In provincia di Lecce le leucemie, i mielomi e i tumori linfatici sono in linea con la media regionale e nazionale. Anzi, anche al di sotto.
Sono un centinaio, ogni giorno, le visite ai pazienti nel day hospital e nell’ambulatorio di Ematologia dell’Oncologico al “Vito Fazzi”. Questo non vuol dire un centinaio di patologie. “Significa soltanto”, ha spiegato Nicola Di Renzo, direttore del reparto di Ematologia e trapianto di cellule staminali al “Vito Fazzi” e delegato della Società italiana di Ematologia in Puglia, nel corso dell’incontro con gli internisti, “che il medico di famiglia, di fronte al valore dell’emocromo alterato, manda il paziente da noi”.
Paziente che al Fazzi trova un’offerta completa, di diagnosi e terapie, perché l’Ematologia di Lecce è bene inserita nel contesto nazionale.

La svolta che ha favorito una maggiore attenzione verso i pazienti anziani è stata sicuramente l’introduzione dei nuovi farmaci biologici (anticorpi monoclonali), che completano la classica chemioterapia. Molecole che costano ancora troppo e che impongono ai medici una più attenta selezione nell’arruolamento del paziente.
“L’elevato costo dei farmaci biologici”, ha chiarito Di Renzo, “è un problema che non deve riguardare il medico. Noi però possiamo contenere i costi ottimizzando l’impiego dei farmaci, limitando la prescrivibilità solo ai centri specialistici e individuando i pazienti che possono giovarsi più di altri di alcuni farmaci”.
Oggi, sempre più pazienti affetti da leucemia o da mielomi, vengono trattati con i nuovi costosi farmaci che in molti casi portano alla cronicizzazione o alla guarigione.
“Quasi tutti i pazienti fanno terapie di combinazione”, ha detto ancora Di Renzo, “La chemio classica associata al farmaco biologico. Circa il 70% fa chemio e terapia biologica e un 25 – 30% si giova solo della terapia biologica. Oggi”, ha concluso, “non c’ è nessun paziente anziano per il quale non ci sia una medicina che possa migliorare la sua malattia”.



