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Le fiamme più alte sono state domate, ma a Lequile l’emergenza ha semplicemente cambiato volto. Ora la preoccupazione riguarda ciò che l’incendio può aver lasciato dietro di sé, mentre nell’area dell’ecocentro continuano le operazioni per eliminare definitivamente ogni residuo del rogo.
A rendere difficile il lavoro dei soccorritori è soprattutto il materiale plastico investito dal fuoco. Le balle accatastate nel sito hanno trattenuto temperature elevatissime e, in alcuni punti, all’interno della massa restano zone ancora incandescenti. Per questo i mezzi meccanici stanno separando e movimentando il materiale, permettendo ai vigili del fuoco di intervenire nei punti altrimenti irraggiungibili.
Il fumo che ancora si solleva dalla zona rappresenta l’altro elemento sotto osservazione. Le correnti d’aria ne modificano continuamente la traiettoria, spostando di volta in volta l’attenzione sulle aree sottovento.
Il rogo aveva avuto origine sabato 29 agosto, nel primo pomeriggio, all’interno della pineta che corre lungo la statale 101. In poco tempo il fronte delle fiamme aveva guadagnato terreno fino a raggiungere l’ecocentro, rendendo necessario un intervento particolarmente complesso. Sul posto erano confluite squadre dei vigili del fuoco provenienti anche da altre aree della Puglia, insieme ai volontari della Protezione civile e a mezzi dell’Aeronautica militare e dell’Esercito.
La richiesta di verifiche scientifiche
Con il protrarsi delle operazioni, il Comune ha deciso di affiancare alla gestione dell’emergenza una fase di approfondimento ambientale. Il sindaco Vincenzo Carlà ha chiesto il coinvolgimento dell’Università del Salento per verificare con strumenti scientifici le possibili conseguenze dell’incendio.
Nella mattinata del primo settembre è partita una comunicazione indirizzata alla rettrice Maria Antonietta Aiello, con la richiesta di mettere a disposizione competenze specialistiche per controllare le diverse componenti ambientali interessate dall’evento.
L’amministrazione comunale intende così ottenere un quadro più preciso non solo della situazione attuale, ma anche di eventuali effetti che potrebbero manifestarsi nel tempo.
Chiesto un tavolo tra gli enti
La questione è stata portata anche all’attenzione della Prefettura di Lecce. Contestualmente sono stati coinvolti Provincia, Arpa, Asl e Dipartimento di prevenzione della Regione Puglia, con la richiesta di costituire in tempi rapidi un tavolo tecnico-operativo.
L’obiettivo è mettere insieme competenze, analisi e dati, così da seguire in maniera coordinata l’evoluzione della situazione e stabilire se saranno necessari ulteriori interventi o monitoraggi.
A Lequile, dunque, la fase dello spegnimento lascia progressivamente spazio a quella degli accertamenti. E mentre sotto ciò che resta delle balle bruciate si cercano gli ultimi punti caldi, l’attenzione si sposta su ciò che ancora non si vede.




