Nardò, agrivoltaico a Maramonti: l’allarme per il sito neolitico degli Anelli di Arneo

C’è un lembo di Arneo che, visto dall’alto, mostra una geometria tanto insolita da essersi guadagnato negli anni un nome suggestivo: “Atlantide salentina”. È l’area degli Anelli di Arneo, tra Masseria Maramonti e le campagne di Nardò, oggi al centro di un confronto che mette uno accanto all’altro archeologia, tutela del paesaggio e produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il soprannome nasce dalla presenza di ampie strutture concentriche visibili soprattutto nelle immagini aeree, estese per oltre due chilometri e con un anello centrale di circa cento metri. Una conformazione che ha evocato, nell’immaginario di studiosi e appassionati, la descrizione platonica di Atlantide, con i suoi cerchi concentrici e la collocazione in una pianura vicina al mare. Un accostamento suggestivo, naturalmente, mentre l’origine degli anelli resta ancora da chiarire e potrebbe essere geologica, antropica oppure il risultato di più fenomeni sovrapposti.

A dare però consistenza archeologica alla vicenda sono state le indagini condotte nell’area di Masseria Maramonti. I saggi eseguiti nel 2024 hanno portato alla luce un insediamento articolato riferibile al Neolitico recente/finale, tra il V e il IV millennio avanti Cristo, con tracce di capanne e buche per pali, ceramiche, ossidiana, strutture interpretate come cultuali e tombe scavate nel banco roccioso.

La Soprintendenza ha definito il contesto di «eccezionale interesse», sottolineando la compresenza di aree abitative, rituali e funerarie e la buona conservazione delle testimonianze. Nel giugno 2025 la Commissione regionale per il Patrimonio culturale della Puglia ha quindi dichiarato l’interesse culturale dell’insediamento individuato.

Parallelamente è proseguito l’iter del progetto energetico. Con la determinazione n. 213 del 6 agosto 2026, la Regione Puglia ha rilasciato l’Autorizzazione Unica per il “Progetto Agrovoltaico Maramonti”, impianto da 65,7202 MWe con opere previste nei territori di Nardò e Leverano.

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Ed è proprio la vicinanza tra le aree interessate dal progetto e quelle archeologicamente sensibili a riaccendere le preoccupazioni. Il comitato civico “Salvar gli Anelli di Arneo” sostiene che il quadro delle presenze nel sottosuolo potrebbe essere più ampio rispetto alla porzione già sottoposta a tutela e chiede, prima dell’avvio dei lavori, una campagna estesa di indagini con georadar e magnetometria sull’intero podere di Masseria Maramonti.

Sul tavolo c’è anche il possibile tracciato dell’antica Via Augusta Sallentina, l’arteria messapica e poi romana che, secondo la ricostruzione dell’archeologo Giovanni Uggeri richiamata nel dossier, attraverserebbe proprio questa zona.

La richiesta del comitato è dunque quella di ampliare le verifiche e le misure di salvaguardia prima che il cantiere entri nella fase operativa. Perché dietro il nome affascinante di “Atlantide salentina” resta una questione molto concreta: capire quanto sia esteso il patrimonio ancora sepolto sotto quelle campagne e fino a che punto possa convivere con la trasformazione energetica prevista nell’area.