PMI tra crisi internazionali e credito difficile: in Salento l’allarme è più forte

Le tensioni internazionali e le difficoltà di accesso al credito continuano a pesare sulle piccole e medie imprese italiane, con conseguenze ancora più marcate nel Salento.

È quanto emerge dal Rapporto congiunturale di Confapi, presentato a Roma e basato su un campione di duemila aziende associate.

Secondo l’indagine, i dazi statunitensi hanno prodotto effetti limitati per l’87,5% delle PMI industriali. A suscitare maggiore preoccupazione è invece la crisi nello Stretto di Hormuz: il 69,5% delle aziende teme ripercussioni negative e la metà del campione ne avverte già gli effetti, soprattutto attraverso i rincari energetici e le difficoltà nelle catene di approvvigionamento.

A pesare è anche il rapporto con il sistema bancario. Nel primo semestre del 2026 il 66,5% delle imprese non ha richiesto nuovi finanziamenti, una quota cresciuta del 7,8% rispetto all’anno precedente. Tra le ragioni figurano il timore di un rifiuto, le condizioni onerose e le garanzie richieste. Il 56% delle PMI sceglie così l’autofinanziamento.

«Per le nostre imprese non c’è fattore più penalizzante dell’incertezza: quando il quadro cambia continuamente, le aziende tendono inevitabilmente a rimandare gli investimenti e a rivedere o rinviare le proprie strategie sui mercati esteri», ha osservato il presidente nazionale di Confapi Cristian Camisa, chiedendo una politica industriale chiara e strumenti strutturali a sostegno del comparto.

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Segnali positivi arrivano dall’intelligenza artificiale. Il 23,3% delle aziende prevede investimenti specifici, percentuale che sale al 43,8% considerando i soli investimenti immateriali. L’AI viene indicata soprattutto come strumento per ridurre i costi, gestire i dati e aumentare la produttività.

Sul territorio, Confapi Lecce evidenzia difficoltà ulteriori legate alla posizione geografica e alla fragilità dei collegamenti. «È ancora più complicato e faticoso fare impresa in una realtà, come quella del Salento, che da sempre, geograficamente, subisce le problematiche legate all’isolamento territoriale e alla difficoltà dei collegamenti e dei trasporti rispetto al resto del Paese», sottolinea Giuseppe Petracca, Confapi Lecce.

Da qui la richiesta al Governo e alla Regione Puglia di attuare politiche di sostegno per un sistema produttivo che continua a resistere, pur tra costi crescenti e prospettive incerte.

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