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Domenica 6 settembre è stata scritta una pagina memorabile degli sport motoristici italiani.
Davanti al pubblico di casa, con il casco tricolore e la sana esuberanza di un ventenne consapevole del proprio talento, Andrea Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio d’Italia, surclassando tutti gli avversari grazie ad una rimonta capolavoro dalla 19esima posizione.
L’inno di Mameli è tornato, così, a risuonare a Monza per un pilota italiano a 60 anni di distanza dall’ultima volta, quella di Ludovico Scarfiotti, in un’epoca in cui la diretta televisiva non esisteva ancora.
Il classe ‘2006 di Bologna è il massimo esponente di una nuova generazione di giovani piloti, come Isack Hadjar, Oliver Bearman, Gabriel Bortoleto e l’altro italiano Leonardo Fornaroli, che, grazie alla loro energia, intraprendenza e sana sfrontatezza, sono diventati un valore aggiunto per tutto il movimento della F1.
Investire sui giovani e sulla Next Gen, infatti, non significa soltanto garantire futuro e innovazione ai vertici del motorsport, ma anche alimentare il tessuto di base, sostenendo le realtà giovanili in rampa di lancio.
Un’eccellenza del nostro territorio che incarna perfettamente questo spirito è il Salento Racing Team, la scuderia automobilistica dell’Università del Salento, nata nel 2005 con lo scopo di permettere ai propri studenti, in particolari agli iscritti alla Facoltà d’Ingegneria, di mettersi alla prova nella progettazione e realizzazione di vari prototitpi di monoposto da competizione.
Dopo aver sviluppato negli anni vetture dotate di motore a combustione interna, in questa stagione il team ha raggiunto l’obiettivo di realizzare la prima monoposto a trazione elettrica della propria storia.
Dopo mesi di duro lavoro i giovani ingegneri dell’ateneo leccese hanno presentato per la prima volta questo modello, chiamato Prometheus, in occasione dell’edizione 2026 della gara di Formula SAE, tenutasi nella settimana dal 2 al 6 settembre all’Autodromo di Varano de’ Melegari, in provincia di Parma, in cui è stato valutato in base a criteri di estetica ed efficienza ingegneristica.
Al di là del risultato, questa competizione è stata un’occasione unica di crescita per tutto il team, soprattutto nel mettersi alla prova, nello scambiare idee con i colleghi degli altri atenei, oltre a poter usufruire di una vetrina senza eguali per valorizzare il polo ingegneristico di UniSalento come una realtà affermata a livello regionale e nazionale.
Riguardo al lavoro svolto e alle prospettive future, Veronica Maraglino, Chief Technical Officer della divisione elettrica, ha dichiarato: «A nome di tutto il team esprimo la massima soddisfazione per questa esperienza, che ci ha permesso di immergerci appieno nello spirito competitivo della Formula SAE e di confrontarci in modo costruttivo con altre realtà universitarie. Torniamo a casa con ancora più carica e determinazione: lavoreremo subito sulle migliorie necessarie per affinare la vettura, con la fiducia di poter raggiungere traguardi sempre più soddisfacenti, e non vediamo l’ora di mostrarla al pubblico».
La partecipazione alla gara ufficiale di Formula SAE 2026 ha permesso così alla Salento Racing di continuare il suo processo di evoluzione tecnologica, confermando come il lavoro di squadra, l’ambizione e la passione per le quattro ruote dei loro giovani ingegneri sia la forza motrice per la loro continua voglia di mettersi in gioco nella realizzazione di monoposto sempre più efficaci ed in linea con i cambiamenti che vive ogni dopo anno il panorama dei motori.




