L’UDS si prepara alla mobilitazione dell’8 ottobre

“Nella settimana in cui il mondo del sapere e della conoscenza si mobilita, insieme a quello del lavoro, contro le politiche scellerate del Governo e contro la crisi, anche l’Unione Degli Studenti fa la sua parte. A due anni dall’inizio della “riforma” Gelmini iniziamo, tutti quanti, a pagarne il salatissimo prezzo: classi da 35 alunni, didattica scadente, scuole in cui molti studenti non hanno a disposizione il banco e la sedia per seguire la lezioni, aule inesistenti, stage formativi senza poliza assicurativa ne docente che segua lo studente nella formazione professionale e altro ancora. Ricordiamo che questa “riforma” è stata fatta passare come una svolta epocale, in realtà la Scuola Pubblica italiana va a rotoli ad unico vantaggio delle private e di chi se le può permettere: si sta formandosi una nuova scuola antisociale. Tutto ciò ha avuto inizio con le scuole elementari, ha travolto le scuole superiori ed ora sta minando pesantemente il sistema universitario.

Per questo, tutti, studenti medi, universitari, ricercatori e dottorandi, docenti di ruolo e precari, ci siamo uniti in un fronte unico di protesta a difesa della Scuola Pubblica e del Sapere e per l’Altrariforma, una riforma nata dal basso, con piccoli esempi di didattica alternativa applicabili in ogni scuola fino a grandi rivendicazioni nazionali. In questa settimana abbiamo coinvolto nuove forze lanciando il nostro appello, incontrando gli studenti, i rappresentanti d’istituto, i responsabili delle istituzioni e i docenti nelle scuole, durante le assemblee e i dibattiti organizzati per l’occasione. Venerdì 8 ottobre, data di mobilitazione nazionale, a Lecce un grande corteo partirà alle 9 dalla stazione per giungere in uno dei simboli della cultura a rischio, l’Ateneo, dove avrà luogo una assemblea degli studenti medi, universitari, dei docenti e di tutte le categorie che appoggiano la protesta. Siamo tutti sulla stessa barca, chi uscirà da ‘questa’ scuola e da ‘questa’ università non avrà altra scelta che non sia quella di diventare precario. Noi studenti medi non possiamo permetterlo, è stato rapito il nostro futuro”.

Unione degli Studenti Provincia di Lecce