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Attualità

Parte “R.I.N.N.O.V.A.”: Regione Puglia e Arpal avviano il ciclo di incontri rivolti alle imprese

Ieri, presso la Camera di Commercio di Lecce, è stata presentata la rassegna ideata dai Centri per l’Impiego per supportare le imprese del territorio nel potenziamento delle competenze e nell’innovazione dei processi. Il ciclo di incontri è stato organizzato da ARPAL Puglia in collaborazione con Regione Puglia, Camera di Commercio di Lecce, Unioncamere Puglia e Ordine dei Consulenti del Lavoro di Lecce

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Servizi alle imprese rinnovati e avvisi pubblici per incentivare l’inclusione lavorativa di persone con disabilità: ieri, presso la Camera di Commercio di Lecce, ha preso il via R.I.N.N.O.V.A. Rilanciamo Idee Nuove e Network Operativi per il Valore Aziendale, la rassegna ideata dai Centri per l’Impiego per supportare le imprese del territorio nel potenziamento delle competenze e nell’innovazione dei processi.


Gli appuntamenti proseguiranno periodicamente fino a novembre e vedranno il coinvolgimento attivo delle associazioni datoriali.


«Con piacere la Camera di Commercio di Lecce affianca ARPAL nelle attività di diffusione di servizi dedicati alle imprese, oggi con un focus sul tema dell’inclusione. L’ente camerale, infatti, condivide con ARPAL l’impegno sul territorio relativamente al matching domanda-offerta di occupazione e alla valorizzazione e potenziamento delle competenze dei lavoratori» ha dichiarato Mario Vadrucci, presidente della Camera di Commercio di Lecce. E ancora: «Il sistema camerale interviene già nella fase finale del percorso di studi, con attività di orientamento, formazione e avvicinamento al mondo del lavoro, anche grazie al proprio Sistema Informativo Excelsior, unica rilevazione ufficiale nazionale che analizza i fabbisogni occupazionali delle imprese. Da qui, la naturale sinergia istituzionale che punta congiuntamente allo sviluppo del territorio di cui il lavoro è componente essenziale e che oggi si realizza in questa sala, intitolata all’On. Urso, rinnovando l’impegno ad avvicinare le persone, le imprese, i lavoratori alle Istituzioni».


Ad aprire i lavori, in mattinata, sono stati i saluti istituzionali di Francesco De Giorgio, segretario generale della Camera di Commercio di Lecce; Marta Basile, dirigente U.O. Coordinamento Servizi per l’Impiego dell’Ambito di Lecce di Arpal Puglia; Giuseppe Lella, dirigente della Sezione Politiche e Mercato del Lavoro della Regione Puglia, e Antonio Coluccia, presidente del Collegio dei Revisori dei Conti dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Lecce.


«Sono state oltre tremila – ha spiegato Marta Basilele imprese che nel 2025 si sono rivolte ai dieci Centri per l’Impiego dell’Ambito di Lecce. Sempre più strategico e specialistico è il servizio di incrocio domanda-offerta, gratuito e su misura per ogni azienda. Il matching viene effettuato tramite il portale Lavoro per Te Puglia, che lo scorso anno, solo nel Leccese, ci ha visto gestire 4.556 offerte (+3,4% rispetto al 2024) e 41.055 candidature (+12,21% rispetto al 2024)».


«Il coinvolgimento delle imprese – ha dichiarato Giuseppe Lella – rappresenta un tassello fondamentale nella strategia regionale per rendere il mercato del lavoro pugliese sempre più inclusivo e reattivo alle esigenze del tessuto produttivo. La nostra priorità è costruire un ponte solido tra le politiche pubbliche e le realtà aziendali, anche promuovendo un cambiamento culturale in cui la disabilità non sia percepita come un obbligo normativo, ma come un valore aggiunto per l’impresa. Attraverso gli avvisi regionali sugli accomodamenti ragionevoli e i prossimi incentivi per assunzioni e tirocini, mettiamo a disposizione delle aziende strumenti concreti per abbattere le barriere e investire nel capitale umano. È essenziale che le imprese conoscano e colgano queste opportunità: la Regione Puglia è al loro fianco per trasformare la responsabilità sociale in un motore di crescita e innovazione per l’intero territorio».


La tua impresa è il nostro lavoro” è stato il filo conduttore della presentazione dei servizi, con gli interventi di Susanna Gemma, responsabile Area Ido e Servizi alle Imprese dell’Ambito di Lecce di Arpal, e dei funzionari Marco Muscara e Teresa Conte.

È emerso un quadro di servizi completamente rivisti e potenziati, in grado di rendere Arpal un partner affidabile e conveniente per le imprese, con prestazioni erogate spesso direttamente presso le sedi aziendali e in tempi snelli.


Tra i punti di forza, ci sono le nuove modalità di svolgimento di reclutamenti in presenza e da remoto; un collegamento forte con la Strategia #mareAsinistra della Regione Puglia per l’attrazione e la valorizzazione dei talenti; le attività di consulenza su incentivi e sgravi per agevolare le assunzioni; la promozione di tirocini, anche extra Ue, e di corridoi lavorativi dall’estero; gli inserimenti lavorativi tramite il Collocamento mirato; la gestione delle crisi aziendali attraverso l’Ufficio vertenze collettive; il progetto speciale “S.T.O.P. Caporalato” e quelli che danno valore alla responsabilità sociale delle imprese, come Lavoro F.U.O.R.I. per l’inserimento lavorativo di persone detenute e P.R.I.S.M.A. per persone LGBTQIA+ , oltre a Li.DiA. e Ri.Vi.Vi. per l’accompagnamento al lavoro di donne fragili e vittime di violenza (qui il kit informativo per le imprese: https://tinyurl.com/4umdrjsw ).


Altrettanto cruciale il focus su “Disabilità, il valore aggiunto: le opportunità nel Programma regionale di collocamento mirato”, con Antonio Giampietro, garante regionale diritti persone con disabilità; Angela Pallotta, responsabile Area Politiche Attive e Collocamento Mirato, e Pierpaolo Miglietta, responsabile Area Rete Servizi per il Lavoro della Regione Puglia.


«Dobbiamo fare in modo che le persone che vengono assunte siano assunte per le loro competenze e perché siano utili alle imprese e agli enti e non perché siano un numero», è stato l’appello del garante.


Sono stati presentati tre avvisi pubblici regionali rivolti alle imprese: il primo, in scadenza il prossimo 30 settembre, riguarda gli accomodamenti ragionevoli e prevede contributi a rimborso per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità tramite l’adeguamento del posto di lavoro, il telelavoro e la rimozione di barriere architettoniche; il secondo e il terzo, di prossima pubblicazione, prevedono incentivi per l’assunzione e contributi per il finanziamento di tirocini extracurriculari riguardanti persone con disabilità, anche psichica o intellettiva (leggi qui per maggiori dettagli: https://tinyurl.com/b82nefst ).


A chiudere il primo appuntamento, le sessioni di Question Time, spazio aperto per domande e risposte, e di B2B, con scambi diretti tra i referenti aziendali ed esperti di Arpal Puglia.


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Collemeto ritrova il suo medico: torna un presidio di salute per la comunità

Dopo mesi di carenza sanitaria seguiti al pensionamento dell’ultimo titolare, il dottor Alessandro Trono guiderà il nuovo ambulatorio di assistenza primaria

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La frazione di Collemeto vince la sfida contro la carenza di assistenza sanitaria territoriale e ritrova finalmente il suo presidio di salute.

Dopo un periodo di incertezza seguito al pensionamento dell’ultimo medico titolare nel 2025, i cittadini possono ora contare sulla presenza costante del dottor Alessandro Trono, che guiderà il nuovo ambulatorio di assistenza primaria.

Il risultato è il frutto di una sinergia istituzionale in cui Antonio Giovanni De Maria, presidente
dell’Ordine dei Medici di Lecce e referente aziendale per le Cure Primarie della ASL di Lecce, ha speso le forze in un’azione di mediazione che ha fatto leva sulla sua profonda conoscenza delle dinamiche territoriali.

Il lavoro di concerto ha permesso il superamento delle criticità burocratiche e logistiche, creando le condizioni ideali per attrarre un nuovo professionista nella frazione.

Importante anche il ruolo dell’amministrazione comunale di Galatina per individuare una sede idonea, mettendo a disposizione e ristrutturando integralmente un suo immobile situato in via Sassari, nei pressi dell’ufficio postale e dell’anagrafe.

La scelta strategica del luogo trasforma l’area in un vero e proprio polo di servizi integrati per la cittadinanza. «Avevamo preso un impegno solenne per garantire la presenza di un medico di Medicina Generale a Collemeto – afferma il presidente De Mariae oggi possiamo dire di averlo mantenuto. Attraverso una certosina attività di concertazione tra Ordine, ASL e Comune, siamo riusciti a rispondere con efficacia alle richieste della comunità, garantendo quei principi di prossimità e fiducia che sono alla base del nostro sistema sanitario. Il dottor Trono saprà sicuramente interpretare al meglio le necessità assistenziali di questo territorio. Rafforzare la medicina di base è un tassello fondamentale per evitare accessi impropri ai Pronto soccorso e permettere agli ospedali di concentrarsi sulle acuzie, restituendo dignità alla cura territoriale. Come sempre l’Ordine è pronto e in prima linea per  tutelare i colleghi e la salute pubblica».

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Galatina, Fabio Vergine, che ha sottolineato
l’importanza dell’investimento strutturale compiuto dall’ente: «Come amministrazione abbiamo
voluto dare una risposta concreta e immediata mettendo a disposizione un immobile comunale
completamente a norma secondo le linee guida ASL. Restituire un ambulatorio moderno e funzionale a Collemeto significa investire sul benessere dei nostri concittadini, facilitando l’accesso alle cure e creando un punto di riferimento essenziale per le famiglie, proprio accanto agli altri uffici comunali di prossimità».

L’apertura dell’ambulatorio rappresenta un modello virtuoso di buona amministrazione e lavoro di
squadra, reso possibile anche grazie alla collaborazione del direttore del Distretto Socio Sanitario di
Galatina, Fabrizio Ciullo.

Da oggi, Collemeto non è più una periferia sanitaria, ma un esempio di come la cooperazione tra enti possa risolvere i problemi reali della popolazione.

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Un po’ di Casarano ai Giochi del Mediterraneo

Dalla provincia salentina ai grandi palcoscenici UEFA: la Green & Sport di Casarano protagonista della realizzazione dei terreni di gioco per gli impianti dei Giochi del Mediterraneo tra Taranto e Lecce

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di Antonio Memmi

A volte le eccellenze italiane non fanno rumore, non hanno uffici scintillanti a Milano, né manager che parlano inglese a ogni frase ma crescono lontano dai riflettori, in silenzio, tra competenza, sacrificio e chilometri macinati sui cantieri.

È il caso della Green & Sport di Casarano, un’azienda che da oltre trent’anni lavora dove il calcio vero comincia: sotto i piedi dei campioni.

Perché il prato di uno stadio non è un dettaglio estetico ma è tecnologia, ingegneria, agronomia e persino precisione chirurgica; è una macchina viva che deve reggere pioggia, sole, tacchetti, televisioni e milioni di euro di interessi. E quando UEFA e grandi consorzi di aziende e progettisti devono scegliere a chi affidare lavori delicatissimi, non guardano i proclami ma guardano la storia, i risultati e soprattutto l’affidabilità.

Non è un caso quindi che Green & Sport abbia appena firmato i contratti per due interventi tra i più importanti del panorama sportivo italiano. Il primo riguarda il nuovo terreno di gioco dello stadio “Erasmo Iacovone” di Taranto, impianto destinato a diventare un UEFA 3, cioè idoneo a ospitare competizioni europee fino alle semifinali di Champions League. Il secondo è ancora più prestigioso: il nuovo stadio di Lecce, omologato UEFA 4, il massimo standard possibile, quello che consente addirittura di ospitare una finale di Champions.

Dietro queste definizioni fredde e burocratiche si nasconde però un mondo di complessità enorme. In entrambe gli stadi infatti, il terreno di gioco dovrà essere completamente demolito, ricostruito da zero e a Lecce perfino spostato di quattro metri verso la tribuna. Non una semplice risistemazione, ma una trasformazione integrale.

E ogni fase dovrà ovviamente rispettare rigidissimi parametri UEFA: dalla stratigrafia del drenaggio all’impianto di irrigazione, fino alla risposta elastica con i materiali utilizzati del terreno. Nulla viene quindi lasciato al caso, soprattutto l’erba che poi è il risultato finale di tanto lavoro. Per entrambe gli stadi sarà utilizzata erba naturale in macroterma, quella che nel linguaggio comune viene chiamata “gramigna”.

Questa è una scelta tecnica precisa, studiata per resistere alle temperature del Sud e garantire durata, compattezza e capacità di recupero. Le zolle arriveranno a bordo di almeno 25 camion bilico refrigerati, in big roll lunghi 10 metri e larghi 1,20.

Un’operazione logistica impressionante, quasi militare per organizzazione e tempistiche. La vera impresa, però, è un’altra: i due lavori infatti dovranno procedere quasi in contemporanea quando già uno soltanto basterebbe a impegnare uomini, mezzi e competenze per mesi. I tempi quindi sono strettissimi, perché gli impianti dovranno essere pronti per i Giochi del Mediterraneo, con Taranto destinata addirittura a ospitarne la cerimonia inaugurale.

In questo scenario ad altissima pressione, dove ogni errore può trasformarsi in un problema mondiale, la scelta è ricaduta proprio su una realtà di Casarano; e questa non è soltanto una notizia sportiva ma è una notizia che riguarda un territorio intero.

Perché Green & Sport non arriva qui per caso. Negli anni ha lavorato su impianti che hanno ospitato gare internazionali e match di livello FIFA, costruendo credibilità sul campo, nel senso più letterale possibile del termine, senza marketing aggressivo, senza slogan ma solo con la professionalità. E forse è proprio questa la lezione più bella, in un’Italia che troppo spesso racconta il Sud come periferia dell’eccellenza, c’è invece un’azienda salentina che viene scelta per realizzare campi destinati al calcio internazionale più importante; significa che competenza, serietà ed esperienza possono ancora vincere sulle geografie e sulle conoscenze.

Casarano, stavolta, non è semplicemente il luogo da cui parte un’impresa ma è il simbolo di una professionalità che ha saputo conquistarsi il rispetto nazionale metro dopo metro (o zolla dopo zolla).

 

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Bandiera Blu a San Cataldo, la minoranza gela l’entusiasmo

La minoranza accoglie positivamente la conferma della Bandiera Blu per San Cataldo e Frigole, ma chiede all’amministrazione di Lecce tempi certi, un cronoprogramma pubblico e un’accelerazione immediata sugli interventi del CIS e sulla gestione delle marine

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La riconferma della Bandiera Blu a San Cataldo e alla Marina di Frigole con il bacino di Acquatina e Idrovora viene accolta dai consiglieri di minoranza del ccomune di Lecce come «una buona notizia per Lecce e per il suo sistema turistico», ma anche come un passaggio che impone subito un’accelerazione sulle politiche per le marine.

Nel comunicato firmato da Christian Gnoni, Antonio De Matteis, Giovanni Occhineri, Andrea Fiore e Marco De Matteis, il riconoscimento viene definito «importante che valorizza qualità ambientale, servizi e capacità di costruire un’offerta turistica sempre più attenta alla sostenibilità e alla qualità del mare». Un risultato che, precisano, «va accolto positivamente e deve spingere tutta la città a fare ancora di più».

Il richiamo alla continuità amministrativa

I consiglieri sottolineano come il risultato non sia improvviso: «La Bandiera Blu non nasce in pochi mesi, ma è il frutto di un percorso amministrativo e tecnico costruito nel tempo, fatto di investimenti, miglioramento degli standard e attenzione costante».

Nel testo viene richiamato anche il ruolo della precedente amministrazione: «Un lavoro avviato nella passata amministrazione, nel quale va riconosciuto anche il contributo dell’ex assessora all’Ambiente, Angela Valli, che ha seguito il percorso di candidatura e consolidamento del riconoscimento».

Nessun traguardo, ma una partenza

Nel comunicato i consiglieri chiariscono la loro posizione senza ambiguità: «La Bandiera Blu non può essere considerata un punto di arrivo. Deve diventare il punto di partenza di una strategia più ambiziosa sulle marine leccesi».

Le marine di San Cataldo e Frigole vengono descritte come aree con grande potenziale, ma ancora penalizzate da carenze strutturali: «Le marine leccesi hanno un potenziale enorme sul piano turistico, ambientale ed economico, ma necessitano ancora di investimenti strutturali, servizi efficienti, manutenzione, mobilità e una visione capace di renderle sempre più attrattive durante tutto l’anno e non soltanto nei mesi estivi».

CIS sotto accusa: serve un cronoprogramma pubblico

Il punto più critico riguarda il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) Lecce–Brindisi–Costa Adriatica, indicato come leva strategica per il territorio.

Nel comunicato si elencano gli interventi previsti: «la riqualificazione dei lungomari e della darsena di San Cataldo, l’approdo di Frigole, l’ecomuseo delle bonifiche e nuove infrastrutture di valorizzazione del paesaggio costiero».

Ma la minoranza denuncia uno stallo: «Ad oggi, tuttavia, dagli atti pubblici disponibili emerge che molti interventi risultano ancora in fase di attuazione e avvio».

Da qui la richiesta politica centrale: «presentare un cronoprogramma pubblico e dettagliato degli interventi del CIS sulle marine leccesi, indicando tempi, priorità e stato di avanzamento delle opere».

Ostello e manutenzione: le altre criticità

Nel mirino anche la gestione dell’Ostello della Gioventù, su cui i consiglieri chiedono chiarimenti: «ci risulta essere stato chiuso per l’intero anno e aperto solo per un’iniziativa natalizia di cui conserva ancora gli addobbi».

Il quadro si allarga poi alla gestione generale del territorio: «I cittadini, gli operatori turistici e le attività economiche hanno il diritto di sapere come si intende valorizzare l’Ostello e quando i progetti del CIS diventeranno finalmente realtà», oltre alla necessità di «un salto di qualità nella manutenzione ordinaria, ad oggi scarsa e disorganizzata».

La chiusura

Il comunicato si conclude con un appello politico allo sviluppo delle marine: «Lecce ha tutte le potenzialità per rafforzare il proprio rapporto con il mare e fare delle marine un motore stabile di sviluppo e qualità urbana».

E ancora: «La Bandiera Blu di San Cataldo è un patrimonio di tutta la città: valorizzarla significa avere il coraggio di programmare, accelerare e investire ancora di più».

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