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Un progetto nato per restituire alla città uno spazio di cultura, creatività e partecipazione e che, secondo ARCI-Biblioteca di Sarajevo, si sarebbe invece trasformato in un’occasione mancata. È quanto sostiene il direttivo dell’associazione in una nota dedicata alla vicenda del Mercato Coperto di Maglie e al progetto finanziato nell’ambito del bando regionale “Luoghi Comuni”.
Nella comunicazione viene ricordato come il programma della Regione Puglia sia nato per recuperare e valorizzare immobili pubblici inutilizzati, affidandoli a realtà capaci di animarli attraverso iniziative culturali e sociali. Nel 2023, si legge nella nota, anche il Mercato Coperto di Maglie era stato individuato dall’Amministrazione comunale per partecipare al bando.
Il progetto presentato da un gruppo di associazioni, con ARCI Artelica di Soleto come capofila e ARCI-Biblioteca di Sarajevo tra i partner, era risultato vincitore. Le associazioni riferiscono di aver investito tempo, energie e risorse nella preparazione delle attività e nella prospettiva di restituire lo spazio alla città.
I problemi sarebbero però emersi successivamente. Secondo la ricostruzione fornita dal direttivo, dopo una serie di intoppi burocratici, quando il progetto era ormai pronto a entrare pienamente nel vivo sarebbe venuta alla luce una questione relativa alla destinazione catastale dell’immobile.
Nella nota si legge che il Mercato Coperto risultava censito con destinazione «uso ufficio» e che questa condizione avrebbe impedito di realizzare buona parte delle iniziative previste e già inserite nel progetto approvato. L’associazione sottolinea come lo stesso immobile fosse stato in precedenza indicato dal Comune per la partecipazione al bando regionale.
Le conseguenze, sempre secondo quanto riferito da ARCI-Biblioteca di Sarajevo, sarebbero state pesanti sul programma culturale. Concerti, spettacoli teatrali, stand-up comedy e altri appuntamenti aperti al pubblico non avrebbero potuto trovare spazio secondo quanto inizialmente programmato.
Le associazioni spiegano di aver comunque proseguito con le attività compatibili con la situazione, riuscendo però a realizzare soltanto una parte limitata del progetto originario. A luglio, riferisce ancora il comunicato, si sarebbe quindi arrivati alla decisione di restituire l’immobile, proprio per l’impossibilità di portare avanti il programma nella sua interezza.
Da qui le domande sollevate pubblicamente dal direttivo. «Com’è possibile mettere a bando uno spazio destinato alla cultura senza verificare che fosse realmente utilizzabile per la cultura?», si legge nella nota.
Una vicenda che l’associazione considera di interesse collettivo, richiamando il valore degli spazi pubblici e delle opportunità di crescita culturale per la città.
Il comunicato si chiude con una presa di posizione netta: «Perché gli spazi pubblici appartengono a tutti. Perché la cultura merita rispetto. Perché Maglie non può permettersi altre occasioni perdute».




