La rivoluzione degli avvocati

di Anna Laura Remigi

L’Assemblea degli Avvocati di Lecce, convocata in seduta straordinaria dall’Ordine degli Avvocati di Lecce si è riunita (il 18 febbraio scorso) per discutere delle mozioni presentate nella precedente assemblea, aderendo allo stato di agitazione che a livello nazionale interessa tutta la classe forense. Sulla scia degli Avvocati di Cagliari, e di altri Ordini Professionali, l’Avvocatura di Lecce, a stragrande maggioranza, in un’assemblea affollata fino all’inverosimile, ha determinato di contestare fermamente la ormai dilagante politica dei Governi che si sono succeduti, di taglieggiare e abbattere, in maniera drastica, il sistema giustizia italiano. La volontà degli Avvocati è, soprattutto, quella di difendere il sistema della tutela dei diritti delle persone, visto che moltissime norme, adottate nei tanti decreti e leggine, oltre che rendere impraticabile la nobile professione dell’Avvocato, minano alla base il diritto di difesa del cittadino, costituzionalmente garantito.  Proprio lo smantellamento lento ed inesorabile del diritto di difesa e il diritto per ogni persona di adire la giustizia, ha determinato l’intera classe forense a prendere decisioni drastiche.  La volontà di ridurre drasticamente l’accesso alla giustizia, aumentando i costi, tagliando le sedi distaccate, prevedendo sentenze a pagamento, abbattendo gli onorari degli Avvocati, limitando l’appello, non fa altro che agevolare esclusivamente i poteri forti lasciando la possibilità di tutelare i propri diritti solo ai ricchi.  Smantellare in questo modo lo Stato di diritto porta, inesorabilmente, allo svilimento della convivenza civile con il pericolo che il cittadino, sempre di più spesso, cerchi di farsi giustizia da sé magari rivolgendosi a gruppi o società senza scrupoli. La lotta approvata dagli Avvocati di Lecce consiste in un’astensione dalle udienze sine die, con decorrenza immediata. Inoltre, l’intera Assemblea degli Avvocati invita: tutti i colleghi iscritti all’albo dei difensori d’ufficio a cancellarsi; tutti i colleghi iscritti nell’elenco del gratuito patrocinio, a cancellarsi; tutti i colleghi che svolgono mansioni di Giudici Onorari o VPO a dimettersi; tutte le cariche rappresentative degli Avvocati, a qualsiasi livello, a dimettersi; tutti gli Avvocati a versare il contributo unificato per le iscrizioni a ruolo non all’atto del deposito ma quando ne facesse richiesta la cancelleria interessata.
Inoltre, è stata decisa all’unanimità una manifestazione da tenersi davanti alla Prefettura di Lecce da parte di tutti gli Avvocati, ognuno con la propria toga.  Oramai si fa sul serio, ed i nostri governanti devono capire la funzione costituzionale dell’Avvocato, senza il quale non può minimamente attuarsi lo Stato di Diritto.  Impedire all’Avvocato di difendere i diritti delle persone fa regredire uno Stato alla barbarie.