), anima e cuore del progetto La Municipal, racconta fragilità, territorio e contraddizioni senza filtri né compromessi…

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di Giuseppe Cerfeda


C’è un Salento che non ha bisogno di essere fotografato per esistere. Non è quello delle spiagge sature d’estate, né quello delle brochure patinate. È un Sud più lento, più ruvido, più vero. È da lì che nasce La Municipàl, progetto musicale di cui Carmine Tundo, cantautore, musicista e produttore di Noha, frazione di Galatina, è anima e motore.


La Municipàl è una forma narrativa, un modo di stare dentro le cose.


Musicalmente si muove tra indie pop, canzone d’autore e suggestioni alternative (anche se a Carmine non piacciono le etichette, NdA), con una scrittura che tiene insieme intimità e osservazione sociale. Le canzoni non cercano l’effetto immediato, ma restano, sedimentano.


Tra i brani più amati ci sono “I tuoi bellissimi difetti”, “Lettera dalla provincia leccese”, “George (il mio ex penfriend)”, canzoni che raccontano relazioni fragili, disincanto generazionale, piccoli paesaggi emotivi. Come per “La Maglia del Lecce”, simbolo fortissimo di identità salentina, ogni elemento ha un significato preciso, legato alla storia e al territorio. Non c’è mai compiacimento, piuttosto una tensione costante verso qualcosa di autentico.


E poi c’è il territorio, che non è sfondo ma materia viva: campagne, contrade, mare, paesi. Il Salento, nella musica de La Municipàl, non è mai folclore: è una condizione esistenziale.


IL CANTAUTORE “MASCHERATO”


«Un cantautore mascherato da band». Così si definisce Carmine Tundo, con una semplicità che dice molto del suo approccio.

Polistrumentista e autore prolifico, Tundo è uno di quei musicisti che non inseguono il tempo ma lo attraversano. Parallelamente a La Municipàl porta avanti altri progetti, esplora, cambia pelle.

Eppure, il centro resta sempre lo stesso: la necessità di dire qualcosa di vero tenendo sempre al centro il Salento, la musica indipendente e il bisogno di raccontarsi senza filtri. Le sue canzoni nascono quando devono nascere. Non c’è forzatura, non c’è strategia. Solo urgenza.


L’INTERVISTA


Siete spesso raccontati come una band che porta il Sud dentro le canzoni. Ma siete molto di più. Tu come descriveresti La Municipàl?

«Un cantautore mascherato da band».


Tre parole per raccontare il Salento contemporaneo attraverso la tua musica?

«Indipendente, evocativa, contraddittoria».


SCRIVERE QUANDO SERVE, NON QUANDO CONVIENE


Nei tuoi testi c’è equilibrio tra intimità e racconto sociale. Da dove nasce?

«Scrivo quando ho qualcosa reale da dire. Aspetto che arrivi la canzone, non la cerco. E quindi spesso parto da cose personali, che può essere un bene ma anche un male».


IL SALENTO CHE NON SI VEDE


Qual è il Salento che non viene raccontato abbastanza?

«Quello di chi ci vive tutto l’anno. Lontano dall’immagine turistica, c’è un mondo fatto di inverni duri e noiosi, ma pieno di storie affascinanti».


La musica può ancora raccontare un territorio meglio di altri linguaggi?

«Credo che debba farlo».


LA GEOGRAFIA DELL’ISPIRAZIONE

C’è un luogo preciso che senti come sorgente creativa?

«Il centro della provincia. Vivo a Sirgole, una contrada vicino al Canale dell’Asso. Ci ho dedicato anche un album, La valle dell’Asso. Ma tutto il Salento ispira: la campagna, lo Ionio, l’Adriatico, i borghi. Siamo fortunati».


GENERAZIONI E LINGUAGGI


Ti senti parte di una generazione che cerca nuove parole per raccontarsi?

«Ogni generazione ha il suo linguaggio. Le canzoni devono essere lo specchio dei sentimenti. Non mi piacciono quelle che non raccontano nulla».


INDIE O ETICHETTA?


La scena indie è ancora indipendente o è diventata un’etichetta?

«Non mi sono mai sentito parte di quella scena. Ci hanno inserito per questioni anagrafiche. Essendo salentini abbiamo già una vocazione indipendente. Poi è una questione di attitudine: puoi esserlo anche con budget da mainstream».


ALGORITMI, MODE E LIBERTÀ


Scrivere oggi è diverso rispetto a dieci anni fa?

«Per me no. Non mi faccio influenzare. Avendo più progetti, posso sperimentare. Inseguire un trend non ha senso, soprattutto se sei in ritardo».


La musica indipendente riesce ancora a dire qualcosa di scomodo?

«Nell’underground sì. Nei circuiti più commerciali molto meno. Dipende sempre dal contesto».


Tra vent’anni, cosa vorresti che si percepisse ascoltando La Municipàl?

«Una forte verità».


IL PRESENTE E IL FUTURO


Progetti futuri?

«Tour con Mundial e Nu Shu, e con Gaia Rollo, bravissima cantautrice che suona con me ne La Municipàl. Sto anche preparando il tour per i 10 anni di Le nostre guerre perdute».


Cos’è oggi il Salento per te?

«Una casa che a volte ti sta stretta, ma resta sempre il tuo rifugio».


Ci sono artisti che raccontano un luogo. Poi ci sono quelli che lo abitano davvero, anche quando salgono su un palco lontano. Carmine Tundo appartiene alla seconda categoria.

La Municipàl non addolcisce, non semplifica, non cerca scorciatoie. Sta dentro le crepe, nelle contraddizioni, nei silenzi.

Ed è proprio lì, in quel punto scomodo e autentico, che le sue canzoni diventano necessarie.


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La meglio gioventù di Nardò: è B1

Il futuro del volley italiano si costruisce tra esperienza e nuove promesse

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di Marco Mastroleo

Archiviate le competizioni per club, il movimento pallavolistico femminile italiano è ora rivolto ai prossimi tornei internazionali, tra cui spicca l’imminente campionato europeo, dove le azzurre avranno l’occasione di continuare la lunga scia di incredibili successi, aperti con l’oro olimpico di Parigi. Come rivelato dal C.T. Julio Velasco potrebbe esserci un piccolo sconvolgimento nelle convocazioni, con l’introduzione di alcune talentuosissime giovani, per prepararle al confronto con la scena internazionale.

Investire nella next gen, infatti, è un atto vitale per un movimento sportivo, sia per avere un solido ricambio generazionale che tenga sempre alto il livello della squadra, sia per rinvigorire la rosa con maggior talento, dinamicità, e sana sfrontatezza.

Questo è evidente soprattutto nelle squadre di club minori, ed è stato il principale motivo del successo della stagione della Dream Volley Nardò femminile, la quale, dopo trent’anni, ha conquistato lo storico traguardo della promozione in Serie B1.

Ad essere premiato sul campo è stato soprattutto il coraggio della società neretina di costruire intorno alle veterane colonne portanti della squadra una rosa giovane, risoluta e combattiva. Emblema di questa politica è stata la scelta affidare la fascia di capitano a Martina Gorgoni, classe 2003 di Cutrofiano, per il suo talento e la sua grinta.

Lei ha voluto sottolineare l’importanza di condividere lo spogliatoio con giocatrici più esperte, trovando in esse un importante punto di riferimento per la crescita sua e delle sue compagne: «Nonostante fossimo un gruppo molto giovane e con poca esperienza nel campionato di B2 siamo state brave a bilanciare questo aspetto grazie alla figura di giocatrici come Silvia Antonaci e alla sua esperienza all’interno dello spogliatoio. Questo connubio è stato la nostra vera arma: ci ha permesso di scendere in campo senza subire la pressione trasformandola in una grande voglia di dimostrare il nostro valore».

Vincere il girone I, infatti, è stata una impresa, vista la lotta serrata contro le le molisane dell’Europea 92 Isernia per la testa della classifica, spuntata per 1 punto: «Il campionato è stato estremamente equilibrato, ma fin dall’inizio è emerso il duello punto a punto con Isernia.  Vincere gli scontri diretti ci ha dato quella spinta in più ed una consapevolezza incredibile e ci ha fatto capire anche che, se eravamo in cima alla classifica, era solo perché lo avevamo meritato sul campo».

Il percorso verso la promozione ha avuto anche momenti critici – come un piccolo calo a metà stagione che aveva portato alla separazione con la coach Cristina Laudisa e il conseguente ingaggio di Fabio Saccomanno – ma sono stati brillantemente superati: «Non è stato un percorso semplice, in quanto abbiamo avuto dei cali, poi il cambio di panchina a metà stagione. È stata una sfida nella sfida, perché in questi casi la reazione del gruppo è sempre un’incognita. Fortunatamente, tra la nostra disponibilità e i meriti del nuovo allenatore è arrivata la svolta decisiva: da quel momento non abbiamo più perso un punto, raggiungendo l’obiettivo che tanto sognavamo».

Il ruolino di marcia nelle ultime giornate, infatti, è stato straordinario, con ben dieci vittorie consecutive che si sono rivelate decisive nell’economia del campionato, soprattutto l’ultima, lo scorso 9 maggio, quando la Dream Volley ha sconfitto per 3-1 il Cerignola davanti al pubblico di casa, scrivendo una delle pagine più importanti della pallavolo neretina. In totale sono stati 68 i punti conquistati, avvalorati da 23 vittorie e sole 3 sconfitte: «Personalmente ho sempre creduto nella forza della squadra, ma ad inizio anno non avrei mai immaginato di chiudere la stagione in questo modo».

Protagonisti della vittoria sono stati i tanti tifosi granata, che hanno costantemente riempito le tribune del Pala “Andrea Pasca”, per supportare le proprie beniamine: «Vedere il palazzetto sempre pieno, sentire la loro presenza anche nelle trasferte più lontane e l’impegno che ci hanno dedicato nell’ultima partita è stata l’emozione più grande. Sentire il calore della gente ci ha fatto capire quanto sia profondo il legare tra la squadra e la città. Giocare in una atmosfera del genere ti trasmette una carica che va oltre la tecnica o la tattica. Oggi posso dire di essere fiera di aver avuto le mie compagne al mio fianco in ogni allenamento e i miei “compagni” tifosi sugli spalti ogni domenica. Li ringrazio di cuore per tutto l’impegno e la dedizione che ci hanno dimostrato».

Anche le istituzioni politico-amministrative del territorio non hanno fatto mancare la propria vicinanza alla squadra, come ha dimostrato la presenza al Pala “Andrea Pasca”della vicesindaca Maria Grazia Sodero e del vicepresidente della Regione Puglia con delega allo Sport Cristian Casili. Anche la squadra di basket locale, la A9 Pallacanestro Nardò ha espresso i propri complimenti nei confronti delle loro colleghe pallavoliste, che, certamente, arriveranno ai nastri di partenza della prossima, storica, stagione in serie B1 con la voglia di continuare a stupire e a raggiungere nuovi orizzonti, grazie alla loro sana ambizione e carica giovanile.

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Salve celebra la Giornata della Marina Militare

Domenica 14 giugno appuntamento nella sala convegni comunale di via Roma con la manifestazione promossa dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia

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Si terrà domenica 14 giugno, a partire dalle ore 18.30, presso la sala convegni comunale di via Roma a Salve, la manifestazione dedicata alla Giornata della Marina Militare e all’anniversario dell’Impresa di Premuda.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia – Gruppo “N. Meuli – O. Romano” di Salve, con il patrocinio delle Città di Salve e Tricase e in collaborazione con Unione dei Comuni “Terra di Leuca.

Nel corso della serata si svolgerà anche il 13° Concorso di Disegno, momento ormai tradizionale dell’appuntamento, dedicato alla valorizzazione della memoria storica e dei valori legati al mare e alla Marina Militare.

Il programma prenderà il via alle 18.30 con il ritrovo delle associazioni e delle autorità nella sala convegni. Alle 18.45 è prevista l’apertura ufficiale della manifestazione, seguita dalle allocuzioni delle autorità.

Alle 18.55 spazio alla proiezione del filmFumo nero all’orizzonte”, mentre dalle 19 prenderà il via la premiazione dei partecipanti al concorso.

L’evento rappresenta un’occasione di incontro e riflessione sulla storia della Marina Militare italiana, nel ricordo dell’Impresa di Premuda, una delle azioni più significative della Prima Guerra Mondiale.

L’ingresso è libero.

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Aeroporto: il cantiere che riapre la partita del collegamento con il basso Salento

L’avvio dei lavori rappresenta un intervento chiave per migliorare la mobilità tra il nodo aeroportuale brindisino e il sistema territoriale salentino. Le parole dell’onorevole Andrea Caroppo durante il sopralluogo

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di Sefora Cucci

Con l’avvio ufficiale del cantiere per il collegamento ferroviario tra la stazione di Brindisi Centrale e l’Aeroporto del Salento, avvenuto lunedì 4 maggio, prende forma una delle opere infrastrutturali più rilevanti per la mobilità del Sud della Puglia. Un intervento strategico che punta a rafforzare l’integrazione tra trasporto ferroviario e aereo e a migliorare l’accessibilità del principale hub aeroportuale del Salento.

Il progetto nel dettaglio

Il progetto consiste nella realizzazione di un nuovo collegamento diretto, lungo circa sei chilometri, tra la stazione di Brindisi Centrale e l’Aeroporto del Salento, e di due raccordi a singolo binario, lunghi circa due chilometri, che si innestano sulle linee ferroviarie Lecce–Bari e Brindisi–Taranto.

È prevista inoltre la costruzione della nuova stazione “Brindisi Aeroporto”, dotata di due binari di stazionamento serviti da due marciapiedi esterni, pensata per garantire un accesso diretto ai flussi passeggeri.

Il valore complessivo dell’opera è pari a 161 milioni di euro, di cui 71 milioni finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La conclusione dei lavori è prevista per il 2028.

Un’infrastruttura strategica per turismo e mobilità

L’intervento ha una forte valenza turistica: l’aeroporto di Brindisi rappresenta una delle principali porte d’ingresso al Salento e al Sud della Puglia, soprattutto nei mesi estivi. Il collegamento ferroviario punta a rendere più semplice e rapido l’arrivo dei visitatori.

Il messaggio politico rilanciato all’inaugurazione

Erano presenti all’inaugurazione del cantiere: il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, gli onorevoli Mauro D’Attis e Andrea Caroppo, le consigliere regionali Isabella Lettori e Loredana Capone e la responsabile della Struttura “Progetti Adriatica” della Direzione Investimenti di Rfi, Elisabetta Cucumazzo.

Spicca l’ intervento diffuso sui canali social dal parlamentare di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Caroppo, che ha rilanciato un messaggio dal forte valore simbolico e territoriale per tutta la provincia di Lecce:

La Puglia non finisce a Lecce

Una frase che si inserisce nel dibattito più ampio sulla centralità del Salento nelle politiche infrastrutturali regionali e sulla necessità di considerare l’intero territorio fino a Santa Maria di Leuca come parte integrante delle strategie di sviluppo e connessione.

Il riferimento non è solo geografico, ma politico e infrastrutturale: sottolinea la percezione di una Puglia meridionale che, pur essendo centrale sul piano turistico ed economico, spesso vive una condizione di marginalità nei collegamenti interni.

Resta dunque aperta la questione del basso Salento, dove la rete dei trasporti pubblici è ancora meno capillare e dove la distanza dai grandi assi ferroviari si traduce in tempi di percorrenza spesso elevati.

Una sfida di sistema per la Puglia

Il nuovo collegamento ferroviario non è solo un’opera infrastrutturale, ma un banco di prova per la capacità della Puglia di costruire un sistema di mobilità realmente integrato.

Con un investimento complessivo di 161 milioni di euro e una scadenza dei lavori fissata al 2028, il collegamento Brindisi–Aeroporto del Salento rappresenta un passaggio chiave nella modernizzazione della rete infrastrutturale pugliese.

La vera partita però, si gioca oltre il cantiere: nella capacità di trasformare un’opera strategica in un fattore reale di coesione territoriale, capace di collegare Brindisi, Lecce e il basso Salento in un’unica rete finalmente continua e funzionale.

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