Segui ilGallo Live News su WhatsApp clicca qui
Dalle fototrappole in grado di riconoscere ogni singolo esemplare di lince ai sonar che scrutano i fondali, passando per i sistemi destinati all’individuazione tempestiva degli incendi e gli strumenti per una pesca più sostenibile.
Lunedì 31 agosto, dalle 9 alle 18,30, il Demo Center del Convitto Palmieri di Lecce ospiterà AI4Nature – Computer Vision and AI for Environmental Monitoring, Biodiversity Analysis, and Ecosystem Restoration, workshop internazionale dedicato alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nella tutela dell’ambiente.
L’incontro, fruibile anche online, riunirà ricercatori, ecologi, biologi marini e responsabili di aree protette. L’obiettivo è avvicinare la ricerca tecnologica alle esigenze concrete di enti ambientali, amministrazioni pubbliche, gestori del territorio e decisori politici.
Quindici studi tra terra, foreste e mare
Il programma comprende quindici lavori scientifici, testimonianza della varietà degli ambiti nei quali l’intelligenza artificiale può offrire un contributo. Tra i progetti figurano sistemi per prevedere il trasporto di nitrati e fosfati verso la laguna spagnola del Mar Menor, metodi per identificare oltre cento linci attraverso le immagini delle fototrappole e strumenti capaci di tradurre i dati raccolti in indicazioni utili alla pianificazione delle pattuglie antibracconaggio.
Una sessione sarà dedicata alle foreste e ai rischi ambientali. Si parlerà di inventario forestale e stima della biomassa attraverso droni e tecnologia LiDAR, riconoscimento degli incendi come anomalie visive, rilevamento notturno delle traiettorie dei pipistrelli nei pressi degli impianti eolici e realizzazione di mappe integrate di allagamenti, edifici danneggiati e strade interrotte dopo eventi meteorologici estremi.
Ampio spazio sarà riservato agli ecosistemi marini: dalla navigazione autonoma al riconoscimento delle imbarcazioni nelle immagini radar, fino al monitoraggio subacqueo delle popolazioni ittiche. Saranno presentati anche GeoCAM, sviluppato con il contributo del CNR-ISASI, che collega immagini sonar e ottiche dello stesso fondale senza ricorrere ad annotazioni manuali, ed EyeOnFishCatch, sperimentato su 74 specie mediterranee.
Un altro studio riguarderà il riconoscimento automatico delle tane dello scampo Nephrops norvegicus, con particolare attenzione alla capacità dei modelli di adattarsi ai cambiamenti di luce, torbidità e contesto geografico.
Dai dati alle scelte pubbliche
Tra gli interventi in programma quelli di Lisandro Benedetti Cecchi dell’Università di Pisa, dedicato alle sfide del monitoraggio della biodiversità marina; Silvia Zuffi del CNR-IMATI, che approfondirà la ricostruzione tridimensionale dei delfini e la separazione delle sorgenti sonore dei pesci; Katija Kakani del Monterey Bay Aquarium Research Institute, che illustrerà FathomVerse e il ruolo della citizen science nell’interpretazione delle immagini subacquee.
A chiudere il workshop sarà il panel “From Pixels to Policy: How Can Artificial Intelligence Drive the Next Decade of Environmental Action?”, incentrato sul passaggio dalla sperimentazione tecnologica alle decisioni pubbliche.
Il confronto coinvolgerà università, CNR, Stazione Zoologica Anton Dohrn e rappresentanti delle Aree marine protette di Torre Guaceto e Porto Cesareo.
Al centro della discussione l’affidabilità e la trasparenza dei sistemi, l’accessibilità dei dati, il trasferimento tecnologico e la traduzione delle previsioni in interventi verificabili sul territorio.
La Puglia laboratorio europeo per l’ambiente
Il workshop si inserisce nel percorso avviato attraverso il PNRR e valorizza le competenze maturate dal National Biodiversity Future Center e dalla Fondazione FAIR – Future Artificial Intelligence Research.
Nello stesso quadro si sviluppa il progetto nazionale “AI4Nature – Intelligenza Artificiale per il Rischio Ambientale e il Restauro della Biodiversità”, nato per integrare dati, modelli, sensori e sistemi robotici nel monitoraggio e nel recupero degli ecosistemi.
Un ruolo centrale è affidato alla Puglia. Il CNR-ISASI di Lecce lavora su droni per il controllo marino-costiero, navigazione autonoma, immagini iperspettrali, microscopia olografica per diatomee e microplastiche e veicoli di superficie alimentati dal sole e dal vento. L’Università Aldo Moro di Bari contribuisce con le proprie competenze nei modelli multimodali, robusti e spiegabili e nei sistemi di supporto alle decisioni.
«La sfida non è semplicemente aggiungere un algoritmo a un sensore, ma costruire una catena affidabile che trasformi immagini, suoni e dati ambientali in indicazioni comprensibili per chi deve proteggere un ecosistema. Con AI4Nature portiamo a Lecce ricercatori, ecologi e gestori di aree protette perché l’eredità scientifica di NBFC e FAIR diventi capacità operativa: monitorare prima, decidere meglio e intervenire con minore impatto. La Puglia, grazie alle competenze del CNR-ISASI di Lecce e dell’Università di Bari, può diventare un laboratorio europeo di intelligenza artificiale per il mare, le foreste e la biodiversità», sottolinea Paolo Spagnolo del CNR-ISASI, componente del comitato organizzatore.
Quattro giorni con AVSS 2026
AI4Nature aprirà la ventiduesima edizione di AVSS – Advanced Visual and Signal-Based Systems, organizzata a Lecce dal CNR-ISASI dal 31 agosto al 3 settembre.
La manifestazione proporrà oltre cento contributi scientifici e coinvolgerà circa 150 docenti, ricercatori e professionisti provenienti da diversi Paesi.
Dopo l’anteprima del 31 agosto al Convitto Palmieri, da martedì 1 a giovedì 3 settembre la conferenza principale si trasferirà al Castello Carlo V, con sessioni scientifiche, presentazioni, incontri con il mondo industriale e attività di networking. Tutti i lavori accettati saranno pubblicati sulla piattaforma IEEE Xplore.



