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Lampa! L’olio “Terre dei Paduli” a Milano

L’olio salentino, in arrivo dalle Terre dei Paduli, è stato tra gli ospiti d’onore della seconda edizione dell’ Olio Officina Food Festival

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L’olio salentino, in arrivo dalle Terre dei Paduli, è stato tra gli ospiti d’onore della seconda edizione dell’ Olio Officina Food Festival di Milano, una delle più importanti rassegne olearie a livello nazionale, ideata dall’oleologo Luigi Caricato, che si propone di far convergere i cultori dell’olio extra vergine di oliva e della buona cucina, proponendo spazi di discussione e di confronto sul tema.


L’olio “Terre dei Paduli” è il prodotto della prima raccolta pubblica delle olive realizzata nell’ambito del progetto Lampa!, una delle due attività attorno alle quali ruota “Abitare i Paduli”, un progetto neorurale di attività ecosostenibili a sostegno del territorio, coordinato dall’associazione LUA, finanziato dal programma regionale Bollenti Spiriti e che si sviluppa grazie alla sinergia di 5 diverse associazioni di 5 comuni dell’ “Unione delle Terre di Mezzo”.


I Paduli costituiscono un vasto e maestoso uliveto secolare che si estende tra il Mare Adriatico e quello Ionico,  attraversato dall’antica via istmica che collega i porti di Gallipoli e di Otranto. Conosciuta sin dal XVII secolo per la produzione di olio lampante, combustibile quotato alla Borsa di Londra ed utilizzato per l’illuminazione pubblica delle capitali europee, quest’area vive oggi una condizione di persistente abbandono, legato sia alla obsoleta tecnica colturale sia alla profonda crisi del settore agricolo.


Lampa! ha avviato un modello di produzione olearia che, attraverso l’adozione di uliveti secolari abbandonati, circa 170 piante tra celline e oglialore, ha come obbiettivo quello di costruire un processo ecosostenibile di produzione pubblica, dando all’olio d’oliva una nuova prospettiva in termini economici e culturali.


Dai frutti di queste 170 piante, concesse all’associazione mediante un contratto di comodato gratuito, è stato ricavato il primo olio extravergine “Terre dei Paduli”, con una raccolta di olive avvenuta direttamente dall’albero, mediante un’estrazione a freddo ed una molitura a due fasi che ha permesso tanto la produzione di un olio dalle qualità organolettiche eccellenti quanto il recupero come compost degli scarti di produzione.

L’olio “Terre dei Paduli” ha pertanto goduto della visibilità data da una vetrina condivisa con alcune delle maggiori case di produzione olivicola nazionali, permettendo così all’utenza milanese di assaporare un olio che presenta un elevato valore polifenolico e che “si distingue per dolcezza gustativa e per le sensazioni olfattive che ricordano le nocciole e le mandorle verdi, che al gusto evidenzia amaro e piccante lievemente intensi ma in buon equilibrio e che non presenta difetti” così come definito dal capo panel Giorgio Cardone.


La delegazione, costituita da alcuni rappresentanti dell’ Associazione LUA e dell’ Associazione TerriKate (associazione responsabile del Laboratorio Agricoltura), oltre che dal biologo Luigi Toma, durante la sessione di lavori, ha avuto la possibilità di raccontare la propria esperienza e le diverse fasi del progetto “Lampa!”, focalizzando l’attenzione sulla funzione sociale e culturale che il progetto riveste.


A differenza delle altre aziende presenti nella rassegna, infatti, la realtà salentina si è proposta di veicolare, prima che un prodotto agricolo, un modello culturale e economico in grado di riformulare nuove modalità di cura del territorio, adeguate alle trasformazioni economiche e sociali che lo stesso ha subito negli ultimi anni, riscontrando con enorme piacere la curiosità e l’apprezzamento manifestati da gran parte degli avventori della manifestazione.


Attualità

Maglie, Antonio Fitto guarda al futuro

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La Città riparte da inclusione, lavoro e servizi: il programma “vicino ai bisogni reali dei cittadini” del candidato sindaco della Lista “Insieme”

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Una città più forte, solidale e capace di tornare protagonista nel Salento. È questa la visione della campagna elettorale di Antonio Fitto, candidato sindaco con la lista “Insieme”, che presenta un programma fondato su welfare, sviluppo economico e rilancio del territorio.

Lo slogan scelto è chiaro: “Si può fare”, un messaggio di fiducia e concretezza che accompagna una proposta amministrativa costruita su interventi realizzabili e “vicini ai bisogni reali dei cittadini”.

Maglie inclusiva e solidale

Tra i punti prioritari del programma c’è il rafforzamento dei servizi sociali, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno. Inclusi anche l’aumento di assistenti sociali e psicologi, e assistenza domiciliare per creare nuove forme di sostegno per le famiglie in difficoltà.

Un occhio di riguardo l’avrà il contrasto dello spreco alimentare, attraverso iniziative di recupero e redistribuzione delle eccedenze a favore di chi vive situazioni di fragilità.

Nessun cittadino deve sentirsi solo” è il principio guida di una proposta che punta a trasformare il Comune in un presidio di ascolto e vicinanza.

Città cardioprotetta

Una città più sicura, moderna e pronta a salvare vite umane. È uno dei punti qualificanti della campagna elettorale di Antonio Fitto, che lancia il progetto “Città Cardioprotetta”, per rafforzare la tutela della salute pubblica e la sicurezza dei cittadini.

Maglie come modello di prevenzione e intervento rapido nelle emergenze cardiache: “Pochi minuti possono fare la differenza” è lo slogan attraverso l’installazione diffusa di defibrillatori automatici nei luoghi pubblici della città: piazze, parchi, scuole e impianti sportivi.

Il progetto non si limita all’acquisto dei dispositivi. Uno degli aspetti centrali riguarda la formazione dei cittadini, con corsi dedicati all’utilizzo dei defibrillatori e alle manovre di primo soccorso.

Maglie centro del Salento

Il programma guarda anche allo sviluppo economico della città, con una strategia per rilanciare il commercio, il turismo e l’occupazione.

L’obiettivo è restituire centralità a Maglie, valorizzandone vocazione commerciale, posizione strategica e capacità attrattiva.

Tra le proposte: la costruzione di un vero brand “Maglie” con visibilità nazionale, una riduzione della pressione fiscale per dehors e attività commerciali, la creazione di una Consulta Permanente del Commercio e di uno Sportello Unico per le imprese.

Spazio anche ai giovani

Con incentivi pensati per nuove attività imprenditoriali e per le giovani coppie che scelgono di vivere e investire a Maglie.

Costruiremo il futuro ripartendo da ciò che abbiamo”.

Il messaggio politico è quello di una Maglie che vuole crescere valorizzando le proprie risorse: il tessuto economico, la rete sociale, la posizione territoriale e il senso di comunità.

Un progetto amministrativo che mette insieme sviluppo e attenzione alle persone, con l’ambizione di riportare Maglie al centro del Salento e renderla una città moderna, attrattiva e vicina ai cittadini.

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Il talento del giovane Edoardo Corvaglia

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C’è qualcosa di straordinariamente autentico nelle storie che nascono per caso: non hanno clamore, non cercano riflettori, semplicemente accadono e poi, senza quasi accorgersene, iniziano a prendere direzione.

Quella di Edoardo Corvaglia, nove anni, di Casarano, è una di queste; oggi corre nella categoria Mini Under 10 del campionato regionale Coppa Italia per la zona Puglia, Calabria e Basilicata, un percorso articolato in sette tappe che rappresenta uno dei primi veri banchi di prova per chi si avvicina al karting agonistico.

La storia ha però un inizio differente: perché all’inizio non c’erano classifiche,cronometri, c’era solo un regalo di Natale. Aveva infatti appena quattro anni quando suo padre Cesare, meccanico ufficiale del team Tony Kart, gli fa trovare sotto l’albero un piccolo go-kart; è un dono importante, forse persino prematuro.

Edoardo, come molti bambini della sua età, lo accoglie senza particolare entusiasmo: forse troppo “serio” o troppo diverso dai giochi immediati e colorati a cui era abituato.

Poi però arriva il tempo sospeso della pandemia, le giornate lente, la noia, e con essa una curiosità nuova: quel kart, rimasto in disparte, comincia ad esercitare un’attrazione silenziosa, fino a quando Edoardo chiede di accenderlo.

Da lì, qualcosa cambia, il padre intuisce subito che non si tratta solo di un gioco e non è soltanto lo sguardo affettuoso di un genitore: è la percezione concreta di un istinto naturale, difficile da spiegare ma evidente.

Inizia così un apprendistato lontano da tutto e da tutti. Sessioni su sessioni, spesso in pista deserta (perché troppo piccolo per essere autorizzato a correre con gli altri), all’Imola2 di Morciano di Leuca. Niente pubblico, nessuna pressione, solo chilometri macinati, traiettorie e silenzio.

Nel 2022 però, raggiunta l’età minima per la licenza, arriva il primo passaggio formativo: il Kart Summer Camp della Scuola Federale ACI Sport, presso il Circuito Internazionale Napoli. Un ambiente strutturato, guidato da istruttori federali, lo stesso contesto che negli anni ha visto crescere talenti poi approdati ai vertici del motorsport, come Andrea Kimi Antonelli che Edoardo ha già avuto modo di conoscere.

L’esordio in gara arriva più tardi, nel 2025, a otto anni; poche apparizioni ma significative. A Torricella ad esempio conquista un terzo posto che ha il sapore della scoperta mentre a Cassano della Murgia, invece, chiude secondo, mettendo in mostra sorpassi puliti e una gestione della gara sorprendentemente solida per l’età.

Sono risultati che non fanno rumore, ma che parlano chiaro.

Il 2026 invece si apre con il campionato regionale Coppa Italia. Alla prima tappa, ancora a Cassano della Murgia, Edoardo si piazza subito secondo. Poi, nel weekend successivo, sul circuito Pista Salentina di Torre San Giovanni, alza l’asticella: sfiora la pole position e domina sia la prefinale che la finale, conquistando il primo posto e facendo segnare il miglior tempo.

Numeri, certo. Ma fino a un certo punto, perché ciò che colpisce davvero non è la posizione in classifica, ma il modo in cui ci arriva: senza forzature, senza accelerazioni innaturali. Con quella progressione graduale che nel motorsport fa la differenza.

Oggi Edoardo continua a fare quello che ha iniziato per curiosità: guidare, osservare, imparare. Senza fretta, senza bisogno di etichette, a nove anni è ancora presto per dire cosa diventerà, ma è già abbastanza per capire cosa invece potrebbe essere.

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Casarano, amministrative: serve meno teatro e più autenticità

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ELEZIONI A CASARANO, TEATRO E VERITÀ

In campagna elettorale. Annunci solenni, candidati in corsa e firme da raccogliere, la sfida si gioca più sugli incastri che sui programmi: la politica recita il suo copione

di Antonio Memmi

di Antonio Memmi

Alla fine, il quadro politico si è definitivamente composto: i candidati ufficiali alla carica di sindaco per le elezioni comunali di maggio sono addirittura sei.

Un numero così elevato fotografa con chiarezza la forte frammentazione del panorama politico cittadino e il peso crescente di personalismi che hanno inciso nella costruzione delle candidature e degli schieramenti.

A contendersi la guida del Comune ci sarà il sindaco uscente Ottavio De Nuzzo, sostenuto tra gli altri da Fratelli d’Italia e intenzionato a cercare la riconferma dopo l’esperienza amministrativa degli ultimi anni.

In campo anche Laura Parrotta, già vicesindaca, alla guida di una propria coalizione civica che raccoglie anche esponenti dell’area moderata locale rimasti delusi dalla gestione amministrativa attualmente in carica.

Tra i candidati figura inoltre Marcello Torsello, anch’egli già vicesindaco e assessore in precedenti giunte comunali, scelto come riferimento politico dei Verdi.

Correrà poi Marco Nuzzo, segretario cittadino del Partito Democratico, sostenuto da una coalizione che mette insieme il Pd e diverse realtà civiche del territorio.

Nella competizione elettorale ci sarà anche Luigi Anastasia, candidato sostenuto dal movimento “GenerAzione Casarano” insieme al Movimento 5 Stelle.

Chiude il lotto dei contendenti Giuseppe Panico, in corsa con la lista “Sogna Casarano”.

Il dato politico più evidente, dunque, è che i candidati sindaco siano addirittura sei: una moltiplicazione di nomi e liste che evidenzia divisioni interne, difficoltà di sintesi tra le forze politiche e la prevalenza di dinamiche personali rispetto a progetti condivisi e coalizioni compatte.

Il tutto contribuisce a alimentare ciò che è già irresistibilmente divertente (oltre che umano) nelle campagne elettorali di provincia: si sforzano di apparire come le grandi sfide nazionali, ma con meno trucco e più verità, come quando vedi una commedia famosa rifatta all’oratorio, le battute sono le stesse, ma si sente il cigolio delle quinte.

A Casarano, in queste settimane, i candidati spuntano con la puntualità delle zanzare ad agosto: inevitabili, rumorosi e tutti convinti di essere indispensabili all’ecosistema.

IL LESSICO DELLA CAMPAGNA PERMANENTE

Ognuno ha la propria narrazione, spesso epica, talvolta mistica.

C’è chi “riparte” (verbo che in politica ha la stessa elasticità del pongo) e chi si sacrifica “per puro senso del dovere”, come se la candidatura fosse una specie di servizio militare obbligatorio.

Il lessico è quello noto: “bello”, “visione”, “partecipazione”, una specie di rosario laico che si snocciola con devozione, mentre i programmi restano più o meno nello stato embrionale di un’idea appuntata su un tovagliolo al bar.

I CANDIDATI E LE FIRME

E poi c’è il grande bluff degli equilibri, dove le decisioni vere maturano altrove, lontano da occhi e orecchie locali (e questo tanto a sinistra, quanto a destra), come i sughi sugli scaffali che cuociono piano in cucine inaccessibili mentre Casarano, nel frattempo, apparecchia la tavola e aspetta che qualcuno le dica cosa toccherà mangiare.

Ma tra una dichiarazione e il video social che abbiamo già capito che ci faranno compagnia in questi mesi, emerge un dettaglio che rischia di trasformare l’epica in farsa e cioè mettere insieme una lista.

Undici nomi (almeno e rispettando la parità di genere), non undici comparse, ma undici persone vere, disponibili, motivate e possibilmente non in fuga dopo il primo incontro organizzativo.

PARTITA A TETRIS

Dovrebbe essere semplice invece per alcuni sta diventando un’impresa che, meglio giudicare da certe dinamiche, assomiglia più a una partita a Tetris di livello esperto piuttosto che semplice esercizio democratico.

Incastri difficili, pezzi che non combaciano, e quella sensazione costante che manchi sempre l’elemento giusto.

Come se non bastasse poi, servono anche circa 200 firme “vere”, non follower e nemmeno like, ma firme autografe, con nome, cognome e pazienza compressa.

Una raccolta che, per alcuni, rischia di assomigliare a quelle missioni impossibili dei videogiochi anni ’90: senza salvataggi intermedi e con il rischio di dover ricominciare da capo.

I CITTADINI ASPETTANO QUALCOSA DI DIVERSO

È qui che la politica locale raggiunge vette di surrealismo degne di una commedia all’italiana: perché se a parole siamo tutti pronti a “cambiare la città”, nei fatti trovare undici candidati e duecento firme può diventare complicato quanto organizzare una cena di Natale senza litigi.

A sentir certe voci, in questa palude organizzativa sembrerebbero impantanati almeno due candidati che sono alle prese con una realtà che ricorda quei gruppi WhatsApp nati per “fare qualcosa di grande” e finiti con tre persone che rispondono e otto che leggono senza mai scrivere.

Nel frattempo, il racconto continua, tra conversioni improvvise, ritorni strategici e movimenti civici dai nomi che sembrano slogan motivazionali; i casaranesi osservano e aspettano qualcosa di diverso: meno teatro, meno casting improvvisati e più autenticità, perché alla fine, tra chi guida e chi viene guidato, la differenza si vede e non servono poi né slogan, né firme per capirlo ma solo un po’ di attenzione (e magari anche un pizzico di memoria).

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