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A Corigliano d’Otranto e ad Arnesano i cittadini oggi non potranno conferire la plastica. La raccolta è stata sospesa e resterà ferma fino a nuove indicazioni. È l’effetto più immediato di una crisi che coinvolge l’intera filiera pugliese e che, almeno per il momento, non ha trovato una soluzione condivisa.
Il confronto promosso dall’assessora regionale all’Ambiente Debora Ciliento con Ager, Anci e Province ha consentito di fare il punto sulle difficoltà, senza però individuare un sistema valido per garantire il servizio in tutti i territori.
La plastica raccolta continua ad accumularsi perché gli impianti di selezione e trattamento presenti in Puglia hanno esaurito gli spazi disponibili. A rallentare il meccanismo sono soprattutto i mancati ritiri dei materiali già lavorati, che impediscono alle strutture di ricevere nuovi conferimenti. Ager sta quindi cercando piattaforme alternative, valutando anche impianti esterni agli attuali circuiti territoriali.
L’emergenza era già emersa nei giorni scorsi, quando la saturazione degli impianti pugliesi aveva fatto temere lo stop della raccolta differenziata in numerosi Comuni. Le difficoltà nei conferimenti e nel ritiro dei materiali avevano messo a rischio la tenuta dell’intero sistema. Leggi qui la notizia precedente.
La questione coinvolge direttamente Corepla, il consorzio nazionale responsabile dell’avvio a recupero degli imballaggi conferiti attraverso la raccolta differenziata.
«La situazione è complicata perché dipende da un problema di caratura nazionale – spiega la presidente di Anci Puglia, Fiorenza Pascazio -. L’incontro è servito a mettere sul tavolo le problematiche. Intanto dipende tutto dal Consorzio, che ha firmato un contratto e deve raccogliere la plastica come previsto dagli accordi. Stiamo cercando di evitare che ci sia un blocco durante il periodo più caldo dell’anno, vista la quantità di turisti che si riversano in Puglia».
Il momento scelto dall’emergenza è il peggiore possibile. Nei mesi estivi la quantità di rifiuti aumenta considerevolmente, in particolare nei Comuni costieri e nelle mete turistiche, dove le presenze crescono rispetto al resto dell’anno.
Per superare la fase più critica, il presidente della Provincia di Lecce, Fabio Tarantino, ha chiesto alla Regione di valutare un utilizzo temporaneo dei centri comunali di raccolta.
«L’emergenza è il risultato di un sistema oggi arrivato al limite della propria capacità operativa. Per questo servono risposte immediate e, allo stesso tempo, scelte strutturali».
La situazione nel Salento, secondo Tarantino, risente della saturazione degli impianti già attivi. Sul fronte delle autorizzazioni, invece, la Provincia avrebbe completato quasi tutti i procedimenti di propria competenza.
«La Provincia di Lecce ha già rilasciato tutte le autorizzazioni di propria competenza per gli impianti previsti sul territorio, ad eccezione di Gallipoli, che riguarda una tipologia impiantistica più ampia e non esclusivamente il trattamento della plastica. Gli impianti oggi operativi, da Copertino a Lequile, sono saturi e le difficoltà nel ritiro dei materiali da parte di Corepla stanno determinando un blocco dell’intera filiera».
L’ipotesi illustrata alla Regione consiste nel permettere ai Comuni, attraverso una misura eccezionale, di trattenere per un periodo limitato gli imballaggi in plastica all’interno dei propri centri.
«Abbiamo proposto alla Regione Puglia di consentire, con un provvedimento straordinario e limitato al tempo strettamente necessario, l’utilizzo dei centri comunali di raccolta come aree di stoccaggio temporaneo degli imballaggi in plastica, nel pieno rispetto delle prescrizioni di sicurezza. Si tratta di un’ipotesi che meriterebbe un ulteriore approfondimento tecnico».
Il ricorso ai depositi comunali, tuttavia, potrebbe rappresentare soltanto una misura tampone. Per Tarantino occorre aumentare il numero e la capacità degli impianti, intervenendo contemporaneamente sulle norme che regolano il trattamento degli imballaggi.
«La Puglia ha bisogno di rafforzare la propria capacità impiantistica e di intervenire anche sul piano normativo. Oggi la gestione degli imballaggi in plastica identificati dal codice EER 15 01 02 comporta procedure particolarmente complesse, che finiscono per scoraggiare molti impianti dal trattare questa tipologia di rifiuto. Una semplificazione delle procedure, nel pieno rispetto delle garanzie ambientali, rappresenterebbe un contributo concreto per rendere più efficiente l’intero sistema».
Dal presidente della Provincia arriva quindi l’invito a raggiungere rapidamente un’intesa che consenta di riattivare i conferimenti.
«Attendiamo gli esiti del confronto tra Regione, Anci e Corepla previsto nelle prossime ore – conclude Tarantino – con l’auspicio che vengano individuate rapidamente soluzioni di stoccaggio temporaneo capaci di garantire la continuità del servizio. In una fase come questa ogni istituzione è chiamata a fare la propria parte, con responsabilità e spirito di collaborazione, perché i cittadini hanno diritto a risposte rapide ed efficaci».
Proprio sulla possibilità di trasformare i centri comunali in depositi provvisori arrivano, però, le riserve di Pascazio, anche sindaca di Bitetto.
«Per quanto riguarda la volontà dei Comuni di garantire piattaforme di trasferenza – sottolinea Pascazio -, sembra una soluzione poco praticabile, se non per interventi d’emergenza. La plastica ha un notevole volume ed è inoltre un materiale infiammabile».
La trattativa prosegue dunque senza una risposta definitiva, mentre alcuni sindaci sono già costretti a interrompere il servizio e ad attendere nuove disposizioni




