Morte sul lavoro a Montesano, UIL e CISL chiedono più sicurezza sul lavoro

«Siamo sconvolti e indignati per l’ennesima tragedia sul lavoro che colpisce il Salento. Un operaio di appena 33 anni ha perso la vita mentre svolgeva il proprio lavoro a Montesano Salentino, impegnato nei lavori per il cablaggio della fibra. Ancora una vita spezzata mentre si lavora, ancora una famiglia distrutta, ancora un lavoratore che non farà ritorno a casa. A nome della UIL di Lecce esprimo innanzitutto il nostro cordoglio ai familiari della vittima, ai colleghi e a tutta la comunità colpita da questa tragedia». Lo dichiara Mauro Fioretti, Coordinatore territoriale della UIL di Lecce.

«Solo negli ultimi mesi – rimarca – il Salento ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite spezzate nei cantieri, nelle aziende e nei luoghi di lavoro. È un bollettino che non può e non deve diventare normale. Ogni incidente mortale rappresenta una sconfitta per l’intero Paese e dimostra che sulla sicurezza c’è ancora troppo da fare. Servono azioni concrete: più ispettori, controlli più frequenti, formazione reale e continua, investimenti in prevenzione e una responsabilità piena e condivisa lungo tutta la filiera degli appalti e dei subappalti. Le norme ci sono, ma devono essere applicate con rigore. Ogni ritardo, ogni superficialità, ogni risparmio sulla sicurezza possono trasformarsi in una condanna a morte. Per questo la UIL continuerà a portare avanti con determinazione la campagna “Zero Morti sul Lavoro”, chiedendo che il diritto alla salute e alla sicurezza diventi una priorità assoluta per istituzioni, imprese e datori di lavoro. Non possiamo limitarci a piangere le vittime dopo ogni tragedia: è ora di prevenirle».

Alle parole della UIL si aggiunge l’intervento della CISL di Lecce, che esprime profondo dolore e il più sentito cordoglio per la tragica scomparsa del giovane operaio.

«La perdita di una vita così giovane, spezzata mentre cercava dignità attraverso il lavoro, è una ferita profonda per tutta la nostra comunità e per l’intero mondo sindacale», dichiara Donato Congedo, segretario territoriale della CISL Lecce.

«Ci stringiamo con forza attorno alla famiglia della vittima in questo momento di inaccettabile dolore. Nella nostra provincia da gennaio 2026 è la quarta persona che non fa ritorno a casa dopo essere uscita per recarsi al lavoro. Anche le denunce di infortunio, secondo i dati Open Data INAIL, risultano in aumento nel nostro territorio. Siamo passati dalle 1.870 del periodo gennaio-maggio 2025 alle 1.905 dello stesso periodo di quest’anno».

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Di fronte all’ennesima tragedia, la CISL Lecce ribadisce che la sicurezza deve rappresentare il pilastro fondamentale di ogni attività produttiva. Prevenzione e formazione, sottolinea il sindacato, sono gli strumenti principali per contrastare il fenomeno degli incidenti sul lavoro.

La CISL chiede controlli rigorosi e l’applicazione ferrea delle norme di sicurezza, insistendo sulla necessità di una formazione continua, mirata e accessibile a tutti i lavoratori.

Una riflessione viene riservata anche al nodo dei subappalti. La catena degli affidamenti, evidenzia il sindacato, non può tradursi in una riduzione delle tutele o in un indebolimento dei protocolli di sicurezza. A chi opera in subappalto devono essere garantiti gli stessi standard di protezione riconosciuti agli altri lavoratori.

«Prevenzione e formazione sono le uniche reali alleate che abbiamo per fronteggiare e arrestare questo tragico e insopportabile stillicidio di vite umane sul lavoro», incalza Congedo.

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«Non possiamo assistere inermi a quotidiane tragedie. Chiediamo che venga fatta immediata luce sulla dinamica dell’incidente dalle autorità competenti, ma soprattutto esigiamo un impegno corale e straordinario da parte di istituzioni, imprese e organi di vigilanza. Lavorare per vivere non può significare rischiare di morire».