Fevi

Presicce-Acquarica, i 100 anni di Nonna Maria

Nonna Maria Bortone ha spento la sua centesima candelina, circondata dall’affetto di sorelle, fratelli, figli, nipoti e pronipoti.

Una vita lunga un secolo, ricca di storie, sacrifici e valori, che l’hanno resa simbolo di resilienza.

L’amministrazione comunale si è unita alla famiglia per renderle omaggio e il sindaco Paolo Rizzo le ha fatto visita per porgerle l’abbraccio della comunità.

Nata a Presicce ma vissuta sempre ad Acquarica (quando c’era ancora la distinzione) come prima di dieci figli di Giacomo e Antonietta, Maria ha imparato presto il valore del lavoro.

Fin da bambina accudiva fratelli e sorelle e si dedicava alle faccende della masseria di famiglia: raccolta delle olive, mietitura del grano, allevamento di animali, legatura e caricamento del traino.

Ogni giorno era una prova di forza e ingegno.

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Nel 1951 Maria si innamora e sposa Rocco Luigi Rovito, per tutti Cici.

Dall’unione nascono Rita e Carlo e, in seguito, la casa si riempie di otto nipoti e tre pronipoti.

Alla domanda sul segreto della longevità, nonna Maria risponde con semplicità: «Voler bene e farsi voler bene» e «lavorare senza sosta per sentirsi vivi».

Fino a pochi anni fa deliziava la famiglia con pasta fatta in casa e purciadduzzi.

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Ogni ospite che varcava la sua porta riceveva un dono: un paio di scarpe di lana o un borsellino fatto a mano.

Nei suoi racconti emergono ricordi vividi di tempi duri: allattava anche figli e nipoti di altre donne, perché «sprecarlo sarebbe stato un peccato».

Racconta di essere nata prematura, a soli sette mesi, pesando mezzo chilo.

Quando sente parlare di crisi economica, Maria risponde con fermezza, per lei la vera crisi era la fame: «Prima non c’erano pensioni e gli anziani vivevano di elemosina», ricorda, sottolineando come le comunità si aiutassero reciprocamente.

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Capace di lavorare alla maglia, realizzava vestiti per tutti con la lana delle pecore tosate.

Ancora lucida e combattiva, lo scorso giugno Maria si è recata alle urne per votare al referendum. Lei, che conosce bene il valore della tessera elettorale, nata in un’epoca di diritti da conquistare, ha attraversato il secolo mantenendo intatta la forza delle donne resilienti del Sud, cresciute a pane, stenti, speranza e comunità.

Oggi la sua vita è un patrimonio di memoria collettiva, un esempio di dedizione e amore per l’intera comunità di Presicce-Acquarica.

L.P.

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