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Attualità

Poste Italiane in provincia di Lecce: “Un anno di pandemia in prima linea”

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In questo anno di pandemia da Covid-19, Poste Italiane è rimasta sempre al fianco dei cittadini della provincia di Lecce, garantendo senza sosta i servizi essenziali e mettendo in campo una serie di iniziative volte a semplificare tutte le operazioni e a rendere l’accesso agli uffici più sicuro, nel prevalente interesse della tutela della salute di utenti e lavoratori.
Decretata la “zona rossa” anche in Puglia, Poste Italiane informa che gli uffici postali presenti sul territorio continueranno ad essere aperti secondo i consueti orari.




Attualmente- scrivono da Poste Italiane -in provincia di Lecce sono operative 137 sedi, pari al 97% dell’offerta complessiva. Anche durante questo periodo, inoltre, Poste Italiane continuerà ad assicurare il servizio di recapito in tutti i Comuni interessati dall’ordinanza.

Grazie al lavoro dei dipendenti dei 10 Centri di Distribuzione sul territorio, infatti, il servizio di recapito è stato sempre regolarmente svolto, consentendo a tutti i cittadini di continuare a ricevere pacchi e corrispondenza senza interruzioni. Allo stesso tempo, negli uffici postali della provincia, l’Azienda ha adottato tutte le iniziative possibili per continuare a garantire l’utilizzo dei propri prodotti e servizi in totale sicurezza. Grazie ad un accordo con l’INPS, dal mese di aprile 2020 tutti i pensionati titolari di un conto corrente BancoPosta oppure di un libretto di risparmio postale, ricevono la pensione in anticipo rispetto al tradizionale appuntamento con il primo giorno lavorativo del mese. L’Azienda, inoltre, ha previsto il pagamento anticipato della pensione anche per coloro che ancora la ritirano in contanti negli Uffici Postali secondo una turnazione alfabetica pensata per evitare pericolosi assembramenti e ha stretto un accordo con i Carabinieri per la consegna a domicilio dei contanti in favore degli over 75 che non abbiano già delegato altri soggetti alla riscossione. La presenza dell’Azienda a sostegno dei territori e dei cittadini è stato spiegato così dal Condirettore Generale Giuseppe Lasco: “Per noi l’Italia è sempre stata zona bianca, i nostri portalettere e i nostri uffici postali sono stati sempre in prima linea”.

Poste Italiane coglie l’occasione per invitare i cittadini a recarsi in ufficio postale esclusivamente per il compimento di operazioni essenziali e indifferibili e ad utilizzare i 127 ATM Postamat attivi in provincia di Lecce per i prelievi di denaro contante e le altre operazioni consentite. L’Azienda ricorda inoltre che molti dei servizi tradizionalmente erogati allo sportello, come ad esempio il pagamento dei principali bollettini, i trasferimenti di denaro e le spedizioni di corrispondenza e pacchi, sono disponibili attraverso il sito www.poste.it e le app BancoPosta e PostePay. Modalità che rendono più sicuro, comodo e veloce l’accesso ai servizi in questione. In tutti gli uffici postali, infine, Poste Italiane informa che il rilascio gratuito dell’identità digitale SPID è ottenibile previo appuntamento. La prenotazione è disponibile tramite il sito poste.it, l’app Ufficio Postale o con un messaggio Whatsapp al numero 3715003715. “Siamo orgogliosi di non aver mai abbandonato il campo, anche in provincia di Lecce, durate questa lunga emergenza sanitaria. – dichiara il Direttore provinciale Giuseppe Stanisci – Come nel resto del paese, nonostante la pandemia, Poste Italiane non si è mai fermata. Le disposizioni di sicurezza che regolamentano gli accessi alle sedi di Poste Italiane, hanno comportato una parziale riorganizzazione dei servizi offerti che comunque sono stati garantiti. Oggi è garantito il presidio sul 97% degli uffici postali e tutti gli uffici aperti doppio turno stanno procedendo a pieno regime”.


Attualità

Ospedale Tricase: un lunedì di un giorno da cani

Assurdo: eppure dovrebbe essere chiaro a tutti in quali casi e condizioni ci si rivolge al pronto soccorso, “l’uomo smartphone” che inneggia alla tecnologia…

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pronto soccorso

Parlare di Sanità allo sbando è pura follia? Non direi, almeno stando a quanto ho appurato di persona stamane in ospedale. Siamo a Tricase, pronto soccorso, ore 9, ma potrebbe essere Lecce, Gallipoli, Casarano, Scorrano o fate voi: il colpo d’occhio è terrificante. Decine e decine di persone costrette ad attendere fuori dalla sala d’attesa causa Covid (immagino), cercano udienza, fresco e riparo dai 37 gradi che nostro Signore ha deciso di irraggiare di buon mattino per riscaldare il clima e le coscienze. 

Quattro ambulanze e 5 macchine in coda, medici e infermieri, come concierge di un 5 stelle, faticano a tenere l’onda d’urto della gente, pazienti che incalzano, pressano, istigano, chiedono di essere visitati, ascoltati, ricevuti, anche per un semplice scambio di opinioni; malati frastornati dal caldo e dall’ansia stesi su una barella, leggono nel soffio del vento una sicura divinazione e scambiano il personale medico e non per il Santo di turno (o una cartomante, una fattucchiera) che li salverà da morte sicura, li farà stare bene o quantomeno allontanerà da loro quella punizione divina dello star male. 

“Seccare” in attesa di ricevere soccorso è disumano, ma è ancora più crudele non ricevere aiuto quando si soffre e l’unico motore che gira a pieno regime, e registra ogni cosa, si sa è il cervello, ci siamo passati tutti, e senza risposte immediate e concrete è capace di tutto.

Una volta dentro cerchiamo di capire come mai tanta gente, che sembra in salute, condivide con noi quella via crucis.  Le risposte sono sconvolgenti: chi ha dovuto saltare una visita oncologica, chi è arrivato per un’emicrania, chi avverte una lieve pressione al petto, chi necessita di sfogare l’umore con qualcuno, chi non ascoltato dal proprio medico curante ha pensato bene di farsi un giro in ospedale. 

Assurdo: eppure dovrebbe essere chiaro a tutti in quali casi e condizioni ci si rivolge al pronto soccorso, “l’uomo smartphone” che inneggia alla tecnologia e ne fa uso ed abuso non riesce a digitare un semplice www ed aprire una semplice “Home” di qualsiasi servizio sanitario ed attenersi alle indicazioni?  

Voi, facebookiani di lungo corso, leoni da tastiera senza criniera, attenti alle critiche e pronti a rimarcare e correggere ogni virgola che come bava vi cade dalla bocca, non riuscite a leggere i più banali consigli di chi si appresta in un pronto soccorso, afferrare che se siete lì senza motivo usurpate il posto a qualcuno che ha più bisogno di voi? Lo faccio io per voi, questo è quanto recita la pagina di un qualsiasi servizio sanitario nazionale: “Deve rivolgersi al Pronto Soccorso: una persona che si trova in condizioni cliniche di possibile immediato pericolo di vita, chi se non sottoposta a terapie mediche specifiche in breve tempo, potrebbe incorrere in elevati rischi per la propria salute; persone con danno traumatico o con sintomi acuti che interferiscono con le normali attività. Non ci si deve rivolgere al Pronto Soccorso: per evitare liste di attesa nel caso di visite specialistiche non urgenti; ottenere la compilazione di ricette; ottenere controlli clinici non motivati da situazioni urgenti; evitare di interpellare il proprio Medico curante; ottenere prestazioni che potrebbero essere erogate presso servizi territoriali (Medico di Famiglia, Poliambulatori, Guardia Medica); per comodità, per abitudine, per evitare il pagamento di ticket”. 

Questo, sia chiaro, non per gettare la croce solo su qualcuno, ma perché se tutti rispettano i propri ruoli, assolvono il proprio dovere (anche di paziente), aiutano medici ed infermieri a far funzionare meglio la macchina, sostengono i sanitari, sotto stress, a non commettere errori, ad auscultare con pazienza i pazienti,  a regolare la loro attività senza pressione, spesso vero detrimento e causa di marchiani sbagli.

Non ultima registro la voce di alcuni medici e infermieri che, meno accaldati per via dell’aria condizionata, ma paonazzi e fuori dalle grazie di Dio, operano nel pronto soccorso e che, forse, aspettavano la goccia (io) per fare traboccare il vaso delle lagnanze, per lamentare la scarsità di personale, i turni massacranti, gli orari  da stalking da lavoro, l’ansia crescente come un sonata di Rossini e l’affluenza, già sopra i limiti ed insostenibile, aumentata causa chiusure di altri pronto soccorso, le frotte di turisti arrivati in Salento, tutto questo ha fatto lievitare gli interventi quotidiani, già colmi, di un ulteriore 20%! E non se ne può più! 

Nonostante tutto la mattinata è filata liscia, panta rei, direbbe il filosofo; nel complesso nell’arco della mattinata la sfilata delle ambulanze è continuata, come rider in un pit-stop arrivavano “consegnavano” e ripartivano, tutti sono stati regolarmente assistiti, ognuno, almeno fino all’una, si è prodigato perché filasse tutto liscio, unica nota stonata il forno del clima che continuava a “cuocere” a tutte le ore e che, forse, ha contribuito si a riscaldare gli animi, ma anche a sfornare una denuncia che, diversamente, non sarebbe mai nata.

Luigi Zito

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In viaggio solo col Green Pass

Decreto in arrivo: certificazione verde necessaria per l’utilizzo di navi, aerei e treni a lunga percorrenza. Per quanto riguarda la scuola, la decisione sull’obbligo vaccinale per il personale scolastico slitterà a fine agosto

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In arrivo una nuova misura del governo per contenere le temuta “quarta ondata”. Dopo aver ufficializzato l’obbligatorietà del Green Pass a partire dal 6 agosto per tutte le attività al chiuso, inclusi ristoranti e bar per la consumazione al tavolo, è in arrivo quella per l’utilizzo di navi, aerei e treni a lunga percorrenza.

Si potrà salire a bordo soltanto con il certificato che attesti la vaccinazione completa, la prima dose di vaccino fatta almeno 15 giorni prima, la guarigione nei sei mesi precedenti, l’esito negativo di un tampone molecolare, antigenico o salivare fatto 48 ore precedenti

Dovrebbe invece rimanere libero l’accesso ad autobus, metropolitane e tram.

L’ufficialità è attesa tra domani e mercoledì 4 agosto quando è stata convocata la cabina di regia: seguirà un decreto governativo con tutte le nuove misure.

Dovesse passare, come pare, la linea del Green Pass obbligatorio da parte della cabina di regia, si porrebbe, ovviamente, la questione dei controlli e delle verifiche.

Indicativamente la verifica del Green Pass dovrebbe avvenire nel momento in cui il passeggero sale a bordo e dovrebbe essere lo stesso personale a effettuarla: esattamente come avviene in genere per documenti di imbarco e di identità.

Se il passeggero esibisce un certificato falso o contraffatto, riceverà una multa e verrà denunciato. Inoltre, il Green pass servirà anche al tracciamento qualora dovesse essere accertata la positività di uno dei passeggeri.

Al momento non sarebbero previsti controlli su autobus e metropolitane: troppo difficile verificare il Green pass di tutti i passeggeri. Il governo, però, ha già chiesto alle Regioni un piano dettagliato sul potenziamento dei mezzi pubblici che potrebbe essere discusso questa settimana insieme al piano per la ripresa della scuola.

Infatti, secondo il Cts la capienza all’80% non è sufficiente a garantire il distanziamento su bus e metropolitane, dunque in vista della riapertura delle scuole, che è prevista in presenza, sarà necessario un sostanziale aumento del numero delle corse.

A proposito di scuola, la decisione sull’obbligo vaccinale per il personale scolastico slitterà a fine agosto. Il governo  potrebbe decidere di intervenire con provvedimenti mirati poco prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.

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Pochi casi, nessun decesso

il tasso di positività resta relativamente basso: 1,22%. 66 i nuovi positivi in Puglia, solo 4 in provincia di Lecce

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Sono 66 i nuovi casi positivi registrati in tutta la Puglia, appena 4 in provincia di Lecce.

Va detto che i test registrati complice anche il weekend appena trascorso sono stati meno rispetto alla media, 5.049 ma ciò che fa fede è il tasso di positività che resta comunque relativamente basso: 1,22%.

Nessun allarme, dunque, almeno per il  momento per la temuta variante delta che da altre parti ha già denunciato numeri decisamente più roboanti.

Altra nota positiva: nessun decesso con covid registrato in tutti il territorio pugliese.

IL RIEPILOGO

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati  2.912.103 test.

247.134 sono i pazienti guariti.

2452 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 256.255, di cui 27.735 nella provincia di Lecce.

IL BOLLETTINO DEL  AGOSTO 2021

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