Gentili signori, ho assistito per caso ad un notiziario trasmesso da una tv locale, nel corso del quale si dava notizia dell’attività svolta dalla vostra associazione in favore di bambini affetti da gravi patologie. Vi confesso che il servizio ha suscitato in me sconcerto e indignazione nel momento in cui sono stati pubblicizzati i nomi dei bambini, gli importi destinati a ciascuno di loro, persino le patologie, con riferimento alla situazione economica della famiglia. E’ INAUDITO!!! E non mi riferisco, sia chiaro, alla legge sulla privacy, alla quale, in Italia, ci appelliamo solo quando ci fa comodo, ma alla dimensione Etica e, per quanto mi riguarda, Cristiana della Solidarietà. Termini come Solidarietà e Volontariato sono sinonimi di Dono. Ma è necessario che il Dono sia gratuito e discreto perché sia veramente tale, perché non mortifichi e offenda la sensibilità di chi lo riceve, perché non sia “spettacolarizzata” la sofferenza, puntando di fatto i riflettori su chi dona piuttosto che sull’importanza di buone prassi da diffondere. Esistono associazioni di volontariato che perseguono da sempre la duplice strada degli interventi individualizzati e delle battaglie per la realizzazione di strutture e infrastrutture che offrono, sul territorio, servizi adeguati a chi soffre e sostegno alle famiglie. Col tempo, il rapporto si rivela inversamente proporzionale e all’aumentare dei servizi sul territorio si riducono le richieste di interventi individualizzati. Questo modo di operare crea sviluppo autentico, diffonde la cultura della Solidarietà, combatte la pratica di un assistenzialismo equivoco, ma soprattutto è rispettoso della Persona e della sua Dignità.
“cui fu donato in copia, doni con volto amico, con quel tacer pudico che accetto il don ti fa”. (A. Manzoni)
Rita Pizzoleo



