Segui ilGallo Live News su WhatsApp clicca qui
Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata alla nostra redazione da un lettore, Mattia Imperatore, quale contributo al dibattito e alla riflessione su una questione di interesse pubblico.
Si precisa che l’articolo nasce da un episodio che ha coinvolto una donna anziana, domenica mattina (28 giugno). L’incidente è avvenuto a Tricase Porto, di fronte la capitaneria, dove vi sono due piscine, una piccola e una grande.
L’anziana scendeva per recarsi nella piscina piccola ma il pavimento pieno di pietre appuntite, l’ha fatta inciampare cadendo rovinosamente, poco prima della pedana. La donna ha riportato 7 punti di sutura sull’arcata sopraccigliare e 1 al ginocchio, oltre alla rottura degli occhiali da vista.
«Questa mattina mia nonna è caduta mentre cercava di raggiungere il mare di Tricase Porto. Quella che doveva essere una giornata di relax si è trasformata improvvisamente in ore di paura e preoccupazione per tutta la famiglia.
Fortunatamente, dopo l’intervento dell’ambulanza, il trasporto al Pronto Soccorso, la TAC e le radiografie, sembra che non abbia riportato conseguenze gravi. Poteva però andare molto peggio.
Questo episodio mi ha spinto a riflettere su una questione che riguarda non solo gli anziani, ma anche famiglie con bambini, persone con disabilità e tutti coloro che non hanno più l’agilità di un tempo.
È possibile che, nel 2026, per fare un semplice bagno si debba affrontare un percorso così rischioso? In molte delle nostre marine l’accesso al mare avviene ancora attraverso sentieri stretti, rocce sconnesse, superfici irregolari e dislivelli che possono trasformare una normale passeggiata in un pericolo concreto.
Basta un attimo di distrazione o un passo falso perché una giornata di svago si trasformi in un incidente.
Le marine di Tricase rappresentano uno dei tesori più belli del Salento e ogni estate accolgono residenti, turisti e famiglie attratti dalla bellezza del nostro mare. Proprio per questo dovrebbero essere luoghi accessibili e sicuri per tutti.
Non si tratta di snaturare il paesaggio o realizzare opere invasive, ma di individuare soluzioni semplici e rispettose dell’ambiente che consentano a chiunque di raggiungere il mare in condizioni di maggiore sicurezza.
Gli anziani meritano un’attenzione particolare. Molti hanno trascorso una vita frequentando queste coste e non dovrebbero essere costretti a rinunciare al mare per il timore di cadere.
La qualità di una comunità si misura anche dalla capacità di garantire ai cittadini più fragili la possibilità di vivere pienamente gli spazi pubblici. L’episodio di oggi porta però anche a una seconda riflessione.
Quando avviene un incidente entra inevitabilmente in gioco il sistema sanitario. Nel caso di mia nonna sono trascorse molte ore tra accettazione, visite, esami diagnostici e attese prima di avere un quadro chiaro della situazione.
Comprendo perfettamente il lavoro e l’impegno di medici, infermieri, operatori sociosanitari e personale tecnico, che ogni giorno
affrontano situazioni spesso molto complesse. A tutti loro va il mio sincero ringraziamento.
Proprio perché il personale sanitario lavora con grande dedizione, è inevitabile chiedersi se una struttura importante come l’ospedale del Capo di Leuca disponga delle risorse necessarie per rispondere in modo rapido ed efficace alle esigenze del territorio.
Attese particolarmente lunghe rappresentano un disagio non solo organizzativo, ma anche umano, soprattutto per pazienti anziani e familiari che vivono ore di forte apprensione.
Sicurezza delle marine ed efficienza dei servizi sanitari sono temi strettamente collegati. Prevenire gli incidenti significa ridurre sofferenze, costi e accessi agli ospedali; garantire una sanità efficiente significa offrire ai cittadini la serenità di sapere che, in caso di necessità, riceveranno assistenza in tempi adeguati.
La qualità della vita di una comunità non si misura soltanto dalle grandi opere o dagli eventi estivi, ma anche dalla sicurezza di una discesa verso il mare, dall’efficienza dei servizi e dall’attenzione riservata alle persone più vulnerabili.
Oggi, fortunatamente, mia nonna sta bene e per questo siamo tutti sollevati. Ma non tutte le storie hanno lo stesso finale. Per questo credo sia il momento di riflettere e intervenire, prima che episodi come questo possano trasformarsi in tragedie».




