Adriana Poli Bortone ne ha viste di tutti i colori. La Senatrice, oggi candidata di UdC ed IoSud alla Presidenza della Regione Puglia, racconta i retroscena: “C’è stata una lettera, sottoscritta tra gli altri da Lisi, Amoruso, Lospinuso, Saccomanno, contro di me e contro la mia candidatura con il centrodestra; il Ministro Fitto, dal canto suo, ha sostenuto fino in fondo che la mia candidatura avrebbe spaccato il Partito… Con la notizia della vittoria di Vendola alle Primarie e quindi la possibilità che anche Casini e l’UdC convergessero sulla mia candidatura, alleandosi con il PdL, hanno voluto bruciare i tempi ed annunciare la candidatura di Palese. E questo nonostante la ottima predisposizione del presidente Berlusconi, con il quale siamo sempre rimasti in buoni rapporti. Con il Premier ci avevo parlato più volte e mi aveva dimostrato tutta la sua disponibilità verso la mia candidatura”.
Nonostante questo, però, nulla di fatto. “Ma alla fine, visto l’incalzare di ex aennini e del Ministro Fitto, il Presidente del Consiglio ha chiesto sia a me che a Palese di fare un passo indietro per favorire un terzo candidato che consentisse l’alleanza con UdC ed IoSud”. Ma mente Palese aveva risposto “signorsì”, lei ha rifiutato: come mai? “Perché, se passo indietro si doveva fare, non poteva essere in favore di un candidato che non ci desse qualche certezza di vittoria. Avrei accettato solo se ci fosse stato qualcuno più forte di Palese e della sottoscritta. E questo senza nulla togliere alle persone che erano state proposte, da Di Bartolomeo a Dambruoso, tutte rispettabilissime ma che, venendo dalla cosiddetta società civile, sono a digiuno di campagne elettorali a questo livello. E il tutto a 50 giorni dalle elezioni”.
La stessa Poli Bortone svela poi un altro retroscena: “La candidatura di Dambruoso, a quanto mi risulta, non è stata particolarmente gradita neache al PdL, vista la lettera sottoscritta dai Consiglieri regionali che dichiaravano di non volere un candidato espressione della società civile, ma un politico di razza”. Se il Pd con Vendola è il centrosinistra, e il PdL il centrodestra, voi vi sentite il Centro? “Direi di si, ci sentiamo un centro moderato legato alle tematiche del meridione”. Paura di restare schiacciati tra i due poli? “Nessuna: i giochi, considerato anche il voto disgiunto, sono completamente aperti e può succedere davvero di tutto”.
Giuseppe Cerfeda



