Le scuole aprono prima, gli autobus restano fermi: la protesta di una mamma

Per la rubrica Riceviamo & Pubblichiamo, ospitiamo l’intervento di una madre di Castrignano del Capo. Quello dei disagi affrontati dagli studenti pendolari non è un argomento nuovo per il Gallo: sul tema si torna praticamente all’inizio di ogni anno scolastico.

Questa volta la segnalazione riguarda l’avvio anticipato delle lezioni in alcuni istituti superiori, mentre i servizi di trasporto di S.T.P. e S.E.A.T. non sarebbero ancora operativi.

Un disallineamento che costringe molti genitori a modificare turni e orari di lavoro e provoca un consistente aumento del traffico nei pressi delle scuole.

«Gentile Redazione,

scrivo per portare all’attenzione della stampa locale una situazione che, anche quest’anno, sta creando notevoli disagi a numerose famiglie in occasione dell’inizio delle lezioni presso gli istituti di istruzione secondaria superiore.

Come ormai avviene da diversi anni, alcuni istituti hanno scelto, nell’ambito della propria organizzazione interna del calendario scolastico e della gestione dei periodi di sospensione delle lezioni, di anticipare l’avvio delle attività didattiche rispetto alla data prevista dal calendario regionale della Puglia, fissata per il 17 settembre 2026.

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Una scelta che, se da un punto di vista strettamente organizzativo può rientrare nelle prerogative delle istituzioni scolastiche, determina però un problema concreto per le famiglie, soprattutto perché il servizio di trasporto scolastico da parte di S.T.P. e S.E.A.T. non risulta ancora operativo fino alla data di inizio ufficiale prevista dal calendario regionale.

Il risultato è una situazione paradossale: gli studenti sono chiamati a frequentare le lezioni giorni prima dell’avvio del servizio di trasporto, dal 14/09/2026, mentre i genitori sono costretti a riorganizzare completamente le proprie giornate per accompagnare e riprendere i figli.

Per molte famiglie questo significa chiedere permessi dal lavoro, modificare turni e orari, affrontare quotidianamente spostamenti aggiuntivi e perdere tempo prezioso. Una difficoltà particolarmente pesante per chi arriva fuori dal Comune, per chi ha più figli da accompagnare o per chi non dispone di mezzi propri.

A ciò si aggiunge un’altra conseguenza evidente: l’incremento sproporzionato del traffico nelle vicinanze degli istituti scolastici, con automobili che si concentrano negli stessi orari per accompagnare gli studenti. Ne derivano code, difficoltà di parcheggio, rallentamenti e una situazione di forte congestione proprio nelle ore di ingresso e di uscita da scuola.

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Non si tratta, quindi, semplicemente di qualche giorno di disagio. È una problematica che si ripresenta da anni e che coinvolge famiglie, studenti, lavoratori e viabilità cittadina.

La domanda che vorrei porre pubblicamente, attraverso la stampa locale, è molto semplice: se si decide di anticipare l’inizio delle lezioni rispetto alla data regionale, perché non viene garantita contestualmente la piena operatività dei servizi necessari a rendere concretamente possibile la frequenza scolastica, a partire dal trasporto?

È comprensibile che le scuole abbiano esigenze organizzative e che possano adottare una propria articolazione del calendario. Tuttavia, tali decisioni non possono ricadere interamente sulle famiglie, soprattutto quando gli effetti erano prevedibili e il problema si ripete ormai da anni.

Sarebbe auspicabile che, per il futuro, istituzioni scolastiche, Comune e soggetti responsabili del trasporto si confrontassero preventivamente, affinché l’organizzazione del calendario scolastico e quella dei servizi siano coordinate e non producano situazioni di questo tipo.

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Chiedo pertanto alla vostra Redazione di voler approfondire la questione e di dare voce alle famiglie che in questi giorni si trovano a dover affrontare un disagio che, a mio avviso, merita maggiore attenzione da parte delle istituzioni.

Grazie per l’attenzione e per il lavoro di informazione che svolgete sul territorio».